Archive | aprile, 2016

Rob

28 Apr

Ci sono cose che non sarebbero mai esistite senza gli esseri umani.

Leggendo questa massima di un giovane ballerino sotto acido, ti è venuto in mente qualcosa di bello o qualcosa di brutto?

Ora rifletti sulla tua esistenza, quella dei tuoi simili e quella del pianeta.

Buona giornata al mio gosvraiter Rob Brezny.

Uggio

26 Apr
Siamo nati dalla parte giusta del mondo.
Giusta non nel senso di giustizia, ma di comodo.
 
Possiamo dire che siamo liberi.
Possiamo dire che viviamo in pace.
Possiamo dire che da noi i diritti sono sacrosanti.
 
Possiamo passare una vita intera a difendere il nostro comodo stile di vita, senza fermarci nemmeno un istante a riflettere su cosa sia fondato. Chiudendo gli occhi di fronte a quello che abbiamo fatto in passato ma soprattutto stiamo facendo oggi.
 
Respingiamo persone perché per loro i nostri sacrosanti diritti non valgono, mica sono nati qui. Li rimandiamo a morire in guerre causate da noi su terre che non sono le nostre – noi viviamo in pace – e che ci fanno guadagnare miliardi . Li rimandiamo a lavorare per 2 euro al giorno in capanne di amianto a cucire i nostri vestiti da 5 euro ma tanto fascion.
 
Come cazzo si può pagare un vestito nuovo 5 euro pensando che sia normale?
 
Facciamo affari con dittatori, assassini, stupratori.
 
Chi chiude gli occhi è complice.
Chi alimenta tutto questo è complice.
Chi continua a difendere il nostro comodo stile di vita è complice.
 
Un altro mondo è possibile se la gente lo vuole.
Ma pare che non gliene freghi più un cazzo a nessuno.
Sto sistema ha fallito.
O forse ha vinto lobotomizzandoci tutti.
 
Ci difendiamo con lo scudo del cinismo.
Ma il consumismo ci sta consumando.
Siamo in mano a pochi mostri nutriti da noi stessi.
Pensando che in qualche modo ci proteggano.
 
Siamo complici coscienti, colpevoli e consenzienti.
E chi davvero non capisce, non merita niente.
Apriamo il cervello prima del portafogli.
 
Ovviamente se fuori ci fosse il sole starei su qualche tavolino a bere birra e parlare di fregna.

Buonadomenica

24 Apr

Sole che sale ma rimane intrappolato nelle coltri nordeuropee come fossero reti a strascico che per prendere due tonni fanno strage di delfini ma a sto punto già che ce stiamo magnamose pure i delfini dico io, che pare siano gli animali più intelligenti del mondo ma ancora non hanno capito che devono stare alla larga dai tonni, che se uno nasce tonno non muore certo rombo, in attesa di una nuova alba d’orata, il tutto condito con patate al forno e rosmarino anche se è meglio darsi all’ittica, col cavalluccio Marino. Questo per dire che la giornata della Terra è passata ma noi siamo ancora qua quindi la Terra pure quest’anno ha perso. O forse solo per augurare buona domenica alle migliaia di fans. Di Prince.

Natale 2016

21 Apr
Ogni anno scrivo la poesia su Roma.
Quest’anno nun je la faccio.
Sarà perché so’ lontano.
Sarà perché me so’ nordizzato.
Roma ormai me pare ‘na donna bellissima
che nun vole accetta’ er tempo che passa
e se mette in minigonna a sessant’anni.
 
Campa de ‘n passato che nun c’è più,
senza fa’ gnente pe mantenello,
mentre er presente sta in mezzo ar traffico
a lamentasse de tutto quanto
senza fa’ ‘n cazzo pe’ cambia’.
Er monno va avanti ma lei resta là,
stupenno monumento de sé stessa.
 
E’ stata e pe’ sempre sarà la più bella,
de quelle che tutti la guardeno ammirati,
ma doppo na scopata se metteno co n’antra.
Ce sta tanta ggente bbona che la vo’ aiuta’
tanta ggente bbrutta che la sta a prosciuga’
e tanta, troppa, ggente che s’è rotta er ca’
che lassa anna’ le cose ‘ndo je pare.
 
Me manca, come ponno manca’ li ricordi,
quei momenti che so’ stati e so’ importanti
ma che nun possono torna’, o so’ più stanchi.
Nun ce sta giorno che nun ce penso a Roma mia,
ma nun me scordo che me ne so’ annato via
e nun me scordo manco de faje tanti auguri
perché ce n’ha bisogno, più de tutti.
 
Io pe adesso faccio come Remo Remotti
nell’anni cinquanta.
E questa nun è na poesia
è solo anna’ a capo a cazzo de cane.

Under a big bright yellow sun

20 Apr
Ascolto musica africana anni 70 mentre fuori dalla finestra c’è un grande sole che non sembra nemmeno nordeuropeo e mi rendo conto che quello è lo stesso sole di tutti, che scaldava anche l’Africa degli anni ’70 e penso a quanto siamo piccoli di fronte all’universo e che chi crede di essere grande dimostra di essere ancora più piccolo degli altri.
 
Forse è meglio che metto un po’ de techno.

Nella testa dei lussemburghesi

19 Apr

Aneddoto per capire la mentalità lussemburghese, senza dare giudizi ma riportando solo i fatti. Starà poi alla libera coscienza del lettore confermare che si, è un paese che andrebbe raso al suolo. O quantomeno gli andrebbero tolte le istituzioni. E aumentate le tasse. E rapinate le banche. E poi lanciate delle bombe.

La strada che va al Consiglio è transennata perché oggi c’è, appunto, consiglio. Il parcheggio abusivo che usiamo sempre è tutto pieno e per la prima volta entriamo in quello ufficiale. Sbagliando.
Ci accoglie il custode lussemburghese:

– Buongiorno, dove andate?
– Al Consiglio.
– Ma questo è il parcheggio del Parlamento.
– E qual è quello del Consiglio?
– E’ il “trois glands” (le 3 ghiande o i 3 glandi, non so il lussemburghese).
– E dov’è il “trois glands”?
– Dovete uscire, girate a destra e proseguite verso…
– Ma la strada è transennata.
– Ah beh ma la strada è quella.
– Si ma è transennata perché c’è il consiglio.
– Eh ma allora non so che dire.
– Mi sembra strano che la strada per il parcheggio del Consiglio sia sbarrata proprio quando c’è consiglio…
– Il parcheggio del Consiglio è il “trois glands”.
– E non possiamo parcheggiare qui?
– No. Ma aspettate che chiamo il custode sveglio.
Il custode sveglio arriva.
– Dove dovete andare?
– Al Consiglio.
– Eh ma questo è il parcheggio del Parlamento, per il Consiglio dovete andare al “trois glands”.
– Si, ce l’ha detto il suo collega, ma come ci si arriva?
– Dovete uscire, girare a destra e poi verso…
– Ma Cristoddio la strada è chiusa! Si vede anche da qui la cazzo di transenna!
– E voi non potete passare?
– No, noi non possiamo passare sennò ci sparano, custode sveglio.
– Eh ma la strada è quella. Il parcheggio del Consiglio è il “trois glands” e si deve passare da lì, sennò non so che dire.
– Uhm…
Spremiamo per qualche istante le meningi e con notevole sforzo riusciamo a porre la domanda decisiva, una di quelle in grado di cambiare il corso della storia.
– E dicci custode sveglio, non c’è per caso UN ALTRO modo per arrivare a questo cazzo di “trois glands”?
Il custode sveglio non ha un microsecondo di esitazione:
– Ma certo, basta che uscite, girate a sinistra e fate il giro lungo dall’altra parte.
– E NUN LO POTEVI DI’ SUBBITO L’ANIMADELIMORTACC..

Per calmare il mio collega che ha già preso il cric e vuole vedere cosa c’è dentro la testa del custode sveglio canto una canzone romana strappacore. Più tardi rideremo di questo aneddoto esplicativo del livello di elasticità mentale di questo luogo.

Ma c’è anche un colpo di scena.

Il parcheggio è gratuito per i giornalisti: basta portare il ticket al press center del Consiglio dove lo mettono in una macchinetta per “azzerarlo”. Il nostro ticket dà parecchi problemi ma poi funziona.

A fine giornata, ripresa la macchina per volare in hotel al meritato riposo, la sbarra del parcheggio non si alza e il display dice qualcosa in lussemburghese, la lingua meno utile del mondo. Il collega prende il cric e va dal custode del “trois glands” a chiedere spiegazioni.

La risposta è semplice: il parcheggio del Consiglio non è il “trois glands”, è un altro ancora.

Se questa storia ti ha toccato, firma anche tu la petizione per l’abrogazione del Lussemburgo. Al suo posto ci si potrebbe fare un immenso parcheggio.

Speranza Primaverile

7 Apr
La vita riprende quasi normale a Bruxelles.
Le ferite sono ancora aperte e il memoriale popolare della Bourse ce lo ricorda ogni giorno.
Ma l’UE non si ferma, la metro neanche e Zaventem riapre.
E la primavera fa capolino.
Il sole si affaccia di nuovo sul (bucio der) cuore dell’Europa.
Il ritmo del lavoro si abbassa dalla speedcore alla chill-house.
E la Apple segnala che il mio Mac rubato è stato geolocalizzato.
Ora basta andarlo a prendere.
Si trova al confine tra Marocco e Algeria.
Subito dopo inizia a piovere.
Buona giornata a chi non si da per vinto finché non si trova in una pozza del suo stesso sangue con un lottatore di sumo seduto sulla faccia. A un mio amico è successo.
Cioè in realtà era la sua ragazza e si trattava di un face-sitting finito male. Ma i giornali l’hanno enfatizzata. Come sempre.