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Tutto lunedì

2 Ott

– Papà ma oggi è lunedì?
– Si tesoro oggi è lunedì…
– Guarda fuori, è tutto lunedì.

Oltre il vetro ci sono nuvole basse e scure, l’umidità si vede a occhio nudo. Sbadiglio e penso che si, oggi è maledettamente tutto lunedì.

Buona giornata a chi con l’educazione cerca di eliminare ogni traccia della saggezza dai bambini per farli diventare come noi e smettere di sentirsi peggiore.

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Walt Disney, gli Aittoatti.

1 Giu

– Papà, Aittoatti.

Lì per lì non ho capito ma vedendo il bambino col libretto versione Bignami degli Aristogatti tutto si fa più chiaro. Quindi certo amore, ti leggo gli Aittoatti. Anzi te li racconto.

Madame Adelaide, vecchia borghese ricchissima viveva con la bella gatta Duchesse e i suoi cuccioli. C’era pure un topo in casa, er Groviera, perché i francesi so’ zozzi pure da ricchi. E insomma questi gatti erano curati e pasciuti più di tutti i bambini delle banlieues messi insieme ed erano felicissimi finché un giorno arriva l’avvocato amico della sora Adelaide, uno di quegli illustri dinosauri con lo studio nella super villa sorvegliata da telecamere e pitbull con licenza di uccidere mentre i neolaureati lavano i piatti nei ristoranti, perché la signora vuole fare testamento. Edgar, il viscido maggiordomo che per una vita era stato al servizio della megera (nel quartiere si dice che fosse anche costretto a fare cose di tipo sessuale ma sono solo voci) ausculta la discussione tra i due convinto di sentire il suo nome come unico erede visto che Madame è sola al mondo e invece quella grandissima stronza decide di lasciare tutte le sue ricchezze ai gatti. Ai gatti, capito? La gente muore di fame e quella vecchia troia borghese lascia tutte le ricchezze ai gatti. Non ad enti benefici o al poro Edgar che sarà pure viscido ma è sempre un onesto lavoratore, magari con la clausola che si prendesse cura dei gatti, no, lei lascia TUTTO ai gatti fino alla loro morte e POI a Edgar. Allora Edgar sbrocca ma invece di affogare i felini nella vascadabbagno come avrebbe fatto qualunque persona sana di mente li addormenta e li abbandona in campagna. Lì conoscono Romeo, gattone romano (che in realtà era irlandese e infatti è roscio ma vabbè) super fricchettone che li porta nella Parigi vera, quella della monnezza per la strada, della puzza di piscio e dei concertini illegali nelle soffitte. La bella Duchessa è molto attratta da questo lato hardcore della città e dalla rozzezza di Romeo ma alla fine il richiamo della classe sociale ha la meglio e così rifiuta il miglior amplesso della sua vita per tornare alla toletta quotidiana e alla morbida moquette della villa di Madame Adelaide. Romeo è deluso e arrapato ma da bravo uomo libero col cuore d’oro riaccompagna gli aristogatti alla magione. Quando Edgar li vede non ci vuole credere ma invece di prenderli e affogarli finalmente nella vascadabbagno come a questo punto avrebbe fatto pure Madre Teresa, li mette in un sacco e chiama DHL per spedirli a Timbuctù, che gli costerà pure una fortuna, ma er Groviera corre a chiamare Romeo il quale pensa che magari se salva Duchessa poi almeno una pippa ce la svolta e insieme a tutta la banda di randagi libera i felini e spedisce il maggiordomo in Africa. A quel punto Romeo entra ufficialmente nella Parigi-bene, mettendosi pure un ridicolo papillon da gatto bo bo, facendo un pernacchione a tutti quei bei discorsi da giovane con gli amici mentre si passavano gli spinelli e parlavano di lotta di classe. Il testamento viene modificato e tutte le ricchezze vengono devolute, non più ingiustamente ai gatti ricchi della signora ma a tutti i gatti randagi del quartiere, in barba ai bambini senza scarpe coi piedi neri che venivano ad elemosinare briciole ogni mattina. Madame Adelaide firma il testamento, fa il gesto dell’ombrello verso le banlieues e finalmente tira le cuoia e va all’inferno.

Amore perché piangi?

L’una

2 Feb

Un ragazzo stava guardando la luna quando arrivò un vecchio che gliela indicò.
Il ragazzo prima guardò il vecchio, poi guardò il dito.
Il vecchio gli disse “stolto, ti sto indicando la luna e tu guardi il dito”.
Il ragazzo disse “sei molto saggio vecchio”.
Poi lo menò.

Babbo Natale 2016

24 Dic

Nevica nel paese di Babbo Natale, come d’altronde ogni giorno dell’anno ad eccezione del mese di agosto che però dura solo tre quarti d’ora durante i quali le temperature salgono a -10 gradi e finalmente si può uscire senza la canotta di marmo, la più pesante. 

Babbo Natale ormai è vecchissimo, si mantiene sempre uguale solo perché è praticamente congelato (comunque le foto sulle lattine di Coca Cola sono datate) e non ce la fa più a lavorare come una volta.

La guardia di finanza gli ha fatto un sacco di storie per i suoi Piccoli Aiutanti tirando in ballo il lavoro minorile (vaglielo a spiegare che sono folletti) e si è dovuto andare a cercare nuovi costruttori di giocattoli in Asia che gli costano pure meno ma i peluche sono bruciati per autocombustione e le macchinette inquinano davvero.

Un gruppo di militanimalisti ha imbrattato la sua stalla con scritte inneggianti alla libertà per le renne e aperto il recinto facendole scappare nella neve sconfinata e ovviamente sono tutte morte di fame o sbranate dal cugino di campagna, Yeti Natale, un tipo veramente abominevole.

Grazie ai droni di Amazon Babbo Natale ha risolto il problema di come volare ma prima di decollare gli hanno fatto perdere un sacco di tempo a controllare ogni singolo pacchetto e tira fuori il tablet e togli stivali, cintura e cappello e questa bottiglietta è da 150ml non può passare e che due coglioni te credo che alla fine uno si fa esplodere.

Per non parlare poi dei casini in cielo tra scie chimiche, contraerea russa, droni americani che bombardano democrazia e voli low cost che ormai c’è più traffico a 9000 metri che sulla tangenziale.

Fortunatamente il suo lavoro continua a gratificarlo: fare felici i bambini è l’unica cosa sensata rimasta in questo mondo alla deriva. Purtroppo non può farli felici tutti, non perché esistano bambini cattivi ma perché esistono uomini di merda. E anche altre culture, ci mancherebbe.

Qualcuno dice che Babbo Natale non esiste, poi magari va a pregare un Dio uno e trino che sta nel cielo e tutto vede ma nulla fa.

Babbo Natale è la menzogna di cui abbiamo tutti bisogno per credere che ancora ci sia del buono in noi: un essere umano che dona qualcosa solo per avere un sorriso in cambio, sembra davvero impossibile.

Brindate con i parenti, scofanatevi le mille portate, mandate un pensiero ipocrita ai meno fortunati che negli altri giorni malsopportate, scartate i prodotti del consumismo, togliete i canditi dal panettone e per una sera siate leggeri e speranzosi, come i bambini che guardano le stelle alla ricerca di una slitta volante.

Buone Feste ai bambini buoni e cattivi di tutte le età!

PieSse:
Stanotte lasciate sotto l’albero un panino e un bicchiere di vino, non si sa mai.