Archivio | gennaio, 2018

In difesa della famiglia tradizionale

24 Gen

– Veni papà ti faccio vedee: qui c’è a casetta, lì ci sono gli aminali, là c’è il tenino e poi guadda, qui ci sono e foto.

Lo so che ci sono le nostre foto di famiglia sopra al suo appendiabiti, ci ho appeso lo zainetto mille volte, ma oggi Vasco mi ha fatto da Cicerone nella sua scuola e vederlo così sicuro e contento di mostrarmi quello che è a tutti gli effetti il suo mondo mi ha innescato una crisi di panico perché sta crescendo e non ha più bisogno di me reso fiero della sua sempre maggior indipendenza e ancora più convinto della scelta di questa scuola.

E’ una scuola cattolica (eh, lo so) a pedagogia attiva (se qualcuno dovesse essere interessato può scrivermi nei commenti e/o in privato) ma soprattutto è un posto in cui bambini e genitori sono stimolati con iniziative per l’ecologia o per l’integrazione o con raccolte per i rifugiati… Insomma un bell’ambiente con sani valori.

Oggi era stata organizzata eccezionalmente una colazione con i genitori, ognuno doveva portare qualcosa da mangiare e bere ed è stato un successo: i bambini erano felici per la presenza di mamme e papà, le mamme e i papà si sono scambiati quintali di dolci fatti in casa e ho potuto passare un po’ più di tempo in questo luogo dove a quanto dice Vasco alla domanda “cosa hai fatto a scuola” ogni giorno si fa “niente, adesso veni a giocae”. Quando siamo arrivati alle foto sull’appendiabiti mi è venuta la curiosità di guardare le altre famiglie. Qualche malalingua può pensare che volessi individuare eventuali mamme fregne che ancora non conosco ma la mia coscienza è candida. Mentre facevamo l’elenco dei nomi dei nonni si è avvicinata una bambina della classe accanto.

(tradotto dal mio orrido francese)
– Ciao, come ti chiami?
– Lulù
– Che bel nome. E tua mamma è fre… e dove sono le foto della tua famiglia?
– Laggiù, io ho due mamme!
– Ma dai, ancora meglio che una sola no?
Lei ha sorriso.

Ho risposto di getto in maniera surreale perché ho pensato prima che fosse un’assurdità da bambini poi che magari il papà fosse separato e riaccoppiato. Sono stati gli unici miei due pensieri. Poi siamo andati a vedere le foto e il papà proprio non c’era: c’erano due belle mamme sorridenti, la foto di un fratellino nato da poco e un’altra in cui erano tutti e quattro. Era una bellissima foto di famiglia, in mezzo ad altre decine di foto di famiglia. Poco dopo ho scoperto, sempre tramite le foto, che un rappresentante dei genitori, in effetti alquanto effemminato, è uno dei due papà di un altro bambino.

A quel punto sono stato assalito dai dubbi. Come può un bambino crescere senza avere come riferimento le figure di un padre e di una madre? Come può imparare a discernere i ruoli sociali tipo quello della mamma casalinga sottomessa che si fa gli spriz alle 10 del mattino o del padre in carriera che non c’è mai e va avanti a cocaina e trans? Come può un bambino senza famiglia tradizionale (tipo quella in cui l’altro giorno il padre ha ucciso la madre di fronte alla figlia e si è sparato dopo aver aperto il fuoco sulla folla) venire su sano? Come può crescere equilibratamente ignorante, sessista, razzista, omofobo, opportunista e anche un po’ testadicazzo?

Questo succede nella scuola (cattolica) di mio figlio in Belgio, nel Fuckin’ Nordeuropa, dove spesso quando vedo il cielo grigio e bevo il caffè annacquato mi prende la nostalgia di casa, poi però mi accorgo di questi dettagli, che infatti sono solo piccoli fottuti dettagli perché è PIENO di famiglie “tradizionali” tipo la mia, tipo quelle dei compagni di classe di origine arabe o africane e ovviamente quelle di tutti gli autoctoni, che sono contenti di mischiarsi alle altre culture e che neanche notano chi è la mamma o chi è il papà ma che si preoccupano di mandare i figli in una scuola in cui venga insegnato il rispetto per l’ambiente, il rispetto per gli altri e un’idea di comunità per la quale tutti devono aiutare tutti per stare bene tutti.

Stamattina con Vasco ho visto decine di foto di bellissime famiglie che hanno scelto di provare a rendere il futuro dell’umanità un po’ più bello del cupo presente che stiamo vivendo. Perché quando vedo i manifesti elettorali nel mio paese per la “difesa della famiglia tradizionale”, come se questa fosse davvero in pericolo per qualche oscuro motivo ma soprattutto come se fosse sinonimo di amore e perfezione, mi sento un bruciore allo stomaco che manco tutti i dolci fatti in casa mangiati stamattina.

Una famiglia è dove c’è amore, calore, sincerità e risate, non c’entra niente il genere o il numero dei genitori. Una famiglia è il nucleo di base della società: una famiglia in cui qualcuno si oppone alla felicità di un’altra famiglia solo perché è diversa dalla sua non è una famiglia tradizionale, è una famiglia di stronzi, che crea una società negativa. La famiglia tradizionale non esiste: esistono uomini che picchiano le mogli, donne che tradiscono i mariti, figli che uccidono i genitori, persone che si amano, mamme e papà che coccolano i figli, uomini e donne che sognano una società positiva. La tradizione è il panettone a natale, sono i gavettoni l’ultimo giorno di scuola, è l’applauso quando l’aereo atterra mentre gli altri scuotono la testa. La tradizione è attaccata ai simboli e la famiglia non è un simbolo, è la vita. E se qualcuno si permette di usarla per un suo vile tornaconto personale non si rende conto del valore che ha e farebbe meglio a concentrarsi più sulla sua, che magari i problemi della società nascono proprio da quelle tradizioni legate a simboli duri a morire.

Mentre comunque la vita cresce forte, allegra e colorata e diventa sempre più bella alla facciaccia vostra.

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Via col vento

18 Gen

The answer my friend is blowin’ in the wind.
Che uno pensa sia una citazione di Bob Dylan e invece è una citazione di Renato Zero che all’inizio del brano Piper Club (1982) cita Bob Dylan, pensa un po’.

Avevano detto che sarebbe stata una giornata ventosa a Bruxelles e in effetti ci sono stati un po’ di problemi.

Stavo giocando con mio figlio alla fermata dell’autobus lanciandolo e riprendendolo al volo ma una folata improvvisa l’ha portato fuori della mia visuale, tra le nuvole. Per fortuna cinque minuti dopo la maestra mi ha chiamato assicurando che Vasco era arrivato in classe sano e salvo ma che avrei dovuto ripagare il vetro della finestra dalla quale è entrato a 120km/h per fortuna senza danni per sé o per gli altri. Poi è passato l’autobus, sottosopra strisciando sulla parte superiore e neanche ha potuto frenare, ma tanto non mi serviva più.

Il balcone è un casino totale: i vasi si sono rovesciati, le piante sono diventate una specie di graffito sul muro, il tavolo è sul tetto del dirimpettaio e le sedie sono ad Anversa. Il balcone stesso ora si trova sul lato opposto del palazzo. Sto cercando di mandare un SMS ma ogni volta che premo INVIO il vento lo ricaccia dentro. La cosa brutta è che sto sul divano in salone, solo che il tetto è volato via e sembra che sia diventato un’attrazione al parco giochi dietro casa. Dietro casa di mia zia, a Monfalcone.

Spero di riuscire a postare questa testimonianza, mentre mi è anche volato il parrucchino. Non so di chi sia, mi è appena volato in testa ma devo dire che ‘sto biondo platino mi dona.

Un abbraccio forte, più che altro per tenersi saldi, e buona giornata a quelli che il vento non li piega ma li sbatte al muro e li schiaffeggia e gli dice di scendere dal piedistallo che qua stamo tutti sulla stessa barca. Alla deriva nel mare mosso.

Buon 2018

11 Gen

L’anno è ricominciato ma è solo una convenzione perché il vero anno inizia a Settembre quando si torna a scuola dopo la pausa estiva e si fa a gara con i compagni a chi ha pomiciato di più o chi è più abbronzato o chi ha fatto la vacanza più esotica (Salento o Gatteo a mare) e poi tutti di corsa a copiare i compiti dal secchione che è l’unico che li ha fatti e li lascia copiare di buon grado per sentirsi accettato dal gruppo e anche per evitare di essere pestato sennò poi sarebbe bullisimo che è una piaga sociale e nessuno vuole piaghe sociali.

A proposito dei buoni propositi si è detto tutto perché l’essere umano vive in loop dai tempi dell’industrializzazione e quindi ogni anno si ripete stancamente senza più nemmeno crederci che palestra-dietasana-corso di zumba/inglese/spermacultura ‘sta volta appena passa la befana giuro che lo faccio poi però Carnevale arriva in un attimo ed è subito frappe e coriandoli e si deve pensare alla Pasqua che si può fare un viaggetto anche se sta cosa che cade sempre di domenica è seccante che alla fine è solo un lunedì di vacanza ma comunque si va a mangiare fuori e ci si sfonda senza più nessuna memoria dei buoni propositi farlocchi di inizio anno ma in fondo si vive una volta sola e di qualcosa si dovrà pur morire e quindi oste portace un altro litro de quello della casa che fa schifo ma dopo il secondo bicchiere ti abitui e non ce pensi più.

La campagna elettorale impazza e tutti danno il peggio del peggio fregandosene di pensare ai poveri elettori in stato confusionale tranne i sostenitori cinquestelle che sembrano Jake Blues quando vede la luce mentre la sinistra si scinde in milioni di piccolissime particelle sperando forse di fare come i granelli di sabbia in un ingranaggio mentre la destra si fa grossa grazie al vuoto sinistro, alla destrosità di Renzi, alle puttanate che dicono in televisione travestite da notizie o tolcsciò e agli appelli onlain che bisogna far girare perché gli arabi perché gli zingari perché gli immigrati perché comunque qualcun altro è la causa di tutto.

La fine del mondo non è arrivata neanche quest’anno ma ci sono un sacco di calendari diversi dal nostro quindi non disperiamo e riprendiamo la vita ordinaria come se niente fosse, come se fosse niente, mentre la vita ordinaria al contrario è tutto ciò che abbiamo, la cosa più bella e più brutta che ci poteva capitare, la più preziosa, che quest’anno si arricchisce di un anno in più. Come ogni anno d’altronde.

Buon anno a chi si allontanerà dai luoghi comuni, abbandonerà le banalità, inizierà a pensare con la propria testa e si ritroverà quindi solo come un cane.

PieSse:
Chi fosse interessato al corso di spermacultura può contattarmi in privato.