Archivio | gennaio, 2017

Introspezione

25 Gen

Arriva un momento in cui un uomo deve guardarsi dentro.

Secondo l’antica pratica orientale del “buco della serratura” il modo migliore per farlo è appoggiare l’occhio sull’ano, ma per riuscirci bisogna prima purificarsi la carne e lo spirito o per lo meno farsi un bidè.

Guardarsi dentro significa cercare sé stessi, cercare sé stessi significa tornare alle origini, tornare alle origini significa prendere un badile virtuale e iniziare a scavare e scavare e scavare a fondo.

È con tanto orgoglio e altrettanta vergogna che CesKoZ presenta un video intimista come un perizoma commestibile, un viaggio alla ricerca di se stesso che metterà il protagonista di fronte alle proprie cellule cerebrali, senza paura di scavare più a fondo. O forse di cadere più in basso.

Se ti piace sciaralo con le persone che ami, sennò con quelle che odi.

Prendere tempo

24 Gen

C’è un blog.
C’è una pagina feisbuc.
C’è un canale iutiub.
Ci sono dei pezzi di carta disegnati.

Si può far convivere tutto questo?
Ci stiamo provando.
Io e il mio staff ce la stiamo mettendo tutta.
A volte è davvero dura, ma cerchiamo di non perdere le staff.

(risate registrate)

La vita reale è complicata ma pure quella virtuale mica scherza.
Pian piano riuscirò a trovare il giusto equilibrio.
Nel frattempo continuo ad essere squilibrato.
Tanto da avere uno staff immaginario, che un amico non mi bastava.

Sto lavorando ad un video introspettivo.
Prendo tempo disegnando un fumetto per giustificare il ritardo.
Anche se non c’è nessuna scadenza.
Non voglio scadere agli occhi del mio staff.

ceskoz-assenteista-2

A volte ho l’impressione che tutto quello che faccio, lo faccio solo per mio piacere personale.
Poi me ne do la conferma da solo.
E il mio staff applaude.

C’è gente strana nel mondo.
Reale e virtuale.

Un futuro

20 Gen

Per lui.
Anzi, da lui.

Il futuro è davanti a me,
sembra che io lo segua ma in realtà lo spingo.
E’ un futuro bellissimo, perché è tutto da scrivere.
Il presente scrive il futuro ogni giorno,
anche guardando al passato.

Il futuro pesa.
Pesa fuori e anche dentro.
E’ un enigma irrisolvibile ma imprescindibile,
non posso far altro che sperare
di prepararlo al meglio,
per quello che posso.

Il futuro è altro da me.

Vorrei che fosse migliore
per questo cerco di aggiustare il mio presente.
Vorrei che fosse sempre felice
ma so che non è possibile.
Vorrei che imparasse a godere della tristezza,
per essere più felice nella felicità.

Il futuro è qualcosa di talmente grande
da girar la testa e battere il cuore
cioè, più forte del solito.

Senza futuro un presente perde il senso
ma un futuro c’è per tutti,
ognuno ha il suo futuro
anche io ho il mio.

Seguo il futuro ogni giorno,
lo spingo in avanti
cercando di aggiustare il mio presente,
senza pensare troppo al mio futuro.

Il futuro ormai cammina da solo
camminerà ogni giorno di più
andrà ogni giorno più lontano
ma sarà sempre il mio presente.

Il futuro è davanti a me,
sa che non smetto di seguirlo
sa che lo spingo anche se
ormai cammina da solo.

Il futuro pesa
quando lo prendo in braccio.
Mi sorride con quei denti piccoli
e illumina tutto il mio presente.

E un po’ anche il mio futuro.

Mimèsi

18 Gen

Quando nessuno ti dice cosa fare e non hai impegni impellenti, mimetizzati.

No davvero, se ad un certo punto tutti sono girati dall’altra parte, tu mettiti una tuta dello stesso colore della parete e resta immobile.

Potrai così osservare, verificare, riflettere, metabolizzare il mondo che va avanti senza di te.

Poi fai un urlo selvaggio e salta in avanti strappandoti i vestiti: il successo è assicurato.

Buona giornata a chi stende un velo pietoso, lo cosparge di allori e ci si sdraia sopra per riposare un po’.

Cura

17 Gen

E’ come quando da piccolo volevi il criceto a tutti i costi e quando qualche settimana dopo avertelo comprato la mamma ti ha chiesto dove fosse Scricchi ti sei reso conto che lo avevi chiuso nella cassa dei giochi. Quella che poi avevi dato alle fiamme per movimentare i tuoi pomeriggi annoiati.

E’ come quando compri le piante e i fiori perché così la terrazza è più viva e poi scopri che devi dare l’acqua, potare, concimare, travasare e alla fine il pavimento diventa un cimitero di verdura marcia che si scivola pure e l’unica flora è rappresentata da muschi e licheni sui vasi.

E’ come quando finalmente la donna dei tuoi sogni accetta di venire a vivere con te e mentre tu sei seduto sulla tua poltrona monoposto davanti al televisore mangiando la pasta monoporzione che ti sei cucinato come sempre, lei scopre un cadavere di criceto carbonizzato sul tappeto, esce in terrazza a cercare un modo carino per dirti che si è sbagliata ma scivola sulle feuilles mortes.

Tutto ciò che è prezioso ha bisogno di cura.

Anche un blog. Avere cura di un blog significa avere cura della sua anima e quindi dei suoi lettori. Anche se siete quindici di cui otto parenti stretti e tre alla lontana.

La cura di un blog consiste nello scrivere un post ogni tot, meglio se sensato e ben scritto ma vanno bene anche digitazioni a casaccio sulla tastiera mascherate da “sperimentalismo letterario tekno-punk”. Seguirà quindi un breve paragrafo onomatopeico.

Vrooom gniiii click unz unz unz anf anf anf glu glu yaaaaawn zzzzz.

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Detto ciò non sto affatto apposto con la coscienza al capitolo “cura” ma questo periodo della mia vita – e quindi anche della vostra perché tutto è connesso – è in continuo divenire quindi bisogna fidarsi e avere tanta pazienza.

E cura di sé stessi per averne anche degli altri.

Tempeshta

11 Gen

Quando tutto sembra sommergerti e caderti addosso e spingerti con la faccia verso il terriccio e prenderti a calci sui fianchi e gridarti parolacce spera di svegliarti tutto sudato nel tuo letto perché sennò sei davvero in una brutta situazione.

Durante la tempesta il bravo capitano resta impettito sul ponte tentando di aggiustare la rotta, ridendo sotto i baffi per il gioco di parole e sembra che vento e pioggia non lo scalfiscano, forte anche dei tre grammi di colombiana purissima che si è pippato poco prima. “Aggiustare la rotta”, chissà come gli vengono, al capitano.

Nei momenti di forte stress o di disperazione ripenso sempre a quello che diceva mio nonno, dall’alto della sua esperienza: “il culo, devi sempre guardare il culo, il culo non mente mai”. Questo lo diceva prima di quella brutta storia delle infermiere molestate nella casa di riposo. Di cui era direttore. Tra l’altro tutte immigrate senza documenti e un paio minorenni. Comunque poi gli è venuto l’Alzheimer e gli si è perdonato tutto. Ricordo ancora le risate nelle sere d’inverno, accanto al camino. Anche se in realtà non avevamo il camino. Forse ero io ad avere l’Alzheimer, non ricordo bene.

Fatto sta che quando sei con l’acqua alla gola l’unica speranza è trovare un appiglio, attaccartici e tirare forte, piccolo o grosso che sia. Fallo con ottimismo, senza stare troppo a sindacare sulla natura dell’appiglio: ogni cosa va affrontata nel momento in cui si presenta, non prima.

il capitano ridacchia per il “fallo con ottimismo” ma è chiaramente in down

Fermati un attimo, siediti sul bordo del ruscello accanto allo scheletro di quello che aspetta il cadavere del suo nemico e infila perle di saggezza nella collana dei tuoi libri preferiti, gioendo di quanto sei bravo con la lingua italiana, che i cunnilingus che fai tu al dizionario non glieli fa nessuno.

Respira.
Finché respiri va tutto bene.
Respirate.
Il resto verrà da sé.
Al massimo aiutato da un cunnilingus.
Respiriamo.

la-tempeshta_edited-1

Libero!

6 Gen

Un tempo leggevo i giornali e mi documentavo, poi ho capito che erano tutte bugie, diffuse per realizzare un progetto ordito dai potenti del mondo per soggiogare le nostre vite quindi oggi non perdo più tempo con ‘ste cose inutili e semplicemente faccio un lavoro di merda mal retribuito per far guadagnare vagonate di soldi alle peggio persone e per potermi così comprare un sacco di cose fichissime create dalle peggio multinazionali che sfruttano paesi lontani rovinando l’esistenza a intere popolazioni e quel poco che mi avanza lo nascondo in banca per un piccolo interesse così loro intanto possono investire il mio danaro e arricchirsi trafficando armi con altri paesi lontani ma almeno non sto più a sentire tutte le bugie che dicono i giornali e la televisione e se voglio sapere com’è la situazione in medioriente chiedo a Michela la tabaccaia che c’ha il cugino che fa l’operaio a Telavìv e per sapere come curare qualche malattia vado da Marcello che guidava le ambulanze ed ora vivo molto meglio e in pace con me stesso e con la coscienza e soprattutto mi sento libero dai poteri forti.