Archive | giugno, 2017

Fly Me to the Moon

20 Giu

Makers Town, l’evento dei nerd che costruiscono cose fichissime, dai minidroni ai robot intelligenti passando per i gioielli in nylon stampati in 3D e un braccio meccanico che disegna quello che gli dici.

“Radio Shield” sembra qualcosa legato alla musica, mi avvicino allo stand e chiedo ai due giovanissimi di cosa si tratta. Sono italiani.

– Abbiamo vinto un concorso mondiale col nostro esperimento: vogliamo usare i cianobatteri per assorbire le onde radio dello spazio e proteggere gli astronauti.
– Tra l’altro i cianobatteri sono altamente nutritivi e trasformano la CO2 in ossigeno…
– Quindi a dicembre uno shuttle andrà sulla Luna e ci porterà il nostro esperimento così vediamo se funziona davvero.

Li guardo spiazzato. Gli chiedo quanti anni hanno.

– 16!
– 22!

Ripenso alla mia giovinezza e mi vengono in mente solo spinelli, autoerotismo e rave party. Li guardo, mi guardo dentro, poi esco a guardare il cielo per cercare la luna.

Poi rientro e mi chiudo in bagno a farmi una canna e una pippa con la techno nelle orecchie.

Buona giornata a chi sa che per cambiare ci sarà sempre tempo.

CesKoZ intervista MAO

19 Giu

Mao nel ’97 cantava Chinese Take Away e faceva Kitchen su MTV insieme ad Andrea Pezzi. In vent’anni ha fatto altre cose fichissime, l’ultima delle quali è stata farsi intervistare da me.

Sono passate due settimane e già mi manca.

Info

16 Giu

Quando l’informazione fa gossip per vendere, il cittadino si rimbecillisce di dettagli inutili e si riempie di ansia e paura a causa del bombardamento da tragedie che sembrano non finire mai, perde contatto con la realtà e poi non sa un cazzo di quello che succede nel resto del mondo, perde fiducia nell’informazione dalla quale cerca solo i suddetti dettagli morbosi e spaventosi che animano le sue giornate e poi cerca l’informazione vera e propria su altri canali tipo il blog di Grillo o i siti complottisti e anti vaccinisti e il risultato di tutto ciò è che se continua così scenderemo talmente in basso che alla fine faremo pena pure all’ISIS.

Non voglio dire che è colpa dei giornali che per vendere spettacolarizzano la morte della gente, né dei giornalisti che si ritrovano ingabbiati in questo teatrino dimenticando completamente quello che sognavano di fare quando erano giovani e pieni di entusiasmo però possiamo dire che è tutta colpa delle scie chimiche.

VI PREGO CHIUDETE GLI SCHERMI ED USCITE AD ABBRACCIARVI!!!

Buona giornata a chi lascia scaricare il telefono e pensa a ricaricare cuore e cervello, che ce n’è tanto bisogno.

Ma tanto, tanto, tanto.

Be Smart

11 Giu

Torno dal mare con la schiena cotta, il figlio in braccio che urla e nel parcheggio assolato trovo la macchina bloccata da una Smart. Cioè il padrone della Smart è arrivato, ha parcheggiato dietro la mia macchina che era già parcheggiata dietro un’altra macchina – che aveva lo spazio davanti per uscire – e se ne è andato al mare.

Per pura fortuna accanto alla Smart c’era un camper con dentro una famiglia che gentilmente si è spostato e mi ha aiutato a fare le settecento manovre per uscire. Se non ci fossero stati loro avrei dovuto aspettare ore col bimbo urlante oppure farmi tutta la spiaggia a piedi chiedendo di chi fosse la Smart.

Il primo istinto è stato quello di spaccargli un vetro o bucargli una ruota o spezzargli i tergicristalli, poi ho pensato a che tipo di esempio voglio essere per mio figlio e ho deciso civilmente di scrivere.

“Caro proprietario della Smart, io sono contro i pregiudizi ma se uno parcheggia distrattamente blocca l’uscita ad un’altra macchina, troppo preso dalla sua voglia di andare al mare, non fa che confermare il fatto che, salvo rarissime eccezioni, chi ha la Smart è ‘na testadecazzo: potevo spaccarti tutti i vetri ma mi sarei abbassato al tuo livello, così magari impari qualcosa; buon rientro”.

Solo che non avevo carta e penna e ho dovuto inciderglielo col cacciavite su cofano e fiancate.

Il problema

5 Giu

Dopo anni mi è capitata una TV davanti agli occhi (in trattoria, in Italia) e nella TV c’era un programma con della gente (tra la quale dei mostri) che guardava la TV.

Cioè dopo i realiti siamo arrivati alla gente che guarda in TV gente che guarda la TV.

Metteteve direttamente davanti a uno specchio e guardate il riflesso del paese delle eccellenze antiche che va a puttane mentre tutti se lamentano del vicino e si informano sul blog di Grillo.

Roma ormai pare la capitale del Bangladesh. E non certo a causa di quei poveracci che dal Bangladesh ci vengono davvero, a farsi il culo per mandare due spicci alla famiglia.

Il problema so’ gli immigrati, il problema so’ i politici, il problema so’ le scie chimiche…

Guardatevi bene perché il problema siete voi.

Nostalgy Take Away

2 Giu

Stasera intervisto Mao.

Ve lo ricordate Mao?
Quello che faceva Kiccen su Emtivvì insieme ad Andrea Pezzi?
Mao, quello di Cianis Teicheuei.
Quello di Stringimi, stringimi, stringimì.

‘Mbè sembra ieri, quei pomeriggi con gli amici sul divano, una chitarra e uno spinello e i video che scorrevano in TV e ancora mi pare di vedere i Verve, i Chemical Brothers, i Daft Punk e sento una strana nostalgia.

Poi mi rendo conto che sono passati 20 fottuti anni.
Altro che “strana” nostalgia.
Sembra ieri ma non lo è.

Oggi ci sono persone nate 20 anni fa che stanno vivendo oggi quello che io e i miei amici vivevamo 20 anni fa eppure mentre qualcosa è cambiato in me, altre cose sono rimaste esattamente uguali. E non capisco se per essere sano devo attaccarmi alle cose uguali o alle cose cambiate.

Uno diventa adulto quando finalmente cambia?
O quando accetta che un ventenne interiore gli continui a rompere il cazzo e a pressarlo con le sue stupide illusioni adolescenziali mentre la maggior parte dei suoi coetanei sono in giacca e cravatta a pensare al mutuo?
O forse quando l’adolescente trova un accordo con l’uomo brizzolato dalla calvizie incipiente e però coi jeans strappati e la collanina perché è il primo giugno e quindi cominciano le vacanze estive e ciao ciao professori ci vediamo a settembre?

Voi fate come ve pare, noi non abbiamo tempo per ‘ste pippe mentali e dobbiamo usare questo paio d’ore rimaste per preparare l’intervista a Mao: un vecchio amico che conoscerò con vent’anni di ritardo.

Grazie all’adolescente interiore che non si è mai arreso alla giacca e alla cravatta.

Buona giornata a chi bon deghe deghe deghe bon deghe bon.

Walt Disney, gli Aittoatti.

1 Giu

– Papà, Aittoatti.

Lì per lì non ho capito ma vedendo il bambino col libretto versione Bignami degli Aristogatti tutto si fa più chiaro. Quindi certo amore, ti leggo gli Aittoatti. Anzi te li racconto.

Madame Adelaide, vecchia borghese ricchissima viveva con la bella gatta Duchesse e i suoi cuccioli. C’era pure un topo in casa, er Groviera, perché i francesi so’ zozzi pure da ricchi. E insomma questi gatti erano curati e pasciuti più di tutti i bambini delle banlieues messi insieme ed erano felicissimi finché un giorno arriva l’avvocato amico della sora Adelaide, uno di quegli illustri dinosauri con lo studio nella super villa sorvegliata da telecamere e pitbull con licenza di uccidere mentre i neolaureati lavano i piatti nei ristoranti, perché la signora vuole fare testamento. Edgar, il viscido maggiordomo che per una vita era stato al servizio della megera (nel quartiere si dice che fosse anche costretto a fare cose di tipo sessuale ma sono solo voci) ausculta la discussione tra i due convinto di sentire il suo nome come unico erede visto che Madame è sola al mondo e invece quella grandissima stronza decide di lasciare tutte le sue ricchezze ai gatti. Ai gatti, capito? La gente muore di fame e quella vecchia troia borghese lascia tutte le ricchezze ai gatti. Non ad enti benefici o al poro Edgar che sarà pure viscido ma è sempre un onesto lavoratore, magari con la clausola che si prendesse cura dei gatti, no, lei lascia TUTTO ai gatti fino alla loro morte e POI a Edgar. Allora Edgar sbrocca ma invece di affogare i felini nella vascadabbagno come avrebbe fatto qualunque persona sana di mente li addormenta e li abbandona in campagna. Lì conoscono Romeo, gattone romano (che in realtà era irlandese e infatti è roscio ma vabbè) super fricchettone che li porta nella Parigi vera, quella della monnezza per la strada, della puzza di piscio e dei concertini illegali nelle soffitte. La bella Duchessa è molto attratta da questo lato hardcore della città e dalla rozzezza di Romeo ma alla fine il richiamo della classe sociale ha la meglio e così rifiuta il miglior amplesso della sua vita per tornare alla toletta quotidiana e alla morbida moquette della villa di Madame Adelaide. Romeo è deluso e arrapato ma da bravo uomo libero col cuore d’oro riaccompagna gli aristogatti alla magione. Quando Edgar li vede non ci vuole credere ma invece di prenderli e affogarli finalmente nella vascadabbagno come a questo punto avrebbe fatto pure Madre Teresa, li mette in un sacco e chiama DHL per spedirli a Timbuctù, che gli costerà pure una fortuna, ma er Groviera corre a chiamare Romeo il quale pensa che magari se salva Duchessa poi almeno una pippa ce la svolta e insieme a tutta la banda di randagi libera i felini e spedisce il maggiordomo in Africa. A quel punto Romeo entra ufficialmente nella Parigi-bene, mettendosi pure un ridicolo papillon da gatto bo bo, facendo un pernacchione a tutti quei bei discorsi da giovane con gli amici mentre si passavano gli spinelli e parlavano di lotta di classe. Il testamento viene modificato e tutte le ricchezze vengono devolute, non più ingiustamente ai gatti ricchi della signora ma a tutti i gatti randagi del quartiere, in barba ai bambini senza scarpe coi piedi neri che venivano ad elemosinare briciole ogni mattina. Madame Adelaide firma il testamento, fa il gesto dell’ombrello verso le banlieues e finalmente tira le cuoia e va all’inferno.

Amore perché piangi?