L’anno nuovo

1 Set

L’anno nuovo inizia a settembre, non ci stancheremo mai di ripeterlo.

L’anno nuovo inizia a settembre, l’anno nuovo inizia a settembre, l’anno nuovo… vabbè magari a na certa si, ci stanchiamo di ripeterlo. Resta il fatto che lo crediamo fermamente.

Ma perché diavolo parliamo al plurale? Non lo sappiamo, ma la smetto subito.

Settembre è l’anno della rinascita, quando dopo le vacanze sei bellissimo/a, rilassatissimo/a e pensi che finalmente quest’anno cambierai radicalmente la tua vita. Poi è un attimo che arriva Capodanno e ti ritrovi pallido/a e alticcio/a a fare il caundaun con lo spumante in mano e mentre conti ti ripeti che dal primo gennaio farai di tutto/a per cambiare radicalmente la tua vita/o.
E dal primo gennaio non vedi l’ora che arrivino le vacanze estive.

Si torna a scuola, si torna in ufficio, si torna ad odiare gli immigrati, si torna a credere nella democrazia pensando possa cambiare qualcosa e intanto la vita cammina insieme a te, mentre tu ne cerchi il significato o vorresti cambiarla o vorresti tornasse un po’ indietro o che almeno si fermasse un secondo per parlare un po’ ma lei manco ti guarda e continua inesorabile ad andare avanti: sfuggente, misteriosa, un po’ stronza ma bellissima.

Buon anno nuovo a chi trova qualcosa da cercare, che spesso è meglio di trovare qualcosa che si cercava.

(Scrivi nei commenti i tuoi buoni propositi o cosa hai trovato da cercare o anche solo la parola “mammalucco”)

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La magia dell’aeroporto

6 Ago

I sorrisi di volti pallidi che presto saranno salmonati, i bagagli di leggerezza e costumi fescion, il sogno di una breve realtà parallela che si concretizza grazie ad un volo, i malinconici abbronzati che hanno appena fatto ritorno, gli amanti e gli amati che si abbracciano ritrovati o si piangono per la separazione. Tutto questo fa parte della magia dell’aeroporto. Ma io non riesco a staccare gli occhi dalle decine di shorts col quartino di chiappa esternato.
Maledetta estate, grazie di esistere.

Venti gradi di separazione

17 Lug

A Roma c’erano 37 gradi a Bruxelles 17. Ma almeno c’è il cielo grigio. E però esistono delle ottime imitazioni della frutta estiva in plastica. Per lo meno se vuoi andare al mare basta che prendi un aereo. Dice ma come e il mare del nord? Ecco, appunto, vacce te in quella cosa. Ma tanto a me piace la montagna, nel paese più piatto del mondo. Però almeno qui puoi andare a lavoro in bicicletta, sotto la gnagnerella (regionale: pioggerellina vaporizzata) e in dieci minuti sei ovunque. Si ma pure se stai in mezzo ad un mare di merda in dieci minuti sei in un altro punto del mare di merda.

Eh ma allora torna a lamentarti in Italia come fanno tutti. E no perché sennò sarei parte della massa e chi è in Italia così riesce a sentire che in fondo non è tutto perduto. In fondo al mare dico. Di merda.

Buon lunedì a tutti quelli che pensano sia possibile un buon lunedì!

Tutta Colpa Degli Immigrati

14 Lug

Le chiappe sulla sedia, le gambe sotto al tavolo, i piedi sulla sabbia, gli spaghetti e le vongole dentro al piatto, la Nastro Azzurro ghiacciata nel bicchiere, il mare sullo sfondo, il sole sulla tettoia di paglia, l’Italia tutta intorno.

Non funziona niente per colpa degli immigrati, tipo Mohammed dal quale ho appena comprato un libro di fiabe africane per mio figlio e che vuole tornare presto in Senegal dal suo, che non vede da un anno e mezzo.

Arrivando al mare sono passato su strade devastate dall’arrivo degli immigrati, scontrini non fatti a causa degli immigrati, cantieri fermi da anni per colpa degli immigrati, appalti in mano alle mafie per colpa degli immigrati, complessi commerciali sui quali manca solo l’insegna CAMORRA per colpa degli immigrati, un popolo rincoglionito da una televisione di merda per colpa degli immigrati, una classe politica che da anni non fa che peggiorare la situazione del paese che attira un’invasione (si si, in Italia si usa con leggerezza proprio questa parola) di immigrati ai quali è facilissimo dare la colpa, ora anche da “sinistra”.

Che nostalgia di quando eravamo belli.

Mohammed è arrivato dal Senegal a vendere libri africani sulla spiaggia e sogna casa sua, io ero andato a Bruxelles per inquadrare facce di cazzo nelle istituzioni europee e sogno casa mia anche se non la riconosco più.

Io posso farlo, lui no.

Poi lo sfondo del mare, la Nastro Azzurro che scende in gola, i piedi che accarezzano la sabbia e le belle favole africane che leggo aspettando il caffè mi ricordano perché mi piace così tanto casa mia e mi dico che arrabbiarsi con i propri simili è un’attività che lascio volentieri a chi si perde le bellezze della vita e chiedendo il conto senza scontrino con l’amaro offerto dalla casa mando mentalmente tutti affanculo e mi godo il paese più bello del mondo prima che muoia per sempre.

Il Pensiero Notturno

12 Lug

Un’intuizione brillante.
Una scintilla così frizzante che mi sveglia nel cuore della notte.
Forse a svegliarmi in realtà è il baccalà indigesto che ancora guizza nel vinho verde.
Ma preferisco pensare che sia stata l’urgenza di quell’idea.

Un’idea così semplice da essere geniale, incredibile che non ci abbia mai pensato nessuno.
Un gioco di parole su cui basare un intero monologo.
Una trama banale ma da un punto di vista sconvolgente.
Un nuovo sistema che cancella guerre, povertà e inquinamento.

Devo solo allungare la mano al comodino.
Prendere penna e blocchetto.
Basterebbe il telefono, meno romantico ma più efficace.
Devo solo allungare la mano ma magari basta concentrarmi.

E’ una trovata così intelligente che mi resterà impressa per sempre.
Comincio a pensarci intensamente.
La ripeto come un mantra per marchiarmela in testa fino all’alba.
Un mantra, una nenia, una ninnananna.

La sveglia suona svariate ore dopo. Di quel pensiero resta solo il ricordo della lotta impari contro la pigrizia.
Potevo cambiare il corso della Storia, per lo meno quella personale.
In compenso ho fatto un sogno zozzo con due gemelle maggiorate.

Modena Park

2 Lug

La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia.

E quando i brividi sono tanti, l’equilibrio vacilla e la follia si avvicina c’è solo una voce che in qualche modo ti riporta a casa, ti ricorda chi sei, ti spiega ogni volta qualcosa di diverso, anche se l’hai ascoltata un milione di volte.

E non ti dice che va tutto bene, perché non c’è un cazzo che va bene, ma ti dice che è così, che non sei solo, che non è facile, che sei libero, che è stupendo, che ti viene il vomito, che puoi vivere o sopravvivere, che devi vivere o niente, che non c’è un senso ma domani un altro giorno arriverà.

Forse uno dei più grandi rimpianti della mia vita sarà quello di non essere stato al ModenaPark, ma la vita a volte prende pieghe inaspettate e dolorose e quella voce che tante volte mi è stata vicino oggi lo era ancora di più, con tutta la sua forza, senza sconti o giri di parole, con tutte le emozioni che continua a regalarmi, anche solo uscendo da un televisore, mentre accanto a me c’è l’amore più grande di tutti, che anche se è piccolo riesce a darmi una forza che non pensavo di avere.

E sono ancora più felice di aver chiamato mio figlio Vasco.

The Composition

30 Giu

La sofferenza è parte integrante della vita.
Riuscire ad accettarlo non aiuta a soffrire di meno ma forse un po’ a vivere meglio. La giustizia e la colpa sono concetti che ci siamo costruiti noi per cercare un senso nel caos molecolare che chiamiamo universo.
In questo caos c’è un ordine di cui noi facciamo parte allo stesso modo dei batteri che decompongono gli escrementi.
Il senso della vita è incamerare più gioia e amore possibile e conservarli per quando arriva l’inverno. Senza porsi troppe domande e andando avanti a testa alta, senza dimenticare mai chi siamo, anche se in realtà non lo sappiamo bene neanche noi.
Amando tutto ciò che riusciamo ad amare.
E decomponendo gli escrementi.