Archive | ottobre, 2016

Ricettivismo (titolo insensato)

31 Ott

Raccogli la tristezza a mani nude
mettila in una bacinella e ricoprila di coriandoli
aggiungi una manciata di entusiasmo
e un pizzico di malinconia.

Lasciala riposare sotto cassa per un paio d’ore
alternando pianoforte ambientale
a quattro quarti elettronici
più un pezzo punk a scelta.

Prendi il coraggio a quattro mani
che chi fa da sé fa per tre
quindi ti restano ancora due mani libere
con le quali applaudirti.

Scegli il senso giusto per cercare la felicità
(ne hai cinque a disposizione più altri infiniti)
e quando la trovi vedi di esserne felice
altrimenti hai perso tempo ed energie.

Riprendi la bacinella e agita tutto a 160 bpm
versa in un bicchiere d’acqua fresca
e mentre bevi pensa che la vita è bella
anche se non ci hai mai capito un cazzo.

Il linguaggio universale

26 Ott

Nella stanza dormono tutti, dalla tenda tirata entra poca luce. L’aria è appesantita dai fiati e dai peti di tutti quei corpi che russano. C’è della musica classica in sottofondo, concilia il sonno.

Lui adesso è sveglio.

Si guarda intorno nella penombra e per un attimo non riconosce dove si trova. Gli viene in mente casa sua e avrebbe voglia di gridare o di piangere ma si accorge che è sveglia anche lei.

Lei sta leggendo un libro e ascolta la musica classica vicino alle casse. Alza lo sguardo dal libro, incrocia lo sguardo di lui, nasconde il sorriso dietro la copertina ma gli occhi non possono mentire. Sorride anche lui, in quel modo irresistibile.

Lei torna a leggere ma con la coda dell’occhio lo controlla. Lui rimane un po’ imbambolato, sbadiglia e poi si alza. Si fa strada barcollando tra i materassi, le coperte, le gambe e le braccia disordinate sul pavimento, fino a raggiungerla.

Si siede accanto a lei non smettendo di sorridere e inizia a parlare.

Le racconta quello che ha fatto prima di arrivare in quel posto e quello che farà quando ne sarà uscito. Le racconta le cose che ha visto, forse inventando qualcosa, forse raccontando semplicemente quello che ha immaginato. Lei lo ascolta rapita e poi è il suo turno. Gli parla della sua famiglia, della sua casa, del suo gatto. Poi inventa qualcosa anche lei, o comunque tinge la realtà di “più bello”, come solo loro sanno fare.

Qualcuno da dietro la porta li sta osservando. Aveva sentito dei rumori e pensava di dover intervenire ma non ha il coraggio di alterare quella situazione di calore umano così spontaneo e puro.

Forse il vero amore, forse la vera umanità.

Passano venti minuti così, sospesi nel tempo e nello spazio delle storie che si stanno raccontando nel linguaggio universale. Il più primitivo e al tempo stesso il più divino.

Pian piano si svegliano anche gli altri e a quel punto la donna entra nella stanza senza fare caso a quell’odore forte, ormai ci è abituata. Apre la finestra per far entrare un po’ di luce e un po’ d’aria. E’ tutto uno sbadiglio e uno stiracchiamento. Lui e lei si lanciano uno sguardo d’intesa e poi corrono alle seggiole intorno al tavolo per fare merenda. Oggi la maestra ha preparato una macedonia.

La storia è vagamente romanzata, lei è bionda e ha due anni, lui ha diciannove mesi ed è mio figlio.

Tuttibbravi

25 Ott

Si si tutti bravi e allora fateli venire vicino casa vostra 11 donne e 8 bambini è facile parlare e additare gli altri poi però chi è chiama l’amministratore perché dal terzo piano c’è sempre puzza di curry e poi dai se uno crede in Allah non dico che è un terrorista però in fondo in fondo ai suoi occhi siamo tutti infedeli e in effetti co ste donne che vanno co ste minigonne che non dico che la violenza è giusta però un po’ se le cercano anche perché magari poi restano pure incinta e l’azienda poi è costretta ad assumere qualcun altro magari solo come sostituzione maternità e però poi tutti a dire ecco vedi assumono solo a progetto ho capito ma se sei a tempo indeterminato resti incinta mica è colpa mia che poi pensano che basta andare in clinica e paf ti guariscono dalla gravidanza invece per fortuna ci sono ancora medici illuminati dalla luce del signore che ormai con tutti sti froci in giro non si può mai stare tranquilli.

No niente, scusate è solo che ogni tanto essere emigrato non mi dispiace affatto.

Da solo a gridare (titolo strappacore)

24 Ott

Viviamo in una società perfetta dove siamo liberi di dire quello che vogliamo basta che coi pochi soldi dello stipendio ci facciamo sciopping.

Facciamo lavori alienanti e mal retribuiti per comprare le cose che vanno di moda chiamandole coi nomi delle aziende che le smerciano e non “scarpe” o “giacca” che abbiamo già a decine.

Condividiamo i nostri acquisti, ne parliamo perché sono belli e ci fanno sentire meglio anche se i nostri già miseri stipendi si dimezzano mentre quelli delle solite aziende crescono a dismisura.

Ma comunque stiamo meglio dei poracci che quelle cose le hanno prodotte in condizioni disumane e non possono neanche farsi un selfie.

Il sistema sembra ancora funzionare all’interno della nostra società, ma i casini che fa all’esterno stanno diventando sempre più ingombranti.

Poi torna l’inverno e uno vuole sfruttare la libertà di cui gode provando a guardare chi siamo in maniera distaccata e gridarlo a tutti.

Solo che guardare fa male perché ti accorgi che tutti vedono ma preferiscono fare sciopping.

Ti troveresti da solo a gridare agli altri quattro stronzi come te.

Ma che almeno ti fanno sentire meno solo e pensare che qualcosa da salvare ancora c’è.

Il lunedì è sempre più tosto.

Buona settimana a chi per tirarsi un po’ su si appende al soffitto per i piercing ai capezzoli.

TrrriP la uèb serie – Didattica (s02e01)

21 Ott

Nessuno ne sentiva la mancanza eppure la uèb serie meno seguita del paese ha deciso di tornare, insieme all’amico immaginario, senza vergogna alcuna.

Colpi di scena, effetti speciali ed una sceneggiatura studiata nei minimi dettagli per una nuova puntata mozza fiato che vi lascerà di stucco a chiedervi perché minchia ci cascate sempre e spingete plei?

Genitori e figli

19 Ott

Provo pena per quei genitori che dalla nascita del figlio annullano se stessi e iniziano a vivere solo per lui.

Bisogna mantenere salda la propria identità porca puzzetta! Non ci si può fare la bua da soli così, i nostri sogni sono la nostra pappa spirituale, non possiamo permetterci di fare bubù settete col destino ma soprattutto chi è questo bambino che arriva dal nulla e pretende di avere tutte le attenzioni? Eh? Chi è? E ghi è? Guesdo bimbobimbobellobello ghi eeee!? Pernacchia sulla panciotta eh? EEEH? PRRR!!! ahahahaha gugugugu…

Buona giornata a chi si perde nel sorriso di un bambino ed è felice di farlo.

PieSse:
Che non significa smettere di perdersi nelle chiappe attillate, sia chiaro.

Lux again

18 Ott

Pensi che sia solo per una volta, al massimo due. Pensi di poter controllare la situazione. Sei convinto di essere tu al comando. Dici questa volta poi basta, davvero.

E invece per qualche cazzo di motivo ti ritrovi di nuovo a Lussemburgo.

Partenza all’alba, mezz’ora per selezionare i CD da portare in viaggio: da riflessione, da paesaggio, da piede a tavoletta, da cantare a squarciagola… Poi scopro che l’auto a noleggio ha la radio che legge solo blutut e USB.

Maledetta modernità superficiale ed effimera che hai trasformato i cari vecchi album in contenitori di due hit e una decina di canzoni dimmerda.

Menomale che ci sono spotifai e il roaming aziendale: il tempo passato a creare ed ampliare perpetuamente le pleilist sta dando i suoi frutti.

Buona giornata a chi si sente vecchio e a chi preferisce sentirsi la musica.