Primo luglio

1 Lug
Anche quest’anno è tornato luglio.

Fino a vent’anni è il momento più bello dell’anno, quando non hai nessun pensiero se non quello di divertirti più che puoi, in maniera consona a seconda dell’età.

Può essere passare una settimana coi nonni, viziato e pasciuto dai personaggi più belli della tua vita, quelli che ti amano senza riserve educative, quelli con cui tutto è gioco e che saranno per sempre uno di quei ricordi che fanno uscire insieme un sorriso e una lacrima. Può essere una vacanza con mamma e papà (o mamma e mamma o papà e papà o mamma e basta o papà e la sua nuova amica insomma dai non si può stare sempre attenti al politically correct, non rompete il cazzo) in paesi lontani o alla casa al mare, in posti in cui cominci a scoprire che esistono persone diverse dalla tua cerchia e che il mondo, anche se per ora è solo Santa Marinella, è un posto che riserva infinite sorprese. E che mamma è papà in vacanza sono una bellissima coppia. Può essere il primo viaggio da solo con i tuoi amici, il viaggio più bello della tua vita, il viaggio della formazione e della deformazione, quello in cui se tutto va bene avrai ballato, avrai scopato, ti sarai devastato e avrai riso fino a sentirti male, come non succederà mai più in tutta la vita.

Poi con gli anni succede qualcosa per cui l’estate non è più una meravigliosa stagione unica. L’estate diventa andare a lavorare col caldo, litigare per l’aria condizionata e sudare come un licantropo in sauna, concordare le ferie coi colleghi e col capo, trovare un posto bello che non costi troppo, riuscire a prenotare tutto in tempo, organizzare i bagagli. L’estate diventa due o tre settimane, spesso ad agosto insieme al resto del mondo, magari costretti a Santa Marinella perché non ti puoi permettere di più.

Ma quelle due o tre settimane, ovunque tu sia, che tu sia nonno, padre, bambino, leone o gazzella saranno quelle in cui lascerai la parte pesante del cervello nella ventiquattrore di pelle (comprata apposta) e il tuo unico cruccio sarà infilare le infradito, riempire gli occhi di bellezza (leggi: paesaggi, tramonti e chiappe) e stare più tempo possibile con le persone che ami, senza dover rendere conto a nessuno.

Passano gli anni e l’estate continua ad essere la stagione grazie alla quale riusciamo a superare i momenti gelidi e bui, quando pensi che hai sbagliato tutto, che è tutto sbagliato e che il mondo ti sta crollando su un callo… sai che basta un tuffo nel mare per tornare leggero.

Allora aspetti e ogni anno ritorna e porterà nuovi ricordi.

Anche di chiappe.

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