Sammertaim, endelivinisisi.

21 Giu

Oggi è estate, ufficialmente.

A livello astronomico c’è il sole che tipo arriva al punto più alto, poi si ferma un giro e ricomincia la lunga discesa verso l’autunno. Ma nessuno crede più all’astronomia, sappiamo che gli oroscopi sono scritti per andare bene a tutti, come le profezie di Nostradamus e invece te la fanno studiare pure a scuola, quando sarebbe solo da scancellare insieme a religione e sostiture con educazione sessuale ed ecologia. Poi dice che la gente sono ignoranti e scambiano la geometria con la geografia: è tutta colpa della malascuola.

Ma il bello dell’estate è che tanto la scuola è finita. Anche se a scuola non ci vai da decenni. Anche se ora che hai figli la fine della scuola è più un incubo che una gioia, l’idea dei tre mesi di vacanze in cerca di pomiciate davanti al giubbox mangiando croccante all’amarena è rimasto nell’anima.

Ci possiamo raccontare la bellezza dei colori dell’autunno con le castagne e il vino rosso, il fascino soffice della neve che ammorbidisce l’inverno, lo sbocciare dei fiori e delle minigonne in primavera ma è inutile: la verità è che viviamo le stagioni solo in attesa dell’estate.

Magari non tutti, certo, ma insomma le persone normali si.

Quindi, anche se le vacanze sono lontane e non dureranno tre mesi e non ci sono più i giubbox e l’amarena del croccante prima era di più, per non parlare del fatto che nel Fuckin Nordeuropa un giorno sei in infradito e il giorno dopo coi guanti (ai piedi, sempre in infradito), comunque sia da oggi appena sveglio avrò nel cuore il rumore del mare, il sapore del Mojito, la sabbia tra le dita e i perizomi tra le chiappe.

Buona estate a chi guarda la vita degli altri invece di godersi la propria che intanto scivola via come schiuma tra gli scogli.

Opera umile

20 Giu

Sto lavorando ad un nuovo libro.

Non che ne abbia mai scritti altri: “nuovo” rispetto a quelli che sono stati già scritti e pubblicati da terzi. Cioè in realtà è dal 1997 che inizio a scrivere libri che poi non concludo quindi si può dire che si, ne abbia scritti parzialmente altri, ma non è questo il punto quindi smettete di insistere.

Non voglio esagerare, non sono il tipo, ma si tratta di un libro definitivo, dopo il quale si potranno anche smantellare le stampanti e le case editrici di tutto il mondo.

L’essere umano cerca risposte dall’alba dei tempi e la propaganda e la disinformazione dei vari potenti nei diversi periodi storici (che si, sono sempre i discendenti della stessa famiglia rettiliana imparentata con la Sfinge che tutti conosciamo ma non mettiamo troppa carne al fuoco, anche perché sono diventato vegetariano) hanno convinto le masse decerebrate che l’unico modo per progredire è continuare a porsi nuove domande, allontanando così l’umanità dall’unica cosa di cui abbisogni veramente: le risposte.

Ecco, sto minuziosamente stilando l’elenco di risposte a tutte le domande che il nostro genere (inteso come genere umano, per il resto ognuno facesse come cazzo gli pare, anche se forse “cazzo” è offensivo per chi non ce l’ha o l’ha tolto e allora dico “apparato sessuale” che però può offendere gli asessuati e allora faccio prima a ritirare del tutto l’espressione colorita, che magari offende pure i non bianchi) si pone da quando decise di scendere da quel dannato albero pensando di essere qualcosa di diverso dagli altri animali.

Non vuole essere un’opera troppo ambiziosa, punta semplicemente a sanare le lacune di migliaia di anni di storia su tutte le questioni filosofiche, religiose, economiche, sociali, politiche, climatiche, alimentari, musicali e sessuali e forse dimentico qualcosa. Ma niente su motori e tecnologia, non sono mica un oracolo.

La cosa mi sta prendendo parecchio tempo ed è molto difficile anche la scelta della copertina, però una volta finito non dovrete più preoccuparvi di niente, sarà tutto scritto là sopra, una volta per tutte.

E solo a quel punto, finalmente, potremo davvero andare avanti.

Per il crowdfounding di questa simpatica iniziativa per la salvezza di tutti noi potete fare un’offerta libera su paypal ceskoz@gmail.com o offrirmi da bere, o della droga o i vostri corpi o tutto insieme.

Buona giornata a chi si domanda sempre perché non trova risposte.

Italianity

28 Lug

Nell’ufficio l’aria condizionata è rotta, i muri sono scrostati, nessuno mi ha risposto al telefono nei giorni precedenti, sul sito gli aggiornamenti risalgono al 2017. Accanto alle scritte “obbligo di mascherina” e “vietato fumare” c’è lo sportello e dietro c’è il dipendente pubblico, che in quel momento rappresenta l’Italia, senza mascherina e con la sigaretta in mano che mi chiede “lei che deve fa’?”.

Glielo spiego.

Ho già saputo da diverse fonti che a causa del covid le pratiche sono ferme da mesi: oggi stanno smaltendo quelle di marzo. Io ho fretta, non posso aspettare. Non si tratta di una questione di salute ed è stata una mia mancanza ridurmi all’ultimo momento (a onor del vero sto fori de sei mesi e se me fanno un controllo so’ cazzi).

Mi manda dalla collega che se ne occupa. Riassumo la situazione in versione melodrammatica, cercando di toccare un po’ l’istinto materno un po’ quello sessuale della signora e quella alla fine dice “calcola che ce stanno tipo 5000 pratiche accumulate… comunque appena torna l’altra collega vediamo che se po’ fa’”. Per farla breve, mi avrebbero dovuto dare l’appuntamento a fine novembre invece me l’hanno dato per lunedì prossimo.

Vivo nel Fuckin’ Nordeuropa da dieci anni e lì una storia del genere non è pensabile. Nel bene e nel male. Non voglio scadere nello stereotipo sull’italiano brava gente allergico alle regole ma ho pensato che questo aneddoto lassù non lo capirebbero, ne sarebbero forse disgustati. E a me fa strano, ma lo sento così “cosy”.

L’italianità è una sensazione dolceamara, un modus vivendi che un po’ fa sorridere un po’ fa incazzare. Penso che siamo un popolo abbandonato a sé stesso, anche a causa di sé stesso, che se può aiutare l’altro – senza che l’altro gli causi troppi cacamentidicazzo – lo fa volentieri. Siamo egoisti quando abbiamo paura di perdere il poco che abbiamo ma sappiamo ascoltare, inventare, impegnarci, trovare soluzioni, barcamenarci, cercare il meglio nel peggio e soprattutto sappiamo ridere anche quando ci sarebbe da piangere.

Buone vacanze ai neri che hanno il ritmo nel sangue alle donne che non sanno parcheggiare e agli omosessuali che si sanno vestire molto bene.

Disfunzioni à la belge

18 Giu

Ricevo una email della posta che mi dice che il 15 mi consegneranno un pacco, ma sono fuori casa.

Nella cassetta delle lettere trovo l’avviso di passaggio del postino che dice che dall’indomani posso ritirare il pacco all’ufficio postale vicino casa.

Il 17 mattina vado all’ufficio postale vicino casa con l’avviso di passaggio del postino, lo passo all’addetto, quello inserisce il codice nel Commodore64 che usano negli uffici comunali e dice no, guarda, è lo stesso caso del signore prima di lei (esticazzi?): il pacco non sta qui, sta al centro smistamento di Anderlecht. Allora chiedo quando arriverà da loro ma lui questo non lo sa però posso chiamare il servizio clienti che quelli sicuramente lo sanno.

Torno a casa e chiamo il servizio clienti. Per il francese premo 2, voglio informazioni su un pacco premo 2, ho il codice premo 1, non ero in casa al momento della consegna premo 1, ho ricevuto l’avviso premo 1, odio la musica free jazz punk inglese premo 3, parte la musichetta di attesa, ovviamente free jazz punk inglese, dopo una ventina di minuti mi risponde l’addetta.

Salve, è successo quello che ho scritto poc’anzi, mi sa dire quando il pacco arriverà all’ufficio postale vicino casa? Mi dia il codice, le do il codice, mmmh si trova al centro smistamento di Anderlecht, si questo lo sapevo ma quando arriverà? Eh questo non si sa, è tutto in ritardo per la pandemia, l’avviso che ha trovato nella cassetta era proprio per dire questo.

Fermiamoci un attimo.

Ho chiesto svariate volte se per caso avessi capito male ma no, è proprio così: il pacco è in ritardo ad Anderlecht QUINDI il 15 il postino passa lasciando un biglietto con scritto che il 16 posso andarlo a ritirare alla posta, io (come il signore prima di me e chissà quanti altri sventurati) mi reco alla posta dove mi dicono che il pacco non c’è perché sta ad Anderlecht e dio solo sa quando arriverà ma se chiamo il servizio clienti quelli me lo dicono subito giuro me cascasse il pisello, chiamo il servizio clienti che mi ribadisce che sta ad Anderlecht, aggiunge che questo carosello è tutta una strategia vincente delle poste per far sentire il cittadino meno solo e creare un po’ di movimento agli addetti dell’ufficio postale che sennò si annoiano tutto il giorno coi Commodore64 e che comunque dio solo sa quando arriverà.

Chiedo il senso di tutto ciò e la signorina mi ricorda gentilmente che siamo in Belgio e dico ah già merci au revoir. Bestemmio le antiche dvinità nordeuropee. Dopo un’ora mi citofona il postino con il pacco.

Buona giornata a chi ama il surrealismo perché in nordeuropa ha imparato l’arte di essere zen manco fosse un tempio shaolin.

Svariati motivi per non scrivere.

8 Giu

Se ultimamente sentite la mancanza di qualcosa di impalpabile che non riuscite ad afferrare, ve lo dico io: è tanto che non scrivo.

Non che uno aspetti direttamente che lo faccia, ma a livello inconscio la successione dei vocaboli che scelgo, assorbiti dall’occhio e quindi dal cervello, nei giorni successivi rilasciano delle endorfine che provocano un leggero benessere, moderata e immotivata breve euforia e in alcuni casi anche accenni di orgasmo, polluzioni notturne o squirting estremi. Ci sono dei corsi onlain, si chiama scrittura ricreativa subliseminale.


Quando è tanto che non scrivo le motivazioni possono essere svariate e visto che col telelavoro fate ancora meno di quando non facevate un cazzo in ufficio, andiamo ad elencarle.

– Non ho niente da dire, anche se sui social nessuno ne ha mai davvero ma lo dice lo stesso aggiungendo anche emoticons, foto, video, storie e cotillons.
– Ho tantissimo da fare nella vita reale che non ho tempo di pensare a quella virtuale, anche se tutti sanno che da anni mi dedico molto più alla seconda tanto che narra la leggenda che nella realtà io non esista più e tutti i neuroni, inclusi quelli bruciati, siano stati scaricati in un microchip emozionale inserito nel cervello artificiale di un automa con le mie fattanze e che il mio corpo fisico si trovi imbalsamato nel salone di una ricchissima fan molto anziana, usato come appendi abiti (dettaglio curioso: gli abiti non sono appesi sulle braccia).
– Le cose che sono accadute da capodanno 2020, che stavo malissimo a letto dicendomi vabbè dai inizio male così poi tutto andrà migliorando, mi hanno annichilito e ormai aspetto solo che Putin lanci un missile su Israele dicendo che è stata l’Europa insieme ai cinesi.
– Sono arrivati gli alieni sulla Terra si sono guardati in giro e sono scappati via gridando “voi siete matti” solo che nella manovra di decollo si è impigliata la corda dell’àncora dell’astronave (erano alieni oldskool) intorno alla mia caviglia ed ora sto fluttuando nello spazio siderurgico ma ancora riesco a scrivere perché il 5G cinese farà pure venire il covid ma funziona da paura, calcola che stiamo dalle parti di Saturno.
– Ho approfittato del sole nordeuropeo per abbronzarmi fino a diventare nero come il carbòn poi ho vinto un viaggio a Nuova York sono sceso dall’aereo sorridendo e un poliziotto m’ha sparato.
– Sto lavorando ad un progetto segreto per salvare il mondo dall’umanità insieme a due colleghi pangolini.
Onestamente: prima di febbraio voi sapevate dell’esistenza del pangolino?
– Non voglio alimentare il giro di affari dei colossi della tech che usano piattaforme gratuite come feisbuc per strapparci informazioni private con le quali si arricchiscono e ci ammaliano e ci manipolano e ci intortano e ci portano a casa loro e ci fanno bere e il mattino dopo non ricordi niente ma hai mal di testa e ti brucia il culo.

L’elenco potrebbe essere ancora molto lungo, potenzialmente infinito, tanto che sto cercando un editore per pubblicare un’ambiziosa serie di tomi intitolata “Infinite possibilità per non scrivere”.

Se avete altre idee per la lista di motivi per non scrivere, scrivetelo nei commenti o su uno scottex. Se conoscete un editore per favore mandatemi un messaggio provato. Se conoscete due gemelle ninfomani bisessuali pure.

Il “messaggio provato” è un refuso che però quando ho riletto mi ha procurato ilarità quindi ho deciso di lasciarlo sperando di procurarne anche a te, lettore attento che ti stai domandando perché cazzo continui a perdere tempo con i miei lunghissssimi post.