Archivio | novembre, 2016

Il sole d’inverno (titolo poetico)

30 Nov

Il cielo è limpido che sembra un vetro ghiacciato, le scie chimiche tagliano l’azzurro con i loro microchip per il controllo della razza umana e il sole dall’alto si domanda se ancora valga la pena dare la vita a sto pianeta popolato da imbecilli ma poi pensa agli animali e alle piante e ci lancia i suoi raggi.

Il Fuckin’ Nordeuropa è stato ufficialmente invaso dall’inverno, respirare fa male al setto nasale e sto cercando su internet dei filtri di lana da infilare nelle narici, sotto i pantaloni indosso la calzamaglia e sotto la calzamaglia indosso il pigiama, se sei quella ragazza che mi ha proposto una sveltina nel bagno del bar adesso capisci perché ho declinato l’invito.

E’ arrivato Trump e se n’è andato Fidel, le fazioni del SI e del NO continuano a scontrarsi per il bene dell’umanità ma intanto il Wild Neoliberismo continua a reggere le redini del gioco quindi basta un Black Friday per dimenticare tutte le cose brutte.

Gli anni 90 sono sempre più lontani, con le loro compilescion registrate dalla radio e gli sterei da spalla, ma mio figlio di 20 mesi già scorre le foto con le dita sull’aifon: anche se cerco sempre di tenerglielo lontano, è incuriosito da questo piccolo oggetto che succhia perennemente l’attenzione degli adulti, che dal suo punto di vista sono esseri di intelligenza e abilità superiori da imitare.

Il sole invia i suoi raggi anche per tutti i bambini di questo mondo, sperando di illuminarli in qualche modo. E qualcuno di loro forse coglie l’idea e da grande inventerà il carica aifon solare, se già non l’hanno fatto i cinesi.

Buona giornata invernale a chi cerca l’animale che è in sé e trova un ornitorinco zoppo.

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Fish you were here

28 Nov

Il Buongiornarca’ di Cardarelli.

Microcosmi che si intersecano formando macrocosmi, particelle che si uniscono dando vita a particione,tanti pesci piccoli che fottono il pesce grande.

Poi hanno inventato gli smarfon con dentro i social e virtualmente siamo tutti in una meravigliosa rete che però se guardi bene nella realtà è tipo quella per prendere i pesci, piccoli, intenti a digitare sullo smarfon con le pinnette che tutti insieme si può fottere il pesce grande.
Che tira su la rete.

Buongiorno e buon lunedì a chi dorme mentre piglia pesci.
Non dico dove.

Busy

23 Nov

Occupato come un bagno pubblico quando hai un attacco di dissenteria e casa tua è lontanissima e hai i pantaloni di lino bianchi quasi trasparenti e manco hai messo le mutande perché non ne avevi di pulite.

Preso come l’ultimo taxi libero col quale saresti dovuto andare ad un appuntamente importantissimo per il quale già sei in ritardo perché sei dovuto prima passare a comprare un paio di pantaloni nuovi e già che c’eri pure un paio di mutande.

Impegnato come la ragazza per la quale hai completamente perso la testa e hai lasciato moglie e figli per dichiararle finalmente il tuo amore e la tua voglia di passare il resto della tua vita con lei.

Buona giornata a chi si da da fare ma anche a chi si da da leggere un buon libro.

Renzerendum

16 Nov

Dice che è una riforma fatta male ma almeno qualcuno l’ha fatta.
Dice che così si concentra troppo potere in poche mani.
Dice che così è tutto più rapido e le leggi non rimbalzano più.
Dice che in realtà dipende dalle leggi e alcune, quelle importanti, potrebbero rimbalzare all’infinito.
Dice che finalmente finisce il bicameralismo perfetto e il Senato sarà espressione delle realtà locali.
Dice si ma ancora non ci avete detto come saranno scelti sti senatori che poi dovranno fare pure due lavori.

Ma a parte tutti i SI e i NO, una cosa proprio non mi va giù: se questa riforma è così importante per il paese, che porterà cambiamenti strutturali e dovrebbe finalmente dare “governabilità” all’Italia, perché diavolo l’esito del referendum deve essere legato alla tenuta del governo?

Cioè per una riforma così profonda dovremmo stare seduti tutti insieme a trovare soluzioni ascoltando le problematiche e tentando di risolverle. 
Perché è diventato un “Renzi SI, Renzi NO”?

Renzi di base ci sta sul cazzo a tutti, quindi se il voto viene posto così uno dice ok voto NO e me lo levo dalle palle. Il problema viene dopo. Se il referendum non passa e lui va via: CHI MINCHIA CI RITROVEREMMO COME PREMIER?

Elezioni anticipate? In questo vuoto spaventoso con una legge elettorale che fa acqua da tutti i pizzi?

Renzi ha messo su un bel ricatto: o votate SI e io resto in carica continuando a fare i danni che sto facendo (salvo le unioni civili, comunque fatte all’italiana) ma comunque peggio di così non posso fare oppure votate NO e io me ne lavo le mani come Ponzio Pilato e invece di rimboccarmi le maniche e metterci subito a correggere il tiro tutti insieme vi saluto e vi lascio a Salvini o Di Maio o Berlusconi o al Gabibbo (che a onor del vero non vedo propensi a sedersi tutti insieme a riscrivere la riforma).

Non mi pare un bel gesto, ma mi pare un bel casino, davvero.

Sono 7 anni che sono emigrato in un paese in cui piove sempre e accanto al filetto ti mettono le tagliatelle scotte, ma sempre più spesso mi ricordo il motivo.

Tanti dicono che il problema non è costituzionale ma della classe politica. Cioè non è la macchina a non funzionare ma meccanici e piloti che lasciano a desiderare.

Mi aiutate a capire per favore?

Bataclan, un anno dopo.

14 Nov

Parigi è finalmente tornata a vivere.

Per un concerto si sono blindati due isolati dell’11esimo arrondissement, si è chiuso un giardinetto, ci sono più poliziotti che piccioni, i cani antibombe sniffano ogni cosa e chi abita in zona non può aprire le finestre per tutta la durata del concerto che celebra il ritorno alla normalità.

Parigi questo sabato è tornata a vivere, a detta delle telecamere di tutto il mondo.

Come se per un anno i francesi non fossero più andati a lavoro o al cinema o al bar. Onorare le vittime significa dimostrare che la loro assurda fine non sia stata una vittoria per quei pazzi criminali e che la vita trionfa davvero. Cosa ampiamente dimostrata da una città che dal giorno dopo ha creato l’hashtag #jesuisenterrace e invece di bersi la paura subdolamente razzista vomitata dai media, usciva di casa a bersi birra e realtà.

Il terrorismo è un biglietto perdente della lotteria. Una lotteria folle e macabra che da anni stiamo alimentando facendo finta di non vederlo. La politica, le autorità, le istituzioni, i diciottenni in mimetica col mitragliatore e i poliziotti a brutto muso sono parte integrante del gioco d’azzardo.

I servizi segreti ungheresi (?) rivelano che i terroristi sono arrivati mischiati agli immigrati. Tipo: “una ricerca di McDonald’s dimostra che il BigMac fa dimagrire”. Magari semplicizzo un po’ però daje su…

Ma le targhe, le cerimonie, le misure eccezionali di sicurezza postume, la militarizzazione, sono un’ipocrisia e una ridicola ostentazione che è un insulto a quei poveracci usciti un venerdì sera (o in metro un martedì mattina o su una spiaggia o ad un mercato) e mai ritornati a casa. L’unico modo per celebrarli davvero è continuare ad uscire, cantare ai concerti, sdraiarsi al parco, andare a lavoro e al mercato. Cosa che abbiamo tutti continuato a fare dal giorno dopo senza nessuna interruzione, lontani dalle telecamere che inquadrano solo il potere e i simboli posticci di una società che ormai sta correndo bendata in un labirinto di specchi. L’abbiamo fatto perché non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, perché siamo quelli che potevano finire come quelle vittime.

La vita trionferà sempre e la vita siamo noi, quelli che davanti al bar non vogliono i soldati ma i saltimbanchi, quelli che muoiono per brutti giochi organizzati da altri, quelli che non contano niente ma che dall’alba dei tempi mandano avanti il mondo.

Spegnete la TV, il mondo reale è mille volte più bello di quello che vorrebbero farci credere.

Solitaire

13 Nov

Prima vennero a prendere gli zingari, ma non dissi niente perché sapevo che mi avevano inculato il motorino.

Poi vennero a prendere gli ebrei ma quelli occupano illegalmente un territorio e stanno sterminando un popolo quindi alla fine je ce sta bene.

Poi vennero a prendere gli omosessuali che ognuno a casa sua può fare quello che vuole però questi pomiciano per strada davanti alle creature e un po’ se la so’ cercata.

Poi vennero a prendere i comunisti (che io pensavo fossero spariti dopo il muro di Berlino) ma a me sta cosa che tutti devono lavorare e quello che è mio è tuo non m’ha mai convinto.

Un giorno vennero a prendere me e gli dissi ahò ma adesso che non c’è più nessuno che rompe li cojoni rilassateve un attimo, vi offro un bicchiere di vino.

Fu così che avvelenai quei fascisti di merda e oggi mi godo la vita da solo in pace con il mondo.

Elecsciondèi

9 Nov

Enzomma ha vinto quello sbagliato.
Cioè non che l’altra fosse perfetta, anzi…
Queste elezioni m’hanno ricordato quelle per il sindaco di Roma quando c’erano Alemanno e Rutelli che uno diceva se vabbè mo’ Alemanno, te pare, è chiaro che voto per…
e però di là c’era il faccione di Rutelli.
Mi pare che il simbolo di quella campagna fosse una zappa sui piedi.
Ma è la democrazia.
Anzi in questo caso è il paese che si professa detentore assoluto della libertà e della democrazia.
E chi non è d’accordo lo bombarda.
Tutto il resto lo compra e lo vende.
Si dimostra ancora una volta che oggi l’unica cosa veramente importante è avere tanto danaro per poter anelare al potere, dimostrando il più possibile di essere ignorante, razzista, omofobo e maschilista.
E’ un po’ il leitmotiv dei nostri tempi.
Secondo me se Hillary all’epoca non avesse perdonato il pompino a Bill oggi avrebbe avuto più voti.
Non è colpa di nessuno.
Anzi è colpa del sistema.
Anzi è colpa di tutti.
Non so se Trump potrà peggiorare ulteriormente la situazione della nostra cosiddetta civiltà occidentale.
Forse si.
Ad ogni modo io sono ottimista.
E sto preparando i bagagli per Marte.
Sapete che prese elettriche ci vogliono?

Buona giornata a chi crede nell’umanità ma ogni tanto pensa che forse è davvero più facile credere ai rettiliani.

Scritto e non riletto.
Perché in realtà non so leggere.