Cuba (a frio)

7 Mar
Sono tornato ieri sera da Cuba, ritrovando un Fuckin’ Nordeuropa freddo e piovoso.

Sto fatto di getleg, al summit straordinario con la Turchia per decidere come chiudere l’Europa agli stranieri, mentre Cuba si sta aprendo agli Americani o viceversa. Più che il freddo e la pioggia l’impatto più negativo al ritorno è stato con la serie di negozi pieni di cose che non servono a niente. Torno da un paese essenziale, dove il calore umano non è stato ancora raffreddato dalla tecnologia. La gente vive la strada, anche solo stando seduti davanti casa a guardare chi passa; i bambini giocano nelle pozzanghere, divertendosi senza pleistescion. Lì stanno con le pezze al culo ma ci regalavano frutta, riso e pollo per nostro figlio: all’aeroporto di Madrid ci hanno chiesto un euro per un pezzo di pane bianco.

Non è facile ordinare le idee, ci vuole tempo e spazio per separarle, piegarle e impilarle una sull’altra in ordine cromatico. I colori sono la prima cosa, quelli allegri e accesi delle case accanto a quelle che cascano a pezzi, l’azzurro cristallino del mare, il verde della vegetazione tropicale. Subito dopo vengono gli odori, che vanno dall’asfissiante smog delle macchine anni 50, all’ossigeno fresco della natura, allo iodio purificante, ai puros – i sigari sigillati col miele – , alla merda di cavallo. Seguendo i sensi ancora sento il chiasso allegro tipico dei paesi del sud, le trombe, le chitarre e i tamburi, i galli che cantano all’alba anche se sei nell’Havana Vieja.

Cuba è un mondo pieno di altri mondi, che vive fuori dal mondo ma ci sta entrando e non vede l’ora di farlo. La Revolucion è lontana e i giovani aspettano Obama mentre migliaia di turisti occidentali corrono lì prima che sia troppo tardi, proprio per fuggire dal quotidiano Obama e ritrovare il senso della Revolucion.

Cuba vuole quello che abbiamo noi, senza sapere quello che significa. Ed è giusto così, è il loro momento e ormai l’umanità è convinta che questo sia il progresso.

Se l’America qualche secolo fa avesse chiuso le frontiere come oggi sta tentando di fare l’Europa, i conquistadores si sarebbero ritrovati negli hotspot e magari Toro Seduto sarebbe diventato capo del mondo. Ma non è andata così, la Storia non si può fermare, né cambiare, ma non va dimenticata.

Il comunismo sembra aver fallito ovunque, ma lì ho visto un popolo orgoglioso, solidale e umano. Il sistema che abbiamo noi mi pare molto più brutto, solo che possiamo comprare mille trucchi per camuffarlo e renderlo l’unico mondo possibile.

Non si vive bene a Cuba, qualcosa non ha funzionato, ma ancora resiste una genuinità che noi abbiamo perso da almeno sessant’anni. E nessuno muore di fame.

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