Archive | settembre, 2016

Asociàl

29 Set

Senza feisbuc l’amicizia ha ancora un senso?

Senza instagram il sole ancora tramonta?

Senza tuitter un pensiero ha ancora valore?

A queste e altre domande risponderà il mio amico sociologo antropologo esperto di comunicazione che però non ha social netuorcs e quindi nessuno saprà quello che dice.
Anzi mo’ lo cancello pure dalla rubrica de carta, sto stronzo.
Buona giornata a chi pone delle domande ma non ascolta le risposte perché gli è arrivata una notifica uozzap.

Giochi di lingua

23 Set

Sto cercando di mettere in moto la macchina del fango.
Che poi mettere in moto una macchina non ha senso, è come mettere in treno un aereo.
Tanto vale andare gambe in spalla.
Cioè in una complicatissima posizione yoga, appoggiati sulle chiappe trascinandosi con le mani.
Meglio a gambe levate.
Ma dopo che ti sei levato le gambe tutto diventa più complicato.

In fondo l’importante è andare.
L’importante è andare in fondo.

Buona giornata a chi piace giocare con la lingua (se sei femmina scrivimi in privato).

FFIC n.7 – Jam Session

22 Set

Continua “Fumetti Fatti, In Casa” la serie di comics meno amata e meno regolare (in senso periodico) del web.

Ancora più curata nei disegni e nella realizzazione e con intrecci sempre più complessi, la puntata di oggi vede un breve scambio di battute tra un ragazzo apparentemente normale ed un signore calvo con la testa defome. Cosa si diranno i due? Come si svilupperà l’avvincente vicenda? La testa del signore nasconde qualcosa o è solo che il disegnatore è una pippa?

Prendetevi tipo 15 secondi per scoprirlo. Buona lettura.

7-jam-session

Se vi è piaciuto questo fumetto, chiamate subito un bravo dottore del cervello.
Arrivederci alla prossima puntata, esattamente tra XX giorni!

“Cartoline da Bratislava”

17 Set
Molto carino il centro, ben tenuto e pieno di locali. Purtroppo la valigia piena di calze e penne Bic si è rivelata inutile perché ormai sono entrati in Europa. Di nascosto, spero.
Il tassinaro che ci porta al press center indossa una canotta bianca, jeans chiari arrotolati al ginocchio e infradito. Ed è subito lungomare di Ostia 1995.
Bella la lochescion del castello ma organizzazione deludente. Fila ai controlli lunghissima per entrare nel press center nonostante la sveglia alle 6:15 (ma fin qui ce può sta’) tanto che stavo quasi per perdere l’ultima navetta per andare a riprendere gli arrivi dei capidistato. Arrivo agli arrivi e mi comunicano che è finito il caffè. Passata la crisi isterica e passati i capidistato riprendo la navetta per il press center che però invece di lasciarci dentro da dove siamo partiti (siamo sempre stati tutti insieme sotto stretta sorveglianza), ci lascia di nuovo ai controlli dove la fila in queste tre ore è raddoppiata. Ma soprattutto non c’è neanche una hostess fregna.
La cucina slovacca non brilla per varietà né per leggerezza, ma al buffet della Presidenza sono anche riusciti a cucinare i piatti tipici male ed in più sono a pagamento. Anche per noi della kasta, uno scandalo! A niente sono valse le mie lamentele né la valigia di calze e penne Bic.
Nel complesso è un viaggio che consiglio solo se già avete visitato tutte le altre capitali d’Europa. Magari può essere divertente per qualcuno: la birra costa meno dell’acqua ed è buona e pullula di strip-club. Però non ci si possono fare illusioni su una città il cui centro storico si chiama Stare Mesto.
PieSse:
Vi servono calze e/o penne Bic?

Piccioni e aerei (titolo provvisorio)

15 Set

La mattina inizia con poesia. L’aria è frizzante ed il sole è caldo e in questa splendida luce due piccioni becchettano allegramente per terra, come una coppia di innamorati. Su una pozza di vomito sotto l’ufficio.

Ora siamo in aeroporto per volare a Vienna per poi raggiungere Bratislava, purtroppo non per turismo sessuale, e il nostro volo è in ritardo di almeno un’ora a causa di uno sciopero in Francia. Se capite il nesso scrivetelo nei commenti per favore.
E sono sveglio solo da 3 ore e mezzo.

PieSse:

Andrà tutto bene ma se dovesse cadere l’aereo sulla lapide scrivete “avrebbe potuto cambiare il mondo”, senza specificare se in meglio o in peggio. Nella foto mettete quella in cui sto a torso nudo su un cavallo bianco che corre sulla spiaggia. No, forse era un motorino ed ero sulla tangenziale. Ah no, forse non ero manco io.

Buona giornata a chi cavalca l’Honda.

Il problema arabo a Bruxelles

12 Set

Tutti a fare i buonisti e intanto gli arabi fanno come cazzo gli pare, in casa d’altri.

Sabato ero al parchetto con mio figlio, in mezzo a tutti bambini e sulla panchina accanto alla mia arriva questa famiglia di arabi: nonno, nonna, mamma e figlio. Parlano tra loro in arabo e la cosa già mi infastidisce. Dico alla mia compagna “certo che questi pensano de sta’ a casa loro, manco se sforzano de parla’ francese” e lei risponde “ma perché te me stai a parla’ pariggino?”. Intanto il figlio inizia a giocare a pallone anche se c’è scritto che è vietato e nessuno gli dice niente. Lo dico alla mia compagna che mi fa notare che io sono entrato in bicicletta, anche se c’è scritto che è vietato.

Insomma, a parte ste cazzate, a una certa la nonna tira fuori una busta con una teiera d’argento e tre tazze di coccio e inizia a versare il caffè. Manco un bicchiere di plastica inquinante o un take away di Starbucks, no: il caffè de casa e le tazze de coccio. Mi giro verso la mia compagna per sottolineare questo strano comportamento anacronistico visto che oggi si usa e getta pure la pentola per fare la pasta… ma vengo disturbato dal figlio arabo – mandano il bambino, capito!? – che ci si presenta davanti con una scatoletta piena di pezzi di crostata fatta in casa!

Cioè questi vengono in un paese del nordeuropa, dove pure i commessi te trattano de merda, dove dopo mesi che vedi le stesse facce allo stesso parchetto se provi a dire “ciao” te guardano come fossi matto… e invece questi, mai visti, si permettono di offrirci una crostata fatta in casa!? Solo perché siamo seduti nella panchina accanto? E mi chiedono pure se voglio un po’ di caffè! Ma siamo pazzi?

Dove cazzo è la polizia quando serve? Dov’è Salvini? Dove sono i muri che spuntano come funghi?

La cultura del paese che ti ospita deve essere sacra. Qui non ti puoi permettere di sorridere e soprattutto condividere una cosa tua con uno sconosciuto. Queste porcate tornate a farle al sud, o a Molenbeek!

Fate girare, così se vi capita siete preparati: la crostata era buonissima!

Lilo, il motore di ricerca sociale

9 Set
Si fa presto a dire “dobbiamo fare qualcosa per migliorare il mondo” e poi continuare ad andare a caccia di barboni nel sabati sera annoiati strafatti di anfetamine.
 
Sappiamo che Google è uno dei mille volti del Male ma lo usiamo perché funziona bene, ci conosce meglio di nostra madre e vende la nostra anima al miglior offerente.
 
Ma esiste anche Lilo.
 
Lilo funziona altrettanto bene, se non ci soddisfa può essere velocemente swicciato (chiedo scusa agli amici della crusca) a Google e campa anche lui con le pubblicità.
 
Però.
 
Ogni ricerca effettuata su Lilo (che ha anche un pulsantino molto cool da apporre vicino alla barra degli indirizzi) genera una “goccia d’acqua” virtuale. Il numero di gocce d’acqua cresce ed è visibile sul logo della pagina di ricerca. Queste gocce d’acqua possono essere “versate” su uno dei progetti sociali sostenuti dal sito. E l’acqua verrà miracolosamente tramutata in danaro sonante.
 
Non sarà l’azienda perfetta e alla base di tutto c’è sempre il lucro. Ma lucrare a fin di bene è cosa buona e giusta.
 
Quindi tra le piccole cose da fare, anche solo per azzittire la coscienza, si potrebbe aggiungere quel pulsantino con la goccia d’acqua.
 
E’ una goccia d’acqua in mezzo all’oceano, ma in fondo è così che l’oceano si è formato.