Ceskomicz (titolo provvisorio)

8 Set

Siccome ho smesso di andare dall’analista da quando ho scoperto che era un manichino di gesso, mi dilungo molto qui sopra.
Se vai di fretta puoi leggere solo le parti in grassetto.

Quando ero molto giovane e avevo molti capelli, a volte invece di uscire e andare a giocare con i miei amici, passavo ore chiuso in camera a disegnare me stesso a fumetti, in un mondo divertente in cui mi spronavo ad uscire dalla camera invece di disegnare me stesso a fumetti. Su quelle pagine c’erano personaggi assurdi, voci fuori campo, micro storielle estemporanee, ma soprattutto c’era Cesco (poi evoluto in Ceskoz), il me stesso a fumetti.

Nel mondo reale crescevo, iniziavo a scoprire le gioie della vita tipo le donne e la droga, finivo la scuola, facevo finta di iniziare l’università… e tutto questo si riversava sulla carta attraverso il filtro magico della mia mente caotica.

Ceskoz disegnato è sempre stato peggiore di me, forse un’esorcizzazione di quello che non volevo essere: più debole, più antipatico, più stronzo.

Rileggendo quei fumetti ho ritrovato tanta polvere, il liceo, gli amori, i dolori e i cambiamenti di uno dei periodi più belli della nostra lunga vita, che non tornerà mai più ma che ha visto la nascita degli splendidi adulti che siamo oggi. Ho riso molto perché comunque mi sto sempre una cifra simpatico e a volte ho anche avuto gli occhi lucidi.

L’ultimo fumetto risale al 2002, con un Ceskoz sedicente maturo che si è rotto il cazzo di studiare e fare stupidi fumetti e per diventare un adulto indipendente si butta nel mondo del lavoro. Ci sono io in giacca e cravatta con i capelli lunghi al vento su un dirupo (disegnato a cazzo, sia chiaro) e le voci fuori campo (coscienza? disturbatori? non s’è mai capito) che si dicono “ma secondo te sta bene?” “penso stia solo fingendo”.

Da lì i fumetti si sono interrotti. E un sacco di cose sono cambiate.

Oggi sono cresciuto davvero e mi ritrovo nel Fuckin’ Nordeuropa, lontano dal sole, a lavorare per il Nemico, innamorato di una donna, di un bambino e della vita. E rileggendo tutta la vita fissata su quelle pagine, un pomeriggio mi è venuta voglia di ricominciare. Così a cazzo. Due fogli, una matita, una gomma, una biretta e un quarto d’ora da perdere. E mi è piaciuto. Forse non il risultato, ma il processo per arrivarci si. Soprattutto la biretta.

La differenza sostanziale in fondo è che nel 2002 avevo i capelli lunghi.

skizz

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2 Risposte to “Ceskomicz (titolo provvisorio)”

  1. Stefano 09/09/2016 a 11:43 #

    un incredibile artista!!!! certo che se per fare tutto sto popò di fumetto ci hai messo solo un quarto d’ora, sei un grande! io ci avrei messo il tempo di una cassa di birra e il risultato sarebbe stato come quello della casetta…

    • CesKoZ 09/09/2016 a 11:51 #

      Grazie! In realtà mentre scrivevo “un quarto d’ora” mi chiedevo quanto ci avessi messo davvero, perché in effetti quando facciole cazzat… cioè quando esterno la mia arte entro in una specie di trance. Però diciamo che mezz’ora è grasso che cola. Non è che sia molto curato. Ma me so’ divertito come in gioventù.

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