Spazio ai Lettori, aderite copiosi.

7 Dic

Caro/a lettore/a,
dopo anni di piacere gratificante ricevuto dallo scorrere delle tue pupille sulle mie parole penso sia giusto ricambiare il favore. Il presente blog ha deciso – senza interpellarmi ma si sa come sono fatte queste creature virtuali che gli dai un Giga e si prendono un Tera – di dare spazio alla tua storia.
Pensiamo, io e il presente blog, di ricevere moltissime adesioni, tipo una o due, cioè una oltre quella che scriverò io con il feic accaunt.

Guardando le statistiche della provenienza geografica mi sono incuriosito e visto che la rete è fatta per condividere (anche se ormai si pensa che esista solo feisbuc che poi vende nostri dati alle aziende che poi ci seducono con merci che neanche sapevamo di desiderare più di un pompino/cunnilingus in spiaggia/montagna) abbiamo pensato, io e il presente blog, che sarebbe carino che ci raccontaste qualcosa di voi, a prescindere da dove siete e cosa fate, nei commenti o se volete restare anonimi via mail a ceskoz@gmail.com.

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Ad esempio:
Chi minchia sta in Kazachstan e a fare cosa?
Chi è oltre oceano come si trova, cosa fa?
Chi sta in Italia come riesce a sopravvivere a questa spaventosa invasione di neofascisti di merda?
Che significa “Unione Europea” come luogo geografico?
Se poteste decidere una professione o un luogo o un rapporto sessuale, cosa scegliereste?
Cosa avete mangiato ieri?
Il vostro colore preferito?
Una frase di qualcun altro che sembra parlare per voi, specificando la fonte?
Cosa si vede dalla finestra della vostra cucina?
Il segreto che custodite da anni ma adesso volete rivelare?
Volete mandare una foto del vostro ufficio?
Volete scoprire cosa si prova a inviare una foto zozza (ahò io ce provo sempre)?

Insomma per dare un senso di scambio che non sia quello neoliberista a questa rete nella quale siamo ormai tutti intrappolati e senza alimentare le spropositate ricchezze di Zuckerberg e compagnia brutta, se vi va scrivete qualche parola su di voi: triste o allegra, lunga o corta, bella o brutta. Basta che sia vera. O falsa.

Se superiamo le due adesioni sarà un grosso passo per l’umanità, che forse ancora vuole ritrovare sé stessa.

PieSse:
Le eventuali storie/commenti/frasi/insulti/foto non verranno restituite, saranno sempre attribuite all’autore (o “anonimo” se specificato) e non verranno pubblicate se specificato dall’autore. Avete tempo fino alla fine del 2020 ma se lo fate oggi è meglio.

In ogni caso, grazie di cuore a chi ogni tanto passa qui a lasciar scorrere un po’ le pupille.

 

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Le 7 cose che mi fanno incazzare dei social

6 Dic

1) Gli elenchi e le liste: ci sono un milione di modi di esprimere il proprio pensiero, perché farlo in questa maniera fredda, abusata e noiosa?

2) Esprimere la propria opinione su qualsiasi fatto come se gli altri non l’avessero capito bene come noi, che però non abbiamo alcuna base solida per capirlo meglio degli altri.

3) Il parlare dei propri affari personali e postare scatti privati come fosse scontato che tutti siano interessati ad essi. Ovviamente le foto secsi sono escluse, quelle interessano a tutti/e.

4) Il fingersi qualcuno che non siamo o il rendersi conto di non essere quello che vorremmo essere o il temere di dover essere come non siamo mentre invece siamo quello che non vorremmo o peggio che non vorrebbero gli altri ma magari di questo punto ne parlo meglio con la psicoterapeuta.

5) Il sollevare polemiche infinite su qualsiasi argomento molto spesso decentrando il nocciolo dell’argomento e spostandolo su futili dettagli pruriginosi o razzisti o fini a sé stessi mentre il nocciolo rimane in un angolo da solo e tremante a seguire atterrito le feroci lotte scatenate (non) in suo nome.

6) Quelli che devono per forza fare le battute su quasiasi cosa che se gli fai notare che magari non è il caso pensano che gli stai tarpando le ali in nome del belpensantismo mentre in realtà è solo un modo per dire che non fanno ridere, cosa che invece la battuta dovrebbe fare.

7) Quelli che stanno sui social a criticare i social o su internet a criticare internet: ma andatevene al bar a criticare il bar invece di rompere i coglioni che qui siamo tutta brava gente e non siamo razzisti ma questi ci vengono a stuprare le donne anche se in effetti se una si veste così un po’ se l’è cercata.

8) Quelli che mettono i titoli tipo “le 7 cose…” “i 15 motivi…” poi gliene viene in mente uno in più e non correggono il titolo.

Macchietta

28 Nov

C’è un problema nella società.
Una parte della società prova a risolverlo, magari sbagliando.
Nel tentativo di soluzione c’è una macchietta.
Non parlo del fallito raggiungimento dell’obiettivo, a quello si potrebbe arrivare solo andando fino in fondo.
in fondo non si riesce mai ad arrivare, a fondo invece si
Parlo di una piccola macchietta.
Che basterebbe sciacquare via con un po’ d’acqua.
La società vede la macchietta.
Parte della società si scaglia contro la macchietta.
L’altra parte si scaglia contro la parte di società che si è scagliata contro la macchietta.
Inizia una feroce battaglia in difesa e in attacco della macchietta.
La polemica si amplifica intasando i media e i social.
La macchietta diventa il trend del momento.
Tutti parlano della macchietta.
Nessuno parla più del problema.

C’è un problema nella società.
Anzi ce ne sono tantissimi.
E mentre la società affonda nei suoi problemi, tutto diventa una macchietta.

Poesia per Guido Catalano

30 Ott

Guido Catalano scrive poesie sui libri
E legge queste poesie in pubblico
E il pubblico compra i suoi libri
In un perfetto circolo letterario

Guido Catalano voleva fare la rockstar
CesKoZ voleva fare l’artista a tre e sessanta*
Il primo è diventato un poeta vivente
Il secondo ora intervista i cantanti **

Guido Catalano finisce il tour a Bruxelles
CesKoZ ivi si trasferì nove anni or sono
Forse l’uno non sapeva di quell’altro
Ma quell’altro tramava per parlargli

Guido Catalano entra in questa libreria
Che poi è anche bar e ritrovo di emigrati
E con una birra e il suo sciàrm poetico
Si ritrova con camera e microfono puntati

* Non è una licenza poetica, non vuole dire proprio niente. O vuol dire tutto, che è uguale.
** Pagato in bevande alcoliche e spettacoli gratis, ma questi sono dettagli

Tutti sti versi sprecati solo per dire che qui sotto potete assaporare la mia intervista a Guido Catalano, un video che trasuda letteratura e sensualità.

CesKoZ intervista INUDE

25 Ott

Mi sono stati descritti come gruppo di ragazzi leccesi in un mini tour europeo grazie ad un progetto della Regione Puglia ed il mio pregiudizio ha subito pensato alle tanto detestate pizzica e/o taranta.

E invece.

Sono arrivato durante il sound-check al Vk, la sala concerti di Molenbeek (Bruxelles) e sono rimasto rapito dalle loro sonorità e dalla splendida voce di Flavio. Mi hanno fatto pensare all’anima più elettronica dei Radiohead con un’aggiunta di MDMA.

E a quel punto gli ho rotto i coglioni per intervistarli.

Se non li conoscete seguiteli, meritano di fare strada, possibilmente fuori dall’Italia, dove Gabbani sbanca.

Ceskoz intervista Samuel

24 Ott

Samuel Romano è uscito dal gruppo. Ma solo temporaneamente.

Aveva voglia di esprimere la sua più personale sensibilità artistica, mettersi in gioco in un mondo diverso dai Subsonican, costruirsi una nuova identità musicale ma soprattutto voleva venire a Bruxelles per farsi intervistare da me.

Facebook Down e le piccole cose

11 Ott

Durante il feisbucdaun ho riscoperto il piacere della vita reale.

A volte diamo per scontate le piccole cose quotidiane e neanche ce ne accorgiamo, per stare sempre connessi. La tecnologia avvicina i nostri avatar ma ci allontana come esseri umani e dalla natura. Ora che feisbuc è tornato voglio cercare di ricordarmi quali sono le cose davvero importanti, quelle che ti arricchiscono con niente e ti scaldano il cuore.

Nel tempo in cui feisbuc era giù ho parlato con degli sconosciuti, ho aiutato una signora ad attraversare la strada, ho ascoltato il rumore del vento negli alberi, ho letto un libro bellissimo, ho spaccato tutti gli specchietti delle auto parcheggiate, ho fatto a botte con un ausiliare del traffico, ho scippato una vecchietta, ho speso mille euro in trans e cocaina, ho preso in ostaggio una famiglia e ingaggiato uno scontro a fuoco con la polizia, ho guardato il tramonto.

Buona serata a chi è sempre connesso per non perdersi neanche un secondo delle vite degli altri.