Meglio non dire due

14 Nov

Visto che la coerenza è il mio forte e ho scritto che non volevo dire niente su sta faccenda…

La cosa che mi fa più incazzare è sentire giornalisti, politici e opinionisti che parlano del nostro sistema come se fosse basato sulla pace. Cioè noi siamo i puri e loro sono i folli, come nei western anni 60 in cui gli indiani erano i cattivi che attaccavano i poveri cowboy, senza spiegare che prima c’era stato un genocidio e poi Balla coi Lupi.

Come un’ondata di migranti che arriva dal nulla, causata da chissà cosa.

Se mai sarà guerra mi troverò costretto a difendere la nostra parte di mondo, perché è casa mia. Ci sono nato e mi ha cresciuto con ideali di libertà e pace che però so perfettamente che ha sempre applicato solo ed esclusivamente nella nostra parte di mondo. Non siamo basati sulla pace: il nostro benessere è basato sulla guerra, sulla povertà e sulla sofferenza di posti lontani, da noi e dai nostri schermi. Dalla merda nascono i fior, ma dalla sofferenza, povertà e guerra non può nascere che l’odio.

Questo sistema lo alimentiamo ogni giorno anche solo facendo la spesa o scegliendo la banca col tasso di interessi più alto.

Non voglio fare un calderone, ma il mondo è un organismo unico in cui se da una parte succede qualcosa, dall’altra parte corrisponde un qualcos’altro. Non possiamo cadere dalle nuvole. Quell’orrore e quel dolore lontano ogni tanto ci viene catapultato addosso e nessuno di noi è in grado di sopportare una cosa simile.

Piangiamo i nostri morti, che potevano essere i nostri amici i nostri figli o noi stessi. Difendiamo i nostri valori di pace e libertà, in senso assoluto, e non pieghiamoci al terrore.

Ma riflettiamo bene, molto bene, su chi siamo e cosa facciamo per il benessere del resto del mondo.

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Una Risposta to “Meglio non dire due”

  1. Stefano 15/11/2015 a 23:05 #

    Io ho preferito non parlare, non scrivere nulla. Il rischio è quello di essere retorici, dire un sacco di castronerie, fingendo di sapere ciò che non si sa.
    è vero, siamo in guerra. E quando scatta una guerra, non c’è mai uno che inconsapevolmente ci è finito dentro. Tranne le povere persone che ne farebbero volentieri a meno.

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