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Info

16 Giu

Quando l’informazione fa gossip per vendere, il cittadino si rimbecillisce di dettagli inutili e si riempie di ansia e paura a causa del bombardamento da tragedie che sembrano non finire mai, perde contatto con la realtà e poi non sa un cazzo di quello che succede nel resto del mondo, perde fiducia nell’informazione dalla quale cerca solo i suddetti dettagli morbosi e spaventosi che animano le sue giornate e poi cerca l’informazione vera e propria su altri canali tipo il blog di Grillo o i siti complottisti e anti vaccinisti e il risultato di tutto ciò è che se continua così scenderemo talmente in basso che alla fine faremo pena pure all’ISIS.

Non voglio dire che è colpa dei giornali che per vendere spettacolarizzano la morte della gente, né dei giornalisti che si ritrovano ingabbiati in questo teatrino dimenticando completamente quello che sognavano di fare quando erano giovani e pieni di entusiasmo però possiamo dire che è tutta colpa delle scie chimiche.

VI PREGO CHIUDETE GLI SCHERMI ED USCITE AD ABBRACCIARVI!!!

Buona giornata a chi lascia scaricare il telefono e pensa a ricaricare cuore e cervello, che ce n’è tanto bisogno.

Ma tanto, tanto, tanto.

Primavera, poifinta.

18 Mag

Bruxelles è un luogo magico che ti fa sentire più vicino a Dio. Parliamo ovviamente di magia nera. E non è riferito al quartiere congolese.

Ieri faceva caldissimo e proprio nel suddetto quartiere, sudando come un rinoceronte in sauna e rischiando continui incidenti in bicicletta per non perdere neanche una scollatura d’ebano o afrominigonna ondeggiante ma cercando anche di evitare frontali con auto e investimenti personali, nel senso di mettere sotto persone, che voi con la mente economica chissà che avete pensato, mammamia come siete attaccati al danaro, insomma ero lì in bici con la testa tipo spettatore di partita di tennis a tripla velocità e ringraziavo Vostro Signore per averci donato il sole, il cielo azzurro, i fiori ma soprattutto quelle creature che quando sbocciano loro in primavera anche i fiori si girano a guardarle e poi esternano pollini di felicità e pensavo che di questa città è facile parlar male ma è un posto incredibile dove nel giro di un giro in bici in una giornata assolata a metà maggio puoi riempirti gli occhi e il cuore con tutte le etnie possibili, incroci inclusi e innamorarti per qualche secondo di capelli biondi, occhi nerissimi, pelli salmonate, sguardi a mandorla, sorrisi lentigginosi, treccine elaborate, acchitti nostrani, e tutti gli eufemismi che si potrebbero riassumere in multietnofregne ma risulterebbe meno aulico e qualcuno potrebbe non cogliere la poesia che si cela dietro tette e culi primaverili ma per farla breve ieri ero felice.

Oggi ci sono dieci gradi in meno e piove, in giro ci sono solo uomini vestiti male con le facce incazzate e chiaramente si tratta di una maledizione, cioè magia nera, da cui il luogo magico dell’inizio del post e come dicevo sto facendo di tutto per avvicinarmi a dio, perché se riesco ad acchiapparlo…

Buona giornata a chi ha la primavera dentro ma soffre d’allergia e starnutisce l’anima. E a chi abita nel sud del mondo dove non c’è lavoro, non ci sono servizi, ma ci sono le cosce di fuori.

Roma a rischio jihad?

23 Mar

Roma a rischio attentati sabato?

Per favore mi ricordate quando mai è avvenuto un attacco terroristico in coincidenza di un grande vertice internazionale, cioè quando ovunque ci sono poliziotti, militari e servizi segreti in allerta?

Anzi mi ricordate quando mai è morto qualcuno che contava, in un attacco terroristico? Dico qualcuno importante, non noi poveri stronzi che mandiamo avanti il mondo.

Grazie.

Ah, ieri era un anno dalla morte di Patricia Rizzo, il nome che un anno fa i politici facevano a gara a chi lo diceva di più, qualcuno l’ha ricordata?

Grazie per le risposte.

Uggio

26 Apr
Siamo nati dalla parte giusta del mondo.
Giusta non nel senso di giustizia, ma di comodo.
 
Possiamo dire che siamo liberi.
Possiamo dire che viviamo in pace.
Possiamo dire che da noi i diritti sono sacrosanti.
 
Possiamo passare una vita intera a difendere il nostro comodo stile di vita, senza fermarci nemmeno un istante a riflettere su cosa sia fondato. Chiudendo gli occhi di fronte a quello che abbiamo fatto in passato ma soprattutto stiamo facendo oggi.
 
Respingiamo persone perché per loro i nostri sacrosanti diritti non valgono, mica sono nati qui. Li rimandiamo a morire in guerre causate da noi su terre che non sono le nostre – noi viviamo in pace – e che ci fanno guadagnare miliardi . Li rimandiamo a lavorare per 2 euro al giorno in capanne di amianto a cucire i nostri vestiti da 5 euro ma tanto fascion.
 
Come cazzo si può pagare un vestito nuovo 5 euro pensando che sia normale?
 
Facciamo affari con dittatori, assassini, stupratori.
 
Chi chiude gli occhi è complice.
Chi alimenta tutto questo è complice.
Chi continua a difendere il nostro comodo stile di vita è complice.
 
Un altro mondo è possibile se la gente lo vuole.
Ma pare che non gliene freghi più un cazzo a nessuno.
Sto sistema ha fallito.
O forse ha vinto lobotomizzandoci tutti.
 
Ci difendiamo con lo scudo del cinismo.
Ma il consumismo ci sta consumando.
Siamo in mano a pochi mostri nutriti da noi stessi.
Pensando che in qualche modo ci proteggano.
 
Siamo complici coscienti, colpevoli e consenzienti.
E chi davvero non capisce, non merita niente.
Apriamo il cervello prima del portafogli.
 
Ovviamente se fuori ci fosse il sole starei su qualche tavolino a bere birra e parlare di fregna.

Ottobrata

26 Ott

Un giorno di sole nell’ottobrata bruxellese è un evento raro.
Che non ci siano grandi eventi politici in questo periodo né trasferte è un evento raro.
Che invece di godersi il sole alla fine tocca sta’ chiusi in ufficio a fare dirette per tappare i buchi dell’informazione italiana dove – a parte il fatto che gli hamburger fanno male e che Marino è stato messo in mezzo – non sta succedendo una minchia, è ordinaria amministrazione.

E quindi siamo sotto i neon a guardare il sole che già si prepara ad andare a dormire mentre troppa gente guarda la televisione invece di pensare con la propria testa.

Buona giornata a chi sa che qualcosa non va, e che non è qualcosa di piccolo, ma qualcosa che riguarda tutti noi, che ci perdiamo sempre più spesso il sole.

L’era dei nostalgici

14 Mag

Viviamo tempi frenetici: corriamo a velocità supersonica per anticipare il futuro, pensando che il futuro sia un oggetto ultratecnologico che fa in metà tempo la stessa cosa che fa quello che già abbiamo e che getteremo per aumentare l’inquinamento, far lavorare i nuovi schiavi dei paesi lontani e alimentare il consumismo.

(tratto da “La Civiltà Occidentale riassunta in 3 righe”, di Francesco Cardarelli, stampato su un tomo di 700 pagine – di cui il resto sono bianche, questo è il testo integrale – in carta pesantissima ultra raffinata che per essere prodotta è costata lo sgombero di almeno 4 tribù di quegli indios nostalgici della foresta Amazzonica)

Insomma guardiamo sempre avanti e molto spesso “avanti” a noi c’è un televisore che ci flagella con le informazioni, ormai 24 ore su 24, cercando di fare a gara tra canali a chi fa più sensazionalismo, tanto che un banalissimo incendio all’aeroporto di Fiumicino è diventato più grave dell’attacco alle Torri Gemelle del 2001.

Ma in questo nostro guardare sempre avanti, mi chiedo perché non c’è mai nessuno che ad un certo punto si ferma, spegne il televisore e così, tanto per curiosità, anche solo per vedere se gli è caduto il portafogli, si guarda indietro.

C’è l’emergenza immigrazione perché “orde di disperati” stanno arrivando sulle nostre coste, c’è l’emergenza terrorismo perché un gruppo di jihadisti sanguinari tiene in scacco 3 paesi e minaccia le nostre case (grazie alle armi e ai mezzi americani, ma non stiamo a complicarci troppo la vita)…

Ma a nessuno viene in mente di domandarsi da dove vengano fuori queste emergenze?

Cioè a me, che per caso mi sono fermato un attimo ad allacciare una scarpa e – tra l’altro ho trovato un portafogli purtroppo senza documenti quindi me devo tene’ i soldi – quando sento i nomi dei paesi in cui stanno succedendo tutti questi casini, mi tornano in mente tutte le guerre che negli anni ci hanno convinto fossero giuste, che avrebbero salvato i popoli e che fossero un gesto di magnanimità verso chi non ha la nostra democrazia e quindi deve importarla a suon di bombe. Quindici anni fa c’era un movimento grande quanto il mondo, tutto colorato, che si ribellava e pensava che un altro mondo fosse possibile. Poi gli spararono addosso e gli fecero capire che i colori dovevano restare zitti. Poi caddero le due torri e la libertà divenne solo un ricordo.

Poi ci fu l’incendio di Fiumicino e si capì che più giù non si poteva andare.

Ma il popolo colorato, anche se a bassa voce, continuava a dire che una guerra non può mai essere giusta e non potrà mai risolvere niente.

Iraq, Afghanistan, Siria, Libia. Forse quel popolo colorato non aveva tutti i torti.

Abbiamo creato noi occidentali il casino che c’è adesso. E nessuno dei mandanti ha il coraggio di uscire allo scoperto chiedendo scusa al mondo intero e soprattutto a quei paesi. Come Italia non ci siamo mai tirati indietro, partecipando alle “missioni di pace”, mentre gli alleati seminavano morte e caos.

Ed ora arriva l’ISIS e arrivano i barconi dei disperati; qualcuno vuole addirittura creare l’emergenza “barconi dell’ISIS”.

Penso che le colpe della Storia alla fine si paghino e si DEBBANO pagare. Le grandi civiltà che studiamo a scuola sono sempre sorte, cresciute e alla fine sono cadute per fare spazio alle altre, non per forza migliori.

Ma io sono ottimista e spero che arrivi presto l’era in cui a governare il mondo saranno quegli indios nostalgici della foresta Amazzonica, che anche se non ce ne accorgiamo hanno TUTTO da insegnarci.

Ora vado a spendere i soldi trovati per comprare il nuovo modello supertecnologico superrimbambente di qualsiasi cosa sia, tanto non serve e comunque già ce l’ho.

Buon uichènd a chi aspetta la rivoluzione guardando un monitor.

Primomaggio

1 Mag

C’era una volta la lotta operaia,
C’era una volta il sangue versato per ottenere i diritti,
C’era una volta il lavoro,
C’era una volta il sindacato che in seguito alle lotte e al sangue versato difendeva quei diritti,
C’era il lavoro che nobilitava l’uomo,
C’era pure il lavoro che rende liberi ma quella è una storiaccia,
C’era il padrone e c’erano i crumiri e c’erano i picchetti e c’erano gli scioperi e c’erano le botte e c’erano le molotov,
C’era che si tornava in fabbrica con un occhio nero, un amico in meno e tanti diritti in più,
C’era che si lavorava per poter vivere,
E c’era il primo maggio che i lavoratori festeggiavano la loro festa.

Poi sono arrivate le riforme del lavoro,
E c’è una pletora di contratti diversi tra loro,
E ognuno ha diritti diversi dagli altri,
E i sindacati si sono allontanati dalla maggior parte dei lavoratori,
E i padroni sono diventati più cattivi,
E gli scioperi sembrano infastidire la maggior parte dei lavoratori che giustificano i crumiri,
E i diritti sono sempre minori e si lavora sempre di più pagati sempre di meno,
E si vive per cercare lavoro e poi per lavorare,
E il primo maggio è diventato un circo mediatico tipo sanremo,
Nessuno si ricorda di festeggiare i lavoratori,
Che hanno poco da festeggiare.

E nessuno ricorda le botte, gli scioperi e il sangue versato per quei diritti che ormai abbiamo perso mentre guardiamo il concerto di sanremogiovanni in televisione. O magari lo sentiamo alla radio perché stiamo lavorando, con la paga normale, perché nessuno si ricorda che è festa.

Buon primo maggio a chi ha il contratto a tempo indeterminato, le ferie pagate e aspetta la pensione, convinto che sia così per tutti.

E a chi comunque se magna fave e pecorino perché il lavoro sarà pure importante, ma insomma la vita è tutto io resto, no?