Roma, giorno 1.

3 Giu

Il sole è caldo e luminoso, il cielo è alto.Ci sono turiste nude in ogni dove.

Vivere a Roma senza andare in motorino è come stare con una che non pratica sesso orale.

C’è luce, ci sono i colori, c’è dell’azzurro nel cielo nonostante qualche nuvola.

Ovunque guardi c’è qualcosa di bello, includendo architettura e antropologia.

Sono appena arrivato e starò quasi un mese. Sono passati sette anni da quando sono partito, come quelli di Brad Pitt in Tibet, e sono cambiate molte cose. Ad esempio mi fermo quando i pedoni sono sulle strisce. I pedoni invece sono diventati folli kamikaze che attraversano ovunque senza alcuna logica. Da pedone devo ricordarmi che la storia delle strisce qui non funziona. E forse è per questo che i pedoni attraversano dove cazzo gli pare.
In sette anni sono cambiate tante cose ma tutto sembra uguale. Non c’è più il Metropolitan a via del Corso e al suo posto c’è il Metropolitan chiuso. Mossa intelligente per una delle vie storiche più frequentate ogni giorno dalle turiste nude di tutto il mondo. Sono cambiati sensi di marcia, profondità delle buche, strade chiuse e ponti aperti.
Poi la sera ritrovi la magia. Il ponentino che t’arrizza la pelle, le luci sui monumenti, i tratti senza lampioni che devi andare a memoria, la gente che sta per strada perché chiudersi in casa sarebbe uno spreco. I profumi di casa, smog incluso.
Che cazzo di città, la mia città.

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