Nasce il crowd-following. E una nuova webserie.

11 Set

Oggi va molto di moda il CROWDFUNDING , cioè il chiedere finanziamenti ai comuni mortali via web per supportare progetti sociali o artistici o anche per motivi meno nobili. Il problema è che oggi stiamo quasi tutti con le pezze al culo quindi stare lì a dare soldi ad uno sconosciuto che ti promette che poi farà il film del secolo o che costruirà il pozzo nel villaggio africano non è per niente scontato. Eppure tanta gente lo fa, l’ho fatto pure io (con pochi spicci, of course), perché in un periodo di appiattimento culturale e di iper-consumismo come il nostro per una volta è bello investire tempo e danaro in qualcosa di stimolante o di utile per una comunità o poter dare la possibilità, a chi altrimenti non ne avrebbe i mezzi, di creare qualcosa di nuovo, fuori dalle logiche delle grandi produzioni mainstream che detto tra noi hanno rotto li cojoni.

Ma se state meschinamente per chiudere la pagina per paura che vi chieda dei soldi vi sbagliate di grosso, non sarebbe da me, per quello passo porta a porta. Quello che voglio neologizzare in questo blog è una nuova forma, gratuita, di sostegno per progetti artistici e creativi: il CROWDFOLLOWING.

Invece di dare del danaro per finanziare progetti ancora da realizzare, date semplicemente la vostra iscrizione (o like o follow) ad un progetto che è già in fase di sviluppo, per far crescere la pagina (il canale, il profilo, il blog). Ovviamente se vi piace e se vi interessa. E ovviamente se cambiate idea potete sempre ritirarlo, cosa che coi soldi non è possibile.

Inventata questa nuova forma di solidarietà per poracci tutte le tasche, voglio andare oltre. E qui tutto si gioca sul clima di fiducia che nel corso degli anni si è creato tra il sottoscritto e i numerosi (nel senso che sono un numero ben preciso: 11) lettori.

Vi chiedo di iscrivervi a scatola chiusa ad un nuovo canale youtube dedicato ad una nuova web-serie, che sarà lanciata ufficialmente tra qualche giorno, ideata, scritta e montata da me e recitata da un cast incredibile, cioè poco credibile. Per ora non ci sono contenuti. Quando uscirà la puntata pilota e il comunicato stampa gli iscritti diventeranno milioni, anzi migliaia, anzi qualche decina, ma oggi potete essere i pionieri di una nuova community che nascerà e crescerà per portare una ventata di alito fresco in questo grigiume culturale sempre più malsano.

CLICCA PER SOSTENERE IL PROGETTO E ISCRIVITI AL CANALE

Se poi addirittura condividi la pagina, sei sostenitore plus e potresti finire nei credits. Se paghi.

E’ una cosa in cui credo abbastanza da espormi con una richiesta così, quindi mettetevi una mano sulla coscia e l’altra sulla coscienza. Vi ringrazio in anticipo se lo farete altrimenti non c’è problema, ma poi non mi venite a chiedere se c’ho una gomma o se vi presto 20 centesimi per comprare la droga.

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Impossibile restare impassibili

10 Set

Non è questione di crederci o no, è questione di essere o no complici di qualcosa di brutto.

Cambiare il mondo è impossibile ma restare impassibili o peggio far finta di niente ci mette sullo stesso piano di chi lo sta distruggendo. La tecnologia non aiuta le nostre vite, le obnubila. Si dice obnubila? Aspe’, controllo sull’app “dizionario”. Si, si dice. Stiamo rinnegando il progresso civile e sociale in nome di un progresso vuoto, materiale, imposto dal mercato. Stiamo distruggendo l’Unione Europea dimenticando che è l’ultimo baluardo della pace, nata sul sangue di milioni di nostri simili morti inutilmente per volere di poche potenti teste di cazzo che hanno avuto il potere di obnubilare le menti di tantissime mediocri teste di cazzo e che oggi grazie alle tecnologie ne hanno ancora di più.

Siamo delle teste di cazzo, siamo tutti colpevoli, siamo tutti complici dello schifo che abbiamo creato. Non è troppo tardi, non è mai troppo tardi, finché l’ultima umana testa di cazzo non esalerà l’ultimo respiro, ma bisogna fare qualcosa. E quel qualcosa deve iniziare dalla presa di coscienza. Look at the big picture, che per chi non sa l’inglese si legge luc èt de big picciar. Cos’è che va storto? Le religioni forse sono un problema? I soldi? Il petrolio? La plastica? Le multinazionali? L’inquinamento? Le cazzo di mode tipo quella di mangiare senza glutine anche se non siamo intolleranti? L’intolleranza al lattosio o l’intolleranza ai disperati che scappano da guerre e carestie? Le guerre lontane fomentate dall’Occidente per questioni di petrolio o di geopolitica o anche da esigenze economiche interne, mascherate da atti sensati o addirittura umanitari? Le poche bricioline di interessi dati dalle banche che investono coi nostri soldi magari proprio vendendo armi in quei paesi lontani? Eh ma io che c’entro, così almeno ho lo 0,3% all’anno. Bravo. Ti ci puoi comprare più cose. Ma la gente lontana muore e a te non te ne frega un cazzo. E allora sei complice, e quindi una testa di cazzo e quindi colpevole. Si vabbè però tu che scrivi hai l’aifon come la metti? La metto nella presa di coscienza, sono una testa di cazzo, sono complice e sono colpevole. Me la prendo con me stesso prima che col sistema, perchè il sistema sono io, il sistema siamo noi. E possiamo essere un bel sistemone per vincere al superenalotto qualche soldo insieme a tutto il quartiere mettendo ognuno un po’ oppure continuare a pagare il più possibile per avere più schedine da giocare sperando di vincere tantissimo tutto da soli e far invidia agli altri senza rendersi conto che tanto non vinci mai, perché sei solo una mediocre testa di cazzo che non vuole aprire gli occhi e preferisce guardare dove gli dicono di guardare mentre gli vendono una cosa stupenda incredibile meravigliosa che il prossimo mese non vale più un cazzo e ti senti mediocre non perché alimenti questo sistema malato e insanguinato ma perché non hai l’ultimo modello di quella cosa che hanno tutti. Tanto lo fanno tutti. Tanto da solo non posso fare niente. Tanto siamo solo qualche miliardo di mediocri teste di cazzo governato da qualche decina di potentissime e ricchissime e stressatissime teste di cazzo che continuiamo a vedere come quelli che ce l’hanno fatta, che vorremmo essere così anche noi. Ammiriamo quelli in alto e sputiamo a quelli più in basso, quando dovremmo fare il contrario, tutti insieme. Sopravvalutiamo bisogni effimeri e non ascoltiamo le reali necessità. E ci ritroviamo tutti incazzati senza neanche sapere perché, in cerca di qualcuno da criticare, da deridere, da stigmatizzare, da massacrare pur di non guardare, di non riconoscere che l’unico vero colpevole, la parte pulsante che tiene in vita tutto sto schifo, la più infida testa di cazzo sei proprio tu. Si si, proprio tu. Tu che scrivi e tu che leggi.

Fatto questo esercizio possiamo ricominciare a provarci e a crederci.

Altrimenti, come dice il carbonaro di Nell’Anno del Signore prima di essere ghilgliottinato, “Bonanotte popolo“.

Reale piffero

5 Set

Se lo leggi sul giornale è falso perché il direttore è servo di qualche padrone e infatti è meglio non leggere e guardare la TV ma stando attenti perché anche lì molto spesso le notizie sono pilotate per motivi di introiti pubblicitari quindi l’unica soluzione è cercare la verità su internet, dove tutti possono scrivere la loro idea e quindi la democrazia è al suo stato più alto, poi si fa un conteggio e la cosa che è stata detta dalla maggioranza delle persone sicuramente sarà quella più attendibile e quindi che più si avvicina al vero. L’importante è cercare di non guardare la realtà, i dati, i fatti, sennò crolla tutto e vi accorgete che siete solo un branco di coglioni che seguono un gruppo di pifferai magici e quando e se vi sveglierete dal sogno avrete ormai il piffero nel culo. Anzi ce l’avremo tutti.

Finesettimana di Finestate

31 Ago

Ultimo giorno della settimana dell’ultimo giorno di agosto, più in bilico di così…

Uno è contento che domani è sabato ma è anche il primo settembre quindi inizia l’anno nuovo con tutto ciò che comporta.
L’estate è solo un breve sogno sudato e bagnato, come cantava quel tipo sotto la doccia che mi assomigliava tantissimo anzi mi sa che ero io che sotto la doccia scrivo canzoni bellissime ma i fogli sono tutti zuppi e alla fine non si legge più un cazzo.

L’anno nuovo porta confusione.
Confusione e buoni propositi.
Tipo andare in palestra, imparare qualcosa di nuovo e cercare di rendere questo mondo un posto migliore.

Ricordiamoci che uno Stato amico non è mai esistito, in nessun momento storico, a nessuna latitudine: sono gli esseri umani che versano il sangue e il sudore per fare la Storia.
Cioè noi.

Non aspettiamo aiuti dal cielo che tanto se pure Vostro Signore (o gli altri Signori Strani) esiste, si fa i cazzi suoi dai tempi della prima ameba nell’eden. E non aspettiamo aiuti dai Palazzi che quelli sono chiusi ai cittadini, sia delle città che del mondo.

Siamo soli, come cantava quell’altro tipo che scriveva canzoni meravigliose e mo’ le scrive così così ma però vende sempre una cifra.
Siamo soli ma siamo tanti e se stiamo insieme siamo meno soli e possiamo fare un sacco di cose belle.

Tipo rendere questo mondo un posto migliore a cominciare da noi stessi.

Che è una frase di una banalità quasi dolorosa ma spiegare questo concetto con altre parole si rischia che poi la gente non lo capisce e fa le cose brutte.
Raddrizziamo le storture, che ce ne sono tante e siamo tutti riposati e più belli abbronzati.

Facciamo che quest’anno sia l’anno della bellezza.

(ma non in senso di tette e culi)
(cioè anche, ci mancherebbe… vabbè se semo capiti no?)

Buona finestate a tutti quelli che hanno votato male ma mo’ hanno capito.

Summertime Collage

30 Ago

L’estate sta finendo e un anno se ne va e come l’anno scorso, sul mare col pattino a fare il bagno al largo per vedere da lontano gli ombrelloni e quando esci dall’acqua e ti vieni a sdraiare vicino a me, abbronzatissima, sei diventata nera come il carbòn. Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più… e ci ritroviamo in alto mare.

Voglio andare al mare perché mi han detto che là si che ci si diverte, io vado al mare voi che fate?… Una giornata al mare ma che son venuto a fare se non ci sei tu? Faccio a schiaffi con le onde e con il vento, onda su onda, un’altra vela va fino a che non scompare, com’è profondo il mare.

E la chiamano estate, questa estate senza te, un’estate fa non c’eri che tu, cercavo un mare calmo e ho trovato te, sei dentro di me come l’alta marea.

Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero: tutti al mare a mostra’ le chiappe chiare!

(tratto da “Under the ombrellone”, edizioni mentali 2018)

Sensazioni a freddo sull’Italia al caldo

5 Ago

Rientro in Italia solo in vacanza.

Sensazioni a freddo sul paese, anche se con quaranta gradi è alquanto hardware.

Ci sono molti SUV bianchi coi vetri oscurati che fanno i fari a 300 km/h sulle corsie di sorpasso oppure stanno fermi, vuoti, col motore acceso sulle pedonali o sui parcheggi per i disabili (i più sfacciati proprio sopra ai disabili) col motore acceso per far rinfrescare l’abitacolo, prima di partire a 300 km/h sulle corsie di sorpasso; non hanno alcuna meta e nessuno ha mai visto nessuno salirvici o scendervicisi.

È pieno di immigrati con le scarpe di Prada e l’aifon X che bighellonano tra la sauna della suite dove dormono e le mense della caritas dove mangiano, sempre comunque a spese nostre, e fanno a botte con gli italiani per accaparrarsi i migliori posti di ambulante sulla spiaggia o raccoglitore di pomodori o pulitore notturno di mezzi pubblici.

I razzisti hanno smesso di dire che loro “non sono razzisti ma” e si sono convinti che è loro diritto essere proprio “razzisti senza ma” ed è una cosa molto grave che però sicuramente verrà stigmatizzata e condannata dal sobrio Ministro dell’interno appena smetterà di farsi selfie sulla spiaggia in cui spara ai barconi col bazooka.

Nonostante il caldo, le polemiche non si fermano di fronte a niente. Invece di una normale campagna informativa sui vaccini siamo arrivati a uno scontro cieco tra chi vuole contaminare gli acquedotti con le malattie esantematiche e sostenitori della vaccinazione di massa previo bombardamento a tappeto con siringhe autosparanti; invece di preoccuparci delle ronde fasciste o delle testedicazzo che sparano pallini allo straniero o del sempre più malcelato fascismo di Stato (causa o conseguenza di tutto ciò? ne parleremo in un’altra puntata) ci incartiamo su uno stupido fatto di cronaca…

Salvini tuitta una battuta sul caldo africano e i suoi sostenitori ridono. Ed è ovvio che sia così. Meno ovvio che a sinistra si cerchi di sminuire la battuta o di prendere in giro la grossolanità dell’elettorato di destra. Dove sta il senso di questa “lotta”? Dove sono le lotte di sinistra? DOVE CAZZO È LA SINISTRA?

La sensazione a freddo sul paese è che è un paese incazzato contro le cose sbagliate, che non si rende conto delle immense potenzialità che ha e degli immensi problemi endemici uguali a loro stessi da 70 anni e che è talmente abituato ai malfunzionamenti, alle storture, alla corruzione, alle macchine in tripla fila, che ha iniziato a cercare i problemi dove magari manco dovrebbero esserci.

Ci torno in vacanza, vedo paesaggi che il resto del mondo sogna, assaporo cibi che il resto del mondo sbava, ascolto musica che… no vabbè ascolto musica demmerda meinstrim come nel resto del mondo, sento un calore umano che è sempre più tiepido ma comunque più caldo di molte altre parti del mondo.

Poi però arrivo ad un punto in cui forse per vigliaccheria, forse per egoismo, forse perché me so’ nordeuropeizzato e magari l’anno prossimo scendo con sandalo e pedalino, ma arriva un punto in cui non ce la faccio più a sopportare tutti i malfunzionamenti e le storture e la corruzione e le terze file e però vedere laggente incazzata contro quelli più deboli di lei, come se questo potesse risolvere la situazione.

E a quel punto me ne devo andare.

Col cuore pieno di spiagge e laghi e monti e scorci e ciottolati e viuzze e supplì e pizze e spaghetti con le vongole e abbracci e risate e battute e chiacchiere delle quali – forse proprio perché poi si sciolgono in quel cocktail dolceamaro nostalgico tipico dei migranti – ho imparato a capire il valore. Quel valore che il resto del mondo sogna e sbava.

E poi non vedrò l’ora di tornare alla prossima vacanza, sperando che stavolta il paese stia meglio.

La gente, la vita, la morte.

9 Lug

La gente arriva, la gente va.
Si entra e si esce nell’esistenza altrui molto più intensamente di quel che si crede. Un discorso lungo una notte o un sorriso corto un secondo possono modificare il corso della storia, o per lo meno di un periodo.
O magari di una vita.

La vita viene, la vita va.
Ci ritroviamo in vita senza aver chiesto niente ed è il regalo più bello ma anche la condanna più dura che ci porteremo dietro durante il nostro soggiorno nel mondo. In qualunque punto della Storia e della Geografia la vita è unica, preziosa e misteriosa.
E’ il più grande mistero, fino alla morte.

La morte viene, la morte va.
Lo sappiamo da quando siamo nati. Ogni secondo vissuto, riso o pianto, amato o odiato, sappiamo che la morte, che della vita non è l’opposto ma il compimento, un giorno arriverà. E non esiste un modo giusto di morire, perché nella morte non ha senso la giustizia.

La gente, la vita, la morte.
Ogni persona ha il diritto di fare della propria vita quello che vuole, questo dovrebbe essere scritto nel cielo in tutte le lingue del mondo. Se una persona decide di cercare la morte è un suo diritto, ma non riusciremo mai ad accettarlo. Un suicidio è così incomprensibile che abbiamo il terrore di comprenderlo. Ci si chiede perché, ci si chiede se qualcuno poteva fare qualcosa, ci si arrabbia con chi è morto, ci si dispera per lui e ancora di più per chi rimane.

La morte, la vita, la gente.
Il mistero della vita e della morte forse è questo: cercare l’equilibrio tra le due, senza avere idea di come funzioni la bilancia. La morte lascia sempre un segno nelle persone vive, siano essi familiari, amici o il barista sotto casa. La vita di chi se ne va rimane nei frammenti che ha lasciato in ciascuna persona con la quale ha interagito. Che si tratti di una vita insieme, di un discorso di una notte, di un sorriso di un secondo.

Cercheremo di trovare quell’equilibrio anche per chi non ci è riuscito.