Il gioco dei sogni

7 Set

Bisogna sempre inseguire i propri sogni.

A volte sembrerà che provino a seminarti ma in realtà sei tu che rallenti o ti distrai o magari ti fermi un attimo all’autogrill a prendere una crema di caffè e la cassiera agita la scollatura per convincerti ad accettare il “menù” con succo d’arancia e cornetto o saccottino a scelta, con l’aggiunta di soli 10 euri avendo così un risparmio di 50 centesimi, anche se in realtà la crema di caffè da sola costava 2,50, maledetta scollatura.

I sogni si deve continuare a seguirli con ogni mezzo, anche di fortuna. Anzi, una mezza fortuna fa gioco e giocare è sempre divertente. Quindi l’inseguimento può essere preso come un gioco. Un gioco molto serio, come la vita, come l’amore. Quei giochi che facciamo tutti, scrivendo e riscrivendo ogni minuto le regole ed il punteggio sapendo che comunque, come diceva (inserire il nome dopo averlo gugolato), l’importante è partecipare.

Raggiungere i sogni è un altro discorso. Può mettere paura, come quando tocchi la base dell’arcobaleno e dici “ma dai, è fatto di zucchero”. Poi ti svegli su un letto d’ospedale con l’infermiera che ti chiede il numero del pusher perché mi sa che era roba veramente buona.

Il bello dei sogni è che sono, devono essere, il motore della realtà. Non si deve vivere sognando ma sognare vivendo e dormendo svegliando e facendo colazione ricordando il sogno sognando di starlo vivendo o vivendolo sognanti. Sembra complicato e infatti lo è. Un gioco complicatissimo le cui regole non si capiscono neanche nell’arco (baleno) di una vita. Ma ci giochiamo tutti, quindi tanto vale prenderlo come un bel gioco e goderselo ad ogni passaggio.

Ecco, per inseguire i sogni possiamo chiedere un passaggio. Alla cassiera con la scollatura. Non bisogna mai smettere di inseguirli, stargli dietro, osservarli da lontano nella notte come il più inquietante degli stalker. Conoscere i propri sogni aiuta a conoscere se stessi e conoscere se stessi fa parte del gioco.

“I sogni devono essere il mezzo per conquistare la realtà: sognare sempre, con i piedi sull’asfalto”.

Questo me l’ero scritto sul muro davanti al letto 12 anni fa. Forse volevo farmi conoscere da me e dai miei sogni. Forse volevo solo scrivere sul muro perché a casa di mamma e papà non lo potevo fare.

Ma i sogni continuano a correre. E quando finalmente li rivedi passare non ti resta che saltare in groppa ad un unicorno dopato e lanciarti all’inseguimento, con o senza cassiera scollata, sull’arcobaleno di zucchero.

Che poi magari manco è zucchero e ti becchi una denuncia per “narcotraffico internazionale”.

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