Archivio | agosto, 2018

Finesettimana di Finestate

31 Ago

Ultimo giorno della settimana dell’ultimo giorno di agosto, più in bilico di così…

Uno è contento che domani è sabato ma è anche il primo settembre quindi inizia l’anno nuovo con tutto ciò che comporta.
L’estate è solo un breve sogno sudato e bagnato, come cantava quel tipo sotto la doccia che mi assomigliava tantissimo anzi mi sa che ero io che sotto la doccia scrivo canzoni bellissime ma i fogli sono tutti zuppi e alla fine non si legge più un cazzo.

L’anno nuovo porta confusione.
Confusione e buoni propositi.
Tipo andare in palestra, imparare qualcosa di nuovo e cercare di rendere questo mondo un posto migliore.

Ricordiamoci che uno Stato amico non è mai esistito, in nessun momento storico, a nessuna latitudine: sono gli esseri umani che versano il sangue e il sudore per fare la Storia.
Cioè noi.

Non aspettiamo aiuti dal cielo che tanto se pure Vostro Signore (o gli altri Signori Strani) esiste, si fa i cazzi suoi dai tempi della prima ameba nell’eden. E non aspettiamo aiuti dai Palazzi che quelli sono chiusi ai cittadini, sia delle città che del mondo.

Siamo soli, come cantava quell’altro tipo che scriveva canzoni meravigliose e mo’ le scrive così così ma però vende sempre una cifra.
Siamo soli ma siamo tanti e se stiamo insieme siamo meno soli e possiamo fare un sacco di cose belle.

Tipo rendere questo mondo un posto migliore a cominciare da noi stessi.

Che è una frase di una banalità quasi dolorosa ma spiegare questo concetto con altre parole si rischia che poi la gente non lo capisce e fa le cose brutte.
Raddrizziamo le storture, che ce ne sono tante e siamo tutti riposati e più belli abbronzati.

Facciamo che quest’anno sia l’anno della bellezza.

(ma non in senso di tette e culi)
(cioè anche, ci mancherebbe… vabbè se semo capiti no?)

Buona finestate a tutti quelli che hanno votato male ma mo’ hanno capito.

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Summertime Collage

30 Ago

L’estate sta finendo e un anno se ne va e come l’anno scorso, sul mare col pattino a fare il bagno al largo per vedere da lontano gli ombrelloni e quando esci dall’acqua e ti vieni a sdraiare vicino a me, abbronzatissima, sei diventata nera come il carbòn. Un tuffo dove l’acqua è più blu, niente di più… e ci ritroviamo in alto mare.

Voglio andare al mare perché mi han detto che là si che ci si diverte, io vado al mare voi che fate?… Una giornata al mare ma che son venuto a fare se non ci sei tu? Faccio a schiaffi con le onde e con il vento, onda su onda, un’altra vela va fino a che non scompare, com’è profondo il mare.

E la chiamano estate, questa estate senza te, un’estate fa non c’eri che tu, cercavo un mare calmo e ho trovato te, sei dentro di me come l’alta marea.

Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero: tutti al mare a mostra’ le chiappe chiare!

(tratto da “Under the ombrellone”, edizioni mentali 2018)

Sensazioni a freddo sull’Italia al caldo

5 Ago

Rientro in Italia solo in vacanza.

Sensazioni a freddo sul paese, anche se con quaranta gradi è alquanto hardware.

Ci sono molti SUV bianchi coi vetri oscurati che fanno i fari a 300 km/h sulle corsie di sorpasso oppure stanno fermi, vuoti, col motore acceso sulle pedonali o sui parcheggi per i disabili (i più sfacciati proprio sopra ai disabili) col motore acceso per far rinfrescare l’abitacolo, prima di partire a 300 km/h sulle corsie di sorpasso; non hanno alcuna meta e nessuno ha mai visto nessuno salirvici o scendervicisi.

È pieno di immigrati con le scarpe di Prada e l’aifon X che bighellonano tra la sauna della suite dove dormono e le mense della caritas dove mangiano, sempre comunque a spese nostre, e fanno a botte con gli italiani per accaparrarsi i migliori posti di ambulante sulla spiaggia o raccoglitore di pomodori o pulitore notturno di mezzi pubblici.

I razzisti hanno smesso di dire che loro “non sono razzisti ma” e si sono convinti che è loro diritto essere proprio “razzisti senza ma” ed è una cosa molto grave che però sicuramente verrà stigmatizzata e condannata dal sobrio Ministro dell’interno appena smetterà di farsi selfie sulla spiaggia in cui spara ai barconi col bazooka.

Nonostante il caldo, le polemiche non si fermano di fronte a niente. Invece di una normale campagna informativa sui vaccini siamo arrivati a uno scontro cieco tra chi vuole contaminare gli acquedotti con le malattie esantematiche e sostenitori della vaccinazione di massa previo bombardamento a tappeto con siringhe autosparanti; invece di preoccuparci delle ronde fasciste o delle testedicazzo che sparano pallini allo straniero o del sempre più malcelato fascismo di Stato (causa o conseguenza di tutto ciò? ne parleremo in un’altra puntata) ci incartiamo su uno stupido fatto di cronaca…

Salvini tuitta una battuta sul caldo africano e i suoi sostenitori ridono. Ed è ovvio che sia così. Meno ovvio che a sinistra si cerchi di sminuire la battuta o di prendere in giro la grossolanità dell’elettorato di destra. Dove sta il senso di questa “lotta”? Dove sono le lotte di sinistra? DOVE CAZZO È LA SINISTRA?

La sensazione a freddo sul paese è che è un paese incazzato contro le cose sbagliate, che non si rende conto delle immense potenzialità che ha e degli immensi problemi endemici uguali a loro stessi da 70 anni e che è talmente abituato ai malfunzionamenti, alle storture, alla corruzione, alle macchine in tripla fila, che ha iniziato a cercare i problemi dove magari manco dovrebbero esserci.

Ci torno in vacanza, vedo paesaggi che il resto del mondo sogna, assaporo cibi che il resto del mondo sbava, ascolto musica che… no vabbè ascolto musica demmerda meinstrim come nel resto del mondo, sento un calore umano che è sempre più tiepido ma comunque più caldo di molte altre parti del mondo.

Poi però arrivo ad un punto in cui forse per vigliaccheria, forse per egoismo, forse perché me so’ nordeuropeizzato e magari l’anno prossimo scendo con sandalo e pedalino, ma arriva un punto in cui non ce la faccio più a sopportare tutti i malfunzionamenti e le storture e la corruzione e le terze file e però vedere laggente incazzata contro quelli più deboli di lei, come se questo potesse risolvere la situazione.

E a quel punto me ne devo andare.

Col cuore pieno di spiagge e laghi e monti e scorci e ciottolati e viuzze e supplì e pizze e spaghetti con le vongole e abbracci e risate e battute e chiacchiere delle quali – forse proprio perché poi si sciolgono in quel cocktail dolceamaro nostalgico tipico dei migranti – ho imparato a capire il valore. Quel valore che il resto del mondo sogna e sbava.

E poi non vedrò l’ora di tornare alla prossima vacanza, sperando che stavolta il paese stia meglio.