Archive | settembre, 2014

Di Acronimi, Articoli e Calcinculi.

30 Set

Si parla dell’articolo 18 da più di dieci anni.

Ieri anche il PD (acronimo della nota bestemmia, nonché partito sedicente di sinistra, moderato, che uno a un certo punto si domanda: “ma a che serve un partito moderato?”) si è stretto intorno al Premier, purtroppo senza stritolarlo, appoggiando il Jobs Act, che già solo per aver scelto un nome inglese, gli andrebbe lanciato in testa.

Ma criticare chi fa le cose è un esercizio troppo facile, e in Italia siamo fortissimi in questo. Quindi ognuno faccia il proprio lavoro (chi ce l’ha, ovviamente) e aspettiamo di vedere cosa succede.

12 anni fa per salvare l’articolo 18 scesero in piazza tre milioni e mezzo di persone, oggi la gente scende in piazza solo per tirare i sassi agli immigrati, fare la fila per il nuovo telefonino o salutare il Papa.

Forse davvero questo articolo 18 è il grande problema della stasi del paese, non ne ho idea e anzi spero proprio che sia così. Toglietelo. Fate quello che volete, tanto peggio dei CoCoCo, CoCoPro, dell’Interinale, dell’inter anale, del “a progetto”, del “A gratis”, del “tempo determinato”, dell’apprendistato senza obbligo di assunzione, dello “schiavismo che però intanto impari il mestiere e ti fai conoscere”, non potete fare.

Quindi niente, fate tutto quello che dovete fare per farci tornare un paese normale. E se ci riuscite sarò il primo a venirvi ad abbracciare e chiedere scusa per la mia malafede.

Ma se è l’ennesima presa in giro, calci in culo.
Tanti calci in culo.
Vagonate di calci in culo a chi non conosce la realtà che tenta di governare, perché non ha mai lavorato in vita sua e a fine mese non deve scegliere tra pannolini e merendine.

Ma tanto è tutta colpa degli immigrati.

Buona giornata a chi più che un articolo, vorrebbe mantenere lo stipendio.

Italy in a Day – Day after

29 Set

Ieri ho visto finalmente Italy in a day, visibile in streaming (fino a sabato) su questo link:
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#v=421136&vd=2014-09-27&vc=3

Avevo sentito pareri discordanti, da “è un capolavoro” a “è una palla abissale” a “è angosciante perché stanno tutti male”. A me è piaciuto, e pure tanto. (E non solo perché sono stato selezionato tra 45000 video e praticamente la nostra scenetta chiude il film. Davvero. Cioè ovviamente sono strafelice di ciò, ma guardando il film mi ero completamente “scordato di me” e anzi quando sono apparso m’ha fatto pure strano, mi ha distratto. Anche se poi la scenetta è geniale e meriterebbe l’Oscar)

E’ un esperimento perfettamente riuscito, nonostante le critiche che ho letto, ma tanto non do mai retta a chi già dalla presentazione dice di essere un “critico”. Uno squarcio nella realtà italiana, chiaramente non esaustivo, ma di chi ha voluto partecipare. D’altronde è sempre così. E’ come chi non va a votare e poi si ritrova rappresentato da genteccia: “libertà è partecipazione”, diceva qualcuno. O almeno lanciate qualche molotov. Ma sto andando Fuori Tema.

Raccogliere, selezionare e soprattutto montare tutte quelle immagini, costruendo un filo che non è fatto di sceneggiatura, ma di emozioni, di contrasti, di rimandi, dev’essere stato un lavoro difficilissimo.

Ho visto gente che si è messa in gioco, che ha avuto idee originali, che ha voluto stupire, o raccontare la propria disperazione, o i propri sogni o il proprio amore per pane e mortadella; il disoccupato perché ha denunciato il pizzo, l’emigrante che tranquillizza la mamma al telefono, l’innamorato malinconico, le lacrime di gioia per una nascita, le lacrime che mi sono uscite da sole per la dolcezza di una vecchietta senza memoria, i sorrisi dei tanti bambini presenti nel film, il riconoscersi in un sacco di situazioni, passate presenti e future.

E’ chiaro che non c’è tutto l’Italia, è chiaro che davanti ad una telecamera in qualche modo si recita ed è chiaro che attraverso il montaggio si manipola il risultato.

E il risultato secondo me è un’opera completamente originale, curiosa e soprattutto emozionante, che cerca e riesce ad avvicinare un po’ di più tra loro gli strani abitanti di questo strano paese.

Consiglio a tutti di vederlo e poi magari facciamo un bel dibattito.

Friday Spam – Articolo dice

26 Set

IMG_9277.JPG

Ricordiamoci che è venerdi,
Ricordiamoci che esce Fuori Tema,
Ma soprattutto ricordiamoci quello che è successo nel passato,
Per non ripetere gli errori.

Un amarcord, anzi un amaro, perché stiamo alla frutta.

http://www.eunews.it/2014/09/26/articolo-dice/22167

Italy in a Day

23 Set

Oggi chi è in Italia deve andare al cinema.

Il 26 ottobre scorso alcune migliaia di italiani hanno partecipato a Italy in a day, il primo social film tutto italiano, inviando un loro video girato in quel giorno, che raccontasse qualcosa, che fosse emozionante, che fosse rappresentativo.

Sono stati spediti 45.000 video e Gabriele Salvatores ne ha selezionati 632, ovviamente con dei collaboratori, sennò mo’ stava in manicomio.

Qualcuno può dire che è la morte del cinema, che è una sorta di reality fatto da esaltati, che Salvatores non ha dovuto fare niente e mette il nome su una cosa fatta da altri.

Io credo che montare 632 videi dandogli un senso perché abbiano una sorta di storia sia stato un lavoro massacrante. E immagino che chi ha partecipato non l’abbia fatto per la gloria ma per partecipare a qualcosa che fosse nazionale, collettivo, che raccontasse un po’ la gente di questo paese ormai allo sbando, che manda i suoi migliori esemplari all’estero (precisamente a Bruxelles, zona Flagey) e che si sente unito solo nell’orrore delle cronache e nelle incazzature con quella buffonata che chiamano politica.

Qualcosa di creativo, artistico, toccante, divertente, per ricordarci che non siamo solo quelle facce da cazzo che si vedono in TV.

Quindi chiedo, a voi che coraggiosamente siete rimasti in Italia, di andare al cinema stasera, e godervi il film con tutti gli sconosciuti della sala, per sentirvi un po’ più italiani e dare soddisfazione a chi si è messo in gioco.

E quando nella scena appariremo io (coi baffi, che in quel periodo m’era presa radicalscìc) e la mi’ regazza, alzatevi applaudendo e gridando “Oh ma quello è CesKoZ, lo sapevo che prima o poi finiva sul grande schermo”!, prima che finiscano i 20 secondi della clip.

Buona giornata a chi ha selezionato 45.000 video e a chi vorrebbe tornare ad essere contento di essere italiano.

Mater Asso

22 Set

Scegliere il materasso è una delle prove più difficili nell’esistenza di un essere umano.

Dev’essere comodo, non troppo morbido né troppo duro, non deve farti sudare, deve traspirare, non si deve deformare. Ci sono decine di combinazioni e possibilità e la cosa buona è che si possono provare.

Il negozio di materassi è un posto assurdo dove la gente non fa altro che sdraiarsi sui vari letti, cambiare posizione e fare tutte le prove possibili.

C’è quello che dorme nudo, quello che fa saltare il figlioletto per testare la resistenza, quello che si porta il vassoio con la colazione, quello che arriva con una valigia di banconote per vedere se riesce a nasconderle sotto al materasso, la coppia che interpreta le varie posizioni del kamasutra…

Lattice, lattice naturale, molle, memory, gommapiuma, schiuma, cotone, poliestere, poliuretano, minoreitano espanso, panna montata, sabbia, pelle umana… I materiali sono infiniti.

Alla fine tanto vince sempre il venditore.

Finito il trasloco uno pensa che il grosso sia finito, e si ritrova a dormire e mangiare sugli scatoloni.

Se potessi tornare indietro (di 11 anni), non credo che lascerei casa di mamma e papà.

Friday Spam – Coi piedi per terra

19 Set

Ci sono luoghi che si vorrebbero tenere segreti e viaggi che si vorrebbero fare da soli.

Poi però ripensi a “intu de uaild”, ti gratti i coglioni e ti chiedi se non sia meglio condividere, soprattutto in un periodo in cui condividiamo le cose più intime con perfetti sconosciuti attraverso i socials o le riunioni dei tossicodipendenti anonimi.

Questa volta Fuori Tema fa un esperimento New Age, e se funziona poi ci scrivo un libro e faccio una paccata di soldi.

Buon uichénd a chi sta coi piedi per terra solo per colpa della forza di gravità (cit).

http://www.eunews.it/2014/09/19/coi-piedi-per-terra/21800

Ascrivente

18 Set

Quando non scrivo è perché sto lavorando troppo. O perché a lavoro non c’è niente d fare e quindi voglio stare a pall’all’aria. O perché non ho niente da scrivere. O perché sto progettando la cosa da scrivere più geniale della storia del mondo. O perché non me va. O per far parlare della mia assenza. O perché ogni tanto scopro che c’è un mondo, fuori da internet.

Buona giornata a chi butta là un post senza chiedersi che cosa sta facendo esattamente.