Archive | luglio, 2016

Un giorno (unconsciousness summer break)

16 Lug

Un giorno mi spiegate che c’è di bello nelle foto a 360 gradi, nella realtà aumentata, nei talent show, nel guardare gente antipatica su uno schermo, nel possedere l’ultimo costosissimo modello di qualcosa, nell’acquistare dieci vestiti a quindici euro, nel dire che i musulmani devono sfilare contro il terrorismo, nell’appoggiare guerre lontane ma rimbalzare le conseguenze, nel riempirsi la bocca e le dita di jesuis prayfor e continuare a fare e dire le stesse identiche cose di sempre, nel lamentarsi senza cambiare niente, nell’accusare sempre qualcun altro sapendo che siamo tutti colpevoli e quindi diventando ancora più violenti nel cercare un capro espiatorio da massacrare?

Un giorno mi spiegate perché è così facile guardare il più lontano possibile da noi stessi e prendercela con chi è completamente diverso quando il colpevole ce l’abbiamo a portata di specchio e basterebbe guardarsi negli occhi e ragionare per provare a cambiare qualcosa?

Un giorno mi spiegate che c’entrano le foto a 360 gradi con il resto del discorso? Forse voleva essere un pippone a 360 gradi? E allora i talent show? E la questione ambientale e l’etica animalista che non sono state affrontate?

Un giorno mi spiegherete tutto questo, adesso però scusate ma non me frega un cazzo perché sto partendo per le vacanze con le persone che amo e l’unica cosa che conta sarà guardare lo specchio con riflesso un colpevole sempre più abbronzato, qualche culo sulla spiaggia, e dimenticare chi soffre e chi muore a causa nostra, più di quanto facciamo ogni giorno.

Buone vacanze inconsapevoli a base di sudoku go.

Stateve Zitti

15 Lug

Posso riuscirci
Non sono obbligato.
Feisbuc non è un quotidiano onlain.
Non sono un giornalista.
Non sono un analista politico.
Non serve che commento.
I fatti purtroppo parlano da soli.
Le cazzate le lascio dire ai politici.
E alla gran parte dei giornalisti.
E a feisbuc che dopo ogni tragedia è quasi più inguardabile della tragedia stessa.

Dovreste ripetervi questo mantra quando succede qualcosa di brutto che non sia nella vostra sfera privata.

Dice ma allora cancellati.
Eh ma poi non te invitano più alle feste.
Odio tutti.
Buongiorno.

Ci poteva essere chiunque di noi.
Sappiamo anche che niente succede a caso.
Stateve zitti vi prego.

#prayforStateveZitti

Un senso

14 Lug

Tutti i lavoratori sono in fermento per l’avvicinarsi delle vacanze.

Ne parlano tutti, chi parte domani chi parte tra un mese, come se finalmente fosse arrivato il momento in cui la vita acquista un senso.

Le offerte al supermercato, lo shopping online, la finale di X-factor, la brexit, il vernissage, le scadenze, la collezione autunno-inverno, il capoufficio, la collega bona del terzo piano svaniscono nel nulla.

In sostanza mi sono reso conto che il senso della vita moderna occidentale e consumista è relegato a queste due settimane in cui l’importante è stare con chi ami avendo un paio di infradito, un mini costume, qualche buon libro e l’antizanzare. E se il telefono non prende non ce ne frega un cazzo.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel resto dell’anno.

Seven

11 Lug

A Giovanna Pancheri, SkyTg24, (non più) Bruxelles.

Ogni sette anni si dice che cambi il ciclo della vita di un essere umano.
Tipo quando entri nel livello successivo di Super Mario (l’unico videogioco che conosco).
La famosa crisi matrimoniale del settimo anno deriva da questo.
Che magari una mattina ti svegli e tu’ moje te pare una cozza perché hai cambiato ciclo.

Cambiare ciclo fa bene, è un po’ come quando il serpente cambia pelle.
E’ sempre lo stesso orrido rettile strisciante e magari velenoso, però con la pelle nuova.
Diciamo che è un po’ come comprarsi un nuovo giubbotto di pelle.
Anzi no, non c’entra un cazzo.

Sette è uno di quei numeri ricorrenti nella storia dell’umanità, tipo i vizi capitali, i re di Roma, i nani, i samurai, i magnifici, gli anni in Tibet, le spose per i fratelli, il film di Fincher…
Riflettendoci meglio è un numero ricorrente soprattutto nel cinema.
E un motivo c’è, visto che il film più importante è quello della nostra vita.

Da dopo l’estate saranno sette anni che ho lasciato Roma per vivere a Bruxelles.
Quindi nel ciclo settennale anagrafico si è intersecato il ciclo settennale geografico.
Sono cambiate tante cose e tante case, in bene o in meglio, che nell’andare avanti non c’è posto per il peggio.
Gli enta si sono avvicinati agli anta, ho trovato l’amore, ho smesso di fumare, mi sono ritrovato un bambino che corre per casa strillando e ridendo come un matto, mi hanno tolto la giornalista bionda.

Ecco, nei sette anni geografici la giornalista bionda è stata l’unica costante in una mare di variabili.
Ora se n’è andata a New York (e non ho capito perché non m’ha portato con sé).
Con il nuovo collega ovviamente va benissimo ma insomma, come dire, non è bionda.
Inizia così il nuovo ciclo, con meno bionditudine.

Cosa altro succederà?
Verranno prese decisioni irrevocabili?
Fattori esterni o interni potrebbero intervenire a sconvolgere un microcosmo?
Il nuovo collega si tingerà i capelli?

Lo scopriremo dopo l’estate o solo vivendo (cit) o alla fine del prossimo ciclo settennale o in un giorno a casaccio che potrebbe essere quello in cui la tua vita prende una svolta inaspettata.
Tipo domani.
Anzi no, era ieri, mi dispiace.
La Luna consiglia: riposo, riposo, riposo.

Primo luglio

1 Lug
Anche quest’anno è tornato luglio.

Fino a vent’anni è il momento più bello dell’anno, quando non hai nessun pensiero se non quello di divertirti più che puoi, in maniera consona a seconda dell’età.

Può essere passare una settimana coi nonni, viziato e pasciuto dai personaggi più belli della tua vita, quelli che ti amano senza riserve educative, quelli con cui tutto è gioco e che saranno per sempre uno di quei ricordi che fanno uscire insieme un sorriso e una lacrima. Può essere una vacanza con mamma e papà (o mamma e mamma o papà e papà o mamma e basta o papà e la sua nuova amica insomma dai non si può stare sempre attenti al politically correct, non rompete il cazzo) in paesi lontani o alla casa al mare, in posti in cui cominci a scoprire che esistono persone diverse dalla tua cerchia e che il mondo, anche se per ora è solo Santa Marinella, è un posto che riserva infinite sorprese. E che mamma è papà in vacanza sono una bellissima coppia. Può essere il primo viaggio da solo con i tuoi amici, il viaggio più bello della tua vita, il viaggio della formazione e della deformazione, quello in cui se tutto va bene avrai ballato, avrai scopato, ti sarai devastato e avrai riso fino a sentirti male, come non succederà mai più in tutta la vita.

Poi con gli anni succede qualcosa per cui l’estate non è più una meravigliosa stagione unica. L’estate diventa andare a lavorare col caldo, litigare per l’aria condizionata e sudare come un licantropo in sauna, concordare le ferie coi colleghi e col capo, trovare un posto bello che non costi troppo, riuscire a prenotare tutto in tempo, organizzare i bagagli. L’estate diventa due o tre settimane, spesso ad agosto insieme al resto del mondo, magari costretti a Santa Marinella perché non ti puoi permettere di più.

Ma quelle due o tre settimane, ovunque tu sia, che tu sia nonno, padre, bambino, leone o gazzella saranno quelle in cui lascerai la parte pesante del cervello nella ventiquattrore di pelle (comprata apposta) e il tuo unico cruccio sarà infilare le infradito, riempire gli occhi di bellezza (leggi: paesaggi, tramonti e chiappe) e stare più tempo possibile con le persone che ami, senza dover rendere conto a nessuno.

Passano gli anni e l’estate continua ad essere la stagione grazie alla quale riusciamo a superare i momenti gelidi e bui, quando pensi che hai sbagliato tutto, che è tutto sbagliato e che il mondo ti sta crollando su un callo… sai che basta un tuffo nel mare per tornare leggero.

Allora aspetti e ogni anno ritorna e porterà nuovi ricordi.

Anche di chiappe.