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Le 7 cose che mi fanno incazzare dei social

6 Dic

1) Gli elenchi e le liste: ci sono un milione di modi di esprimere il proprio pensiero, perché farlo in questa maniera fredda, abusata e noiosa?

2) Esprimere la propria opinione su qualsiasi fatto come se gli altri non l’avessero capito bene come noi, che però non abbiamo alcuna base solida per capirlo meglio degli altri.

3) Il parlare dei propri affari personali e postare scatti privati come fosse scontato che tutti siano interessati ad essi. Ovviamente le foto secsi sono escluse, quelle interessano a tutti/e.

4) Il fingersi qualcuno che non siamo o il rendersi conto di non essere quello che vorremmo essere o il temere di dover essere come non siamo mentre invece siamo quello che non vorremmo o peggio che non vorrebbero gli altri ma magari di questo punto ne parlo meglio con la psicoterapeuta.

5) Il sollevare polemiche infinite su qualsiasi argomento molto spesso decentrando il nocciolo dell’argomento e spostandolo su futili dettagli pruriginosi o razzisti o fini a sé stessi mentre il nocciolo rimane in un angolo da solo e tremante a seguire atterrito le feroci lotte scatenate (non) in suo nome.

6) Quelli che devono per forza fare le battute su quasiasi cosa che se gli fai notare che magari non è il caso pensano che gli stai tarpando le ali in nome del belpensantismo mentre in realtà è solo un modo per dire che non fanno ridere, cosa che invece la battuta dovrebbe fare.

7) Quelli che stanno sui social a criticare i social o su internet a criticare internet: ma andatevene al bar a criticare il bar invece di rompere i coglioni che qui siamo tutta brava gente e non siamo razzisti ma questi ci vengono a stuprare le donne anche se in effetti se una si veste così un po’ se l’è cercata.

8) Quelli che mettono i titoli tipo “le 7 cose…” “i 15 motivi…” poi gliene viene in mente uno in più e non correggono il titolo.

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Macchietta

28 Nov

C’è un problema nella società.
Una parte della società prova a risolverlo, magari sbagliando.
Nel tentativo di soluzione c’è una macchietta.
Non parlo del fallito raggiungimento dell’obiettivo, a quello si potrebbe arrivare solo andando fino in fondo.
in fondo non si riesce mai ad arrivare, a fondo invece si
Parlo di una piccola macchietta.
Che basterebbe sciacquare via con un po’ d’acqua.
La società vede la macchietta.
Parte della società si scaglia contro la macchietta.
L’altra parte si scaglia contro la parte di società che si è scagliata contro la macchietta.
Inizia una feroce battaglia in difesa e in attacco della macchietta.
La polemica si amplifica intasando i media e i social.
La macchietta diventa il trend del momento.
Tutti parlano della macchietta.
Nessuno parla più del problema.

C’è un problema nella società.
Anzi ce ne sono tantissimi.
E mentre la società affonda nei suoi problemi, tutto diventa una macchietta.

Info

16 Giu

Quando l’informazione fa gossip per vendere, il cittadino si rimbecillisce di dettagli inutili e si riempie di ansia e paura a causa del bombardamento da tragedie che sembrano non finire mai, perde contatto con la realtà e poi non sa un cazzo di quello che succede nel resto del mondo, perde fiducia nell’informazione dalla quale cerca solo i suddetti dettagli morbosi e spaventosi che animano le sue giornate e poi cerca l’informazione vera e propria su altri canali tipo il blog di Grillo o i siti complottisti e anti vaccinisti e il risultato di tutto ciò è che se continua così scenderemo talmente in basso che alla fine faremo pena pure all’ISIS.

Non voglio dire che è colpa dei giornali che per vendere spettacolarizzano la morte della gente, né dei giornalisti che si ritrovano ingabbiati in questo teatrino dimenticando completamente quello che sognavano di fare quando erano giovani e pieni di entusiasmo però possiamo dire che è tutta colpa delle scie chimiche.

VI PREGO CHIUDETE GLI SCHERMI ED USCITE AD ABBRACCIARVI!!!

Buona giornata a chi lascia scaricare il telefono e pensa a ricaricare cuore e cervello, che ce n’è tanto bisogno.

Ma tanto, tanto, tanto.

Primavera, poifinta.

18 Mag

Bruxelles è un luogo magico che ti fa sentire più vicino a Dio. Parliamo ovviamente di magia nera. E non è riferito al quartiere congolese.

Ieri faceva caldissimo e proprio nel suddetto quartiere, sudando come un rinoceronte in sauna e rischiando continui incidenti in bicicletta per non perdere neanche una scollatura d’ebano o afrominigonna ondeggiante ma cercando anche di evitare frontali con auto e investimenti personali, nel senso di mettere sotto persone, che voi con la mente economica chissà che avete pensato, mammamia come siete attaccati al danaro, insomma ero lì in bici con la testa tipo spettatore di partita di tennis a tripla velocità e ringraziavo Vostro Signore per averci donato il sole, il cielo azzurro, i fiori ma soprattutto quelle creature che quando sbocciano loro in primavera anche i fiori si girano a guardarle e poi esternano pollini di felicità e pensavo che di questa città è facile parlar male ma è un posto incredibile dove nel giro di un giro in bici in una giornata assolata a metà maggio puoi riempirti gli occhi e il cuore con tutte le etnie possibili, incroci inclusi e innamorarti per qualche secondo di capelli biondi, occhi nerissimi, pelli salmonate, sguardi a mandorla, sorrisi lentigginosi, treccine elaborate, acchitti nostrani, e tutti gli eufemismi che si potrebbero riassumere in multietnofregne ma risulterebbe meno aulico e qualcuno potrebbe non cogliere la poesia che si cela dietro tette e culi primaverili ma per farla breve ieri ero felice.

Oggi ci sono dieci gradi in meno e piove, in giro ci sono solo uomini vestiti male con le facce incazzate e chiaramente si tratta di una maledizione, cioè magia nera, da cui il luogo magico dell’inizio del post e come dicevo sto facendo di tutto per avvicinarmi a dio, perché se riesco ad acchiapparlo…

Buona giornata a chi ha la primavera dentro ma soffre d’allergia e starnutisce l’anima. E a chi abita nel sud del mondo dove non c’è lavoro, non ci sono servizi, ma ci sono le cosce di fuori.

Roma a rischio jihad?

23 Mar

Roma a rischio attentati sabato?

Per favore mi ricordate quando mai è avvenuto un attacco terroristico in coincidenza di un grande vertice internazionale, cioè quando ovunque ci sono poliziotti, militari e servizi segreti in allerta?

Anzi mi ricordate quando mai è morto qualcuno che contava, in un attacco terroristico? Dico qualcuno importante, non noi poveri stronzi che mandiamo avanti il mondo.

Grazie.

Ah, ieri era un anno dalla morte di Patricia Rizzo, il nome che un anno fa i politici facevano a gara a chi lo diceva di più, qualcuno l’ha ricordata?

Grazie per le risposte.

Uggio

26 Apr
Siamo nati dalla parte giusta del mondo.
Giusta non nel senso di giustizia, ma di comodo.
 
Possiamo dire che siamo liberi.
Possiamo dire che viviamo in pace.
Possiamo dire che da noi i diritti sono sacrosanti.
 
Possiamo passare una vita intera a difendere il nostro comodo stile di vita, senza fermarci nemmeno un istante a riflettere su cosa sia fondato. Chiudendo gli occhi di fronte a quello che abbiamo fatto in passato ma soprattutto stiamo facendo oggi.
 
Respingiamo persone perché per loro i nostri sacrosanti diritti non valgono, mica sono nati qui. Li rimandiamo a morire in guerre causate da noi su terre che non sono le nostre – noi viviamo in pace – e che ci fanno guadagnare miliardi . Li rimandiamo a lavorare per 2 euro al giorno in capanne di amianto a cucire i nostri vestiti da 5 euro ma tanto fascion.
 
Come cazzo si può pagare un vestito nuovo 5 euro pensando che sia normale?
 
Facciamo affari con dittatori, assassini, stupratori.
 
Chi chiude gli occhi è complice.
Chi alimenta tutto questo è complice.
Chi continua a difendere il nostro comodo stile di vita è complice.
 
Un altro mondo è possibile se la gente lo vuole.
Ma pare che non gliene freghi più un cazzo a nessuno.
Sto sistema ha fallito.
O forse ha vinto lobotomizzandoci tutti.
 
Ci difendiamo con lo scudo del cinismo.
Ma il consumismo ci sta consumando.
Siamo in mano a pochi mostri nutriti da noi stessi.
Pensando che in qualche modo ci proteggano.
 
Siamo complici coscienti, colpevoli e consenzienti.
E chi davvero non capisce, non merita niente.
Apriamo il cervello prima del portafogli.
 
Ovviamente se fuori ci fosse il sole starei su qualche tavolino a bere birra e parlare di fregna.

Ottobrata

26 Ott

Un giorno di sole nell’ottobrata bruxellese è un evento raro.
Che non ci siano grandi eventi politici in questo periodo né trasferte è un evento raro.
Che invece di godersi il sole alla fine tocca sta’ chiusi in ufficio a fare dirette per tappare i buchi dell’informazione italiana dove – a parte il fatto che gli hamburger fanno male e che Marino è stato messo in mezzo – non sta succedendo una minchia, è ordinaria amministrazione.

E quindi siamo sotto i neon a guardare il sole che già si prepara ad andare a dormire mentre troppa gente guarda la televisione invece di pensare con la propria testa.

Buona giornata a chi sa che qualcosa non va, e che non è qualcosa di piccolo, ma qualcosa che riguarda tutti noi, che ci perdiamo sempre più spesso il sole.