Cicli

17 Dic

Nella notte dei tempi, quando quindi era ancora buio, la Terra era abitata dai Giganti, che si estinsero perché non trovavano mai i vestiti della misura giusta. Poi fu il periodo dei dinosauri, che per secoli abitarono i continenti alla deriva, finché arrivarono il meteorite e/o le glaciazioni e/o una giunta cinquestelle che insomma portò la fine. Poi ci furono le avanzatissime civiltà supertecnologiche di Atlantide e Mu che in un escalescion di progresso si distrussero a vicenda a suon di guerre preventive e giuste. Poi arrivarono Adamo, Eva e il Rettiliano e tutte le loro generazioni bibliche. Poi vennero gli Egiziani delle Piramidi, i Fenici dell’alfabeto, i Greci della filosofia, i Cinesi delle contraffazioni…

Insomma la sto prendendo molto alla larga per dire che la vita, la storia, l’universo si basano su cicli che iniziano, si sviluppano e poi finiscono per dare vita ad un altro ciclo e parlo così in grande perché il grande si rispecchia sempre nel piccolo ma del piccolo di solito non gliene frega niente a nessuno a meno che non si tratti del suo piccolo.

Ecco, nel mio piccolo, e arrivo al dunque dopo due paragrafi completamente fuorvianti ma ricchi di spunti per discussioni a cena con gli amici o per attaccare bottone con la vicina di autobus, sto chiudendo un ciclo per aprirne un altro.

I cicli non sono belli o brutti o buoni o cattivi, semplicemente sono, e vanno da un inizio che era una fine ad una fine che è un altro inizio. È inutile giudicarli o etichettarli, sono così e basta: ciclici ed intersecanti. Ogni ciclo può interrsecarsi in un altro ciclo e la fine di uno non significa necessariamente la fine dell’altro. E’ un po’ tipo la teoria degli insiemi matematici con la pratica degli ingranaggi meccanici: la nostra vita è un ciclo continuo di cicli tangenti e/o concentrici.

Nel mio piccolo, dicevo, si chiude il ciclo del posto fisso da cameraman e si apre quello del disoccupato freelance mantenuto dallo Stato che dopo anni di “hai talento dovresti provare a fare altro” ha deciso di provare a fare altro. È una decisione importante, avevo iniziato a scrivere un post strappacore, poi uno strappamutande, poi ho preferito buttarla in caciara, come piace a noi non più giovani fuori ma dentro sempre.

Si chiude il ciclo del 2016 col solletico della novità, la paura di fare cazzate, l’entusiasmo di provare, il terrore dell’incognita, la curiosità di capire, la leggerezza di mandare affanculo situazioni che non mi appartenevano più.

I cicli non finiscono mai, sono in continua evoluzione, in un caos ordinato che è più divino che umano. Non ha senso aspettare, programmare, ponderare troppo: nel ciclo della vita la cosa migliore da fare è saltare sul ciclo che ci piace di più e vedere con quali altri si intersecherà.

Ci vediamo nel prossimo ciclo, e non parlo di calendari, che quelli sono solo bizness.

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2 Risposte to “Cicli”

  1. Stefano 19/12/2016 a 14:32 #

    Grande!!! Così si fa. Quando troverò il coraggio di saltare sul mio ciclo, ti faccio un fischio. Almeno mi dici se ci si fa tanto male e indosso preventivamente un paracadute!

    • CesKoZ 24/12/2016 a 12:38 #

      L’importante è che ci sia il sellino!

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