Archivio | marzo, 2018

Un po’ di musica

12 Mar

Una parte di me vorrebbe tornare indietro
a quando c’erano i capelli
e tutto era più leggero
tranne la musica.

Una parte di me vorrebbe saltare in avanti
a quando il mondo avrà deciso
se divorare sé stesso
o cambiare la musica.

Ogni parte di me spinge o tira
in direzioni differenti
mentre seduto in poltrona
metto un po’ di musica.

(tratto da “Poesie improvvisate”, edizioni mentali, 2018)

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Alle donne

8 Mar

A Natale c’è “Una Poltrona Per Due”,
l’otto marzo c’è “Alle Donne”.

Alle Donne (light remix)

Auguri alla prima donna che ho incontrato, quella che mi ha dato la vita.
E all’ultima, quella con la quale questa vita la voglio dividere.

Auguri a quelle che ho conosciuto, che conoscerò e che ho dimenticato.
Auguri a quelle che mi hanno voluto bene e anche a quelle che non mi hanno voluto, che non sanno cosa si sono perse.

Auguri alle amiche, alle parenti, alle conoscenti, alle vicine e alle colleghe.
Auguri alle nonne, alle mamme, alle figlie.

Auguri alle stronze, a quelle col cuore spezzato, alle incredibili romantiche, a quelle che amano divertirsi senza paura di esser chiamate zoccole, a quelle che sognano il matrimonio, a quelle che sposano un vecchio pieno di soldi, a quelle che sono fedeli al proprio uomo, a quelle che tradiscono senza problemi, a quelle che scelgono sempre l’uomo sbagliato.

Auguri alle donne che amano le donne.

Auguri alle donne che usano il proprio corpo per fare successo, a quelle che lottano affinché il corpo di una donna non sia considerato merce, a quelle che odiano i maschi perché nessuno se le scopa, a quelle che non si piacciono anche se non ce n’è motivo.

Auguri alle donne che non hanno tempo di pensare ad una gravidanza perchè sennò devono saltare la palestra, a quelle che dedicano la propria vita alla famiglia, a quelle che hanno una propria vita, una propria famiglia e vanno pure in palestra.

Auguri alle donne che sanno di essere belle, a quelle che lo sono ma non lo sanno e a quelle che credono di esserlo ma non lo sono. Auguri alle donne che se ne fregano di come sono e riescono ad essere molto più piacevoli di tante altre.

Auguri alle strafiche.
Auguri ai catamarani.

Auguri alle donne che vogliono fare gli uomini, a quelle che li detestano, a quelle che non riescono a farne a meno, a quelle che si sentono superiori, a quelle che si sentono inferiori, a quelle che si sentono uguali, a quelle che si sentono diverse.

Auguri alle donne che hanno cambiato la storia del mondo, che ci hanno fatto sognare, che ci hanno fatto innamorare. A quelle che restano sempre nell’ombra, a quelle che si espongono in prima linea, a quelle che fanno la differenza, a quelle che sono morte per farla.

Auguri a quelle che se la tirano e a quelle che la danno.

Auguri alle donne intellettuali, a quelle simpatiche, a quelle sensuali, a quelle alla moda, a quelle alla moda alternativa che è sempre moda ma non è percepita come tale, a quelle femminili, alle “maschiacce”, a quelle sempre in tiro, a quelle sempre in tuta.

Auguri alle donne che sanno far ridere, che sanno eccitare, che sanno far riflettere e sanno cucinare.

Auguri alle cretine, a quelle che fanno finta di essere cretine, a quelle che non sanno neanche fare il caffè.

Auguri alle shampiste, alle professioniste, alle suore e alle mignotte.

Auguri alle donne che non possono denunciare un marito o un padre brutale, a quelle che subiscono molestie sul lavoro, a quelle che non potranno mai più dimenticare una violenza.

Auguri alle donne che sopportano, che rispondono, che reagiscono.
Auguri a quelle che non ci riescono.

Auguri alle donne che vengono vendute, comprate, maltrattate, uccise e mutilate.
Auguri alle donne lapidate, incarcerate, schiavizzate ed umiliate.

Auguri alle donne vittime di una cultura che va avanti da millenni, che crea una giornata mondiale per far guadagnare i fiorai, le pizzerie e i locali di strip maschili. Auguri alle donne di tutto il mondo che di una giornata come questa non se ne fanno un cazzo.

Auguri a tutte le donne che non credono in questa festa, perchè le battaglie per i diritti si combattono giorno per giorno, non una volta l’anno.
Ma che comunque se ricevono un mazzetto di mimosa sono contente e ti sorridono.

Perchè sono donne.
E sono la cosa più bella che esista a questo mondo.

CesKoZ recita la Divina Commedia

7 Mar

In questa cupa stagione di superficialità ed ignoranza ostentata spetta agli artisti riportare la cultura alla sua centralità ed importanza nella società.

Purtroppo tutti gli artisti erano impegnati e allora m’hanno chiamato a me che non c’avevo niente da fa’.

Esternazione Reale

1 Mar

Non è importante scrivere, disegnare o comporre: l’importante è tirar fuori. Un disegno può essere il capitolo di una canzone scolpita in una fotografia dipinta danzando. La sostanza cerca di assumere una forma o forse la forma sta in forma perché ha assunto una sostanza. Quindi ora la sostanza ha un lavoro ed un salario, che sembra qualcosa col sale invece spesso è molto sciapo.
Sciapó, tuscé, selavì.

Tirar fuori non significa razionalizzare anzi significa il contrario e cioè erazzilanoizar che in una lingua inventata potrebbe voler dire “tutto” e “niente”. La stessa parola per due concetti così contrastanti creerebbe confusione ed è per questo che quella lingua è morta prima di nascere rimanendo inventata, una condizione talmente perfetta da non poter essere reale.

Ciò che è reale appartiene al re, ma la realtà è di tutti. Per questo dobbiamo sovvertire il re, non ne abbiamo bisogno. In realtà non abbiamo bisogno del reale, né del reame. Il mondo è il nostro reame reale e si fotta il re e tutta la sua corte. Le bugie hanno le gambe a corte: ti convincono che ti serve un re e invece sei tu che servi lui. Ma a lui non servi, a lui non serve niente perché ha tutto. Dobbiamo riprendercelo.

Dobbiamo riprenderci tutto.
Dobbiamo riprenderci tutti.
Tiriamo fuori sostanze in varie forme.
Formiamo varie sostanze.
E si fotta la Sua volontà.