Roma, giorno 4

6 Giu

Finalmente non provo più invidia per i turisti, perché dopo sette anni di assenza guardo ogni sanpietrino, pezzo di colonna o statua come se fosse la prima volta.

A Roma capita che per andare da una parte all’altra passi per il Colosseo, il Circo Massimo, le terme di Caracalla… e non puoi fare altro che riempirti gli occhi per avere dentro qualcosa di bello per tutto il giorno. Tipo i cammelli con l’acqua.

Il caffè, il cappuccino, il cornetto, il gelato, la pizza a taglio. Un piatto di amatriciana e un bicchiere di vino rosso sotto gli ombrelloni nel viavai di turisti nudi e istituzionali incravattati. Che poi leccano tutti il gelato alla stessa maniera.

Forse le cose non funzionano, non posso ancora dirlo. Ma so che sta città è piena de fregna.

Comunque ho trovato migliorati gli automobilisti, che ora si fermano alle strisce, mentre i pedoni sono completamente fuori controllo. Qualcuno dice che è perché “c’è tanta voja de mori'”.

In molti mi consigliano di non tornare a Roma, ma loro non se ne andrebbero manco a fucilate. Ma non ho capito: nun me ce volete?

La grande bellezza è in giro, non solo in un film.

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