Archive | marzo, 2016

TrrriP – Riscaldamento (S01E03)

29 Mar

Nonostante i dirottamenti e gli attentati, il viaggio con l’Amico Immaginario continua, sulla strada maestra della vita, ma anche sulle provinciali. Finché non troviamo uno sponsor e dei bravi sceneggiatori il risultato è quello che è, ma almeno è gratis.

Stavolta si parla di riscaldamento globale: le origini, le questioni, le cazzate.

Se vi piace fatelo vedere ai vostri amici invece delle solite foto delle vacanze, se non vi piace spero che comunque possiamo restare amici.

Giro di vite

10 Mar

Un anno fa in questo periodo aspettavo la nascita di mio figlio come se mi dovesse cambiare la vita. Oggi ho capito che un figlio è semplicemente una vita in più, la sua, che diventa più importante della tua. Ma che la tua continua ad essere la stessa, semmai arricchita di un’altra, e soprattutto che per cambiarla non basta fare un figlio ma bisogna darsi da fare. E quindi voglio darmi da fare. Per me e per mio figlio.

Se volete potete farmi delle donazioni sul conto in banca o vanno bene anche favori sessuali.

Buona giornata a chi non smette mai di crederci, anche se gli hanno spiegato un’altra cosa.

Daddy Cool – Marketing

9 Mar

DC 10

Il mercato non se la può prendere con i più piccoli.
Non perché abbia una coscienza, ma perché i bambini sono troppo intelligenti per cadere nella sua rete.
E allora si butta su noi poveri genitori consumisti.

E ci prende per il culo.

Daddy Cool vi apre gli occhi, leggetelo prima di fare sciopping!

http://www.pianetamamma.it/il-bambino/giocare-e-crescere/marketing-giocattoli.html

ALLE DONNE

8 Mar

Condivido pienamente le parole di un giovanissimo Ceskoz.

Facile da Ricordare

(dal vecchio blog)

Auguri alla prima donna che ho incontrato, quella che mi ha dato la vita.
E all’ultima, quella con la quale questa vita la voglio dividere.

Auguri a quelle che ho conosciuto, che conoscerò e che ho dimenticato.
Auguri a quelle che mi hanno voluto bene e anche a quelle che non mi hanno voluto, che non sanno cosa si sono perse.

Auguri alle amiche, alle parenti, alle conoscenti, alle vicine e alle colleghe.
Auguri alle nonne, alle mamme, alle figlie.

Auguri alle stronze insensibili, a quelle col cuore spezzato, alle incredibili romantiche, a quelle che amano divertirsi senza paura di esser chiamate zoccole, a quelle che sognano il matrimonio, a quelle che sposano un vecchio pieno di soldi, a quelle che sono fedeli al proprio uomo, a quelle che tradiscono senza problemi, a quelle che scelgono sempre l’uomo sbagliato.

Auguri alle donne che amano le donne.

Auguri…

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Cuba (a frio)

7 Mar
Sono tornato ieri sera da Cuba, ritrovando un Fuckin’ Nordeuropa freddo e piovoso.

Sto fatto di getleg, al summit straordinario con la Turchia per decidere come chiudere l’Europa agli stranieri, mentre Cuba si sta aprendo agli Americani o viceversa. Più che il freddo e la pioggia l’impatto più negativo al ritorno è stato con la serie di negozi pieni di cose che non servono a niente. Torno da un paese essenziale, dove il calore umano non è stato ancora raffreddato dalla tecnologia. La gente vive la strada, anche solo stando seduti davanti casa a guardare chi passa; i bambini giocano nelle pozzanghere, divertendosi senza pleistescion. Lì stanno con le pezze al culo ma ci regalavano frutta, riso e pollo per nostro figlio: all’aeroporto di Madrid ci hanno chiesto un euro per un pezzo di pane bianco.

Non è facile ordinare le idee, ci vuole tempo e spazio per separarle, piegarle e impilarle una sull’altra in ordine cromatico. I colori sono la prima cosa, quelli allegri e accesi delle case accanto a quelle che cascano a pezzi, l’azzurro cristallino del mare, il verde della vegetazione tropicale. Subito dopo vengono gli odori, che vanno dall’asfissiante smog delle macchine anni 50, all’ossigeno fresco della natura, allo iodio purificante, ai puros – i sigari sigillati col miele – , alla merda di cavallo. Seguendo i sensi ancora sento il chiasso allegro tipico dei paesi del sud, le trombe, le chitarre e i tamburi, i galli che cantano all’alba anche se sei nell’Havana Vieja.

Cuba è un mondo pieno di altri mondi, che vive fuori dal mondo ma ci sta entrando e non vede l’ora di farlo. La Revolucion è lontana e i giovani aspettano Obama mentre migliaia di turisti occidentali corrono lì prima che sia troppo tardi, proprio per fuggire dal quotidiano Obama e ritrovare il senso della Revolucion.

Cuba vuole quello che abbiamo noi, senza sapere quello che significa. Ed è giusto così, è il loro momento e ormai l’umanità è convinta che questo sia il progresso.

Se l’America qualche secolo fa avesse chiuso le frontiere come oggi sta tentando di fare l’Europa, i conquistadores si sarebbero ritrovati negli hotspot e magari Toro Seduto sarebbe diventato capo del mondo. Ma non è andata così, la Storia non si può fermare, né cambiare, ma non va dimenticata.

Il comunismo sembra aver fallito ovunque, ma lì ho visto un popolo orgoglioso, solidale e umano. Il sistema che abbiamo noi mi pare molto più brutto, solo che possiamo comprare mille trucchi per camuffarlo e renderlo l’unico mondo possibile.

Non si vive bene a Cuba, qualcosa non ha funzionato, ma ancora resiste una genuinità che noi abbiamo perso da almeno sessant’anni. E nessuno muore di fame.