Uk, again.

9 Giu

Nota: all’interno del post appaiono dei dialoghi estratti dai fascicoli di “impara l’inglese con Ceskoz”.

I primi dieci minuti di Londra sono un infarto continuo perché ad ogni incrocio penso che il tassinaro voglia commettere un omicidio-suicidio con un frontale prendendo le strade contromano. Poi mi abituo. All’idea di una morte violenta.

Londra è la città dello sciopping, dei clubs, della droga sintetica, del lusso e della lussuria, ma ovviamente sono qui per lavoro e ho a malapena il tempo per fare la cacca.

Ho chiesto alla produzione di mettermi nello stesso hotel della giornalista bionda per una semplificazione logistica e sono stato accontentato. O almeno la catena di hotel è la stessa, ma la struttura del mio sta dall’altra parte della città. La prossima volta specificherò che a Londra non c’è un solo Xxxxxx (se vuoi sponsorizzare la tua catena di hotel qui sopra, scrivimi) (Paris, dico a te).

Ad ogni modo per la prima volta ho avuto il privilegio di avere un albergo superiore ad una stalla. No, non è un errore di stampa, è un simpaticissimo giuoco di parole, tipo quello della frase seguente. Non è un errore di stalla.

A fine giornata lavorativa, quando finalmente sono in taxi, bendato per non vedere il frontale della morte, andando verso l’hotel, mi chiama il topo dell’ultima trasferta (fleshbec) offesissimo perché non sono andato da lui, che mi voleva presentare anche la moglie e ci teneva stessi a cena con loro. Gli ho promesso che l’indomani ci saremmo presi un formaggino insieme, anche se so che non è vero. Nel frattempo arrivo all’hotel.

Primo punto negativo: alla reception non c’è nessuno e un cliente sta aspettando al bancone, un po’ spazientito. Per quanto è costata la camera, mi aspettavo delle svedesi in topless cosparse di olio, ma vabbè.

Da una porta esce un ragazzetto con gli occhi bassi che continua a dire “I’m sorry sir” e fa avanti e indietro con una tessera/chiave in mano. Che poi per me sono meglio le chiavi, che almeno non si smagnetizzano; quelle coi portachiavi a forma di mappamondo gigante scolpito nel marmo, che pesavano più dei bagagli. Alla fine il cliente prende l’ascensore ed è il mio turno, ma squilla il telefono. Il ragazzo si scusa con me, poi si scusa al telefono e dice che se la stanza è troppo calda, l’unica che può fare è spegnere il condizionatore da remoto, poi si scusa ancora, attacca e si riscusa con me per l’attesa.

Faccio il checkin, il ragazzo fa casino con la stampante tipo 5 volte scusandosi ogni volta, alla fine mi fa compilare il foglio a mano e mi da la chiave, senza guardarmi. Chiedo la password per internet e mi dice che sarebbe a pagamento ma per stasera me la da gratis, non capisco perché. Sono fuori casa da 14 ore, voglio solo dormire: firmo e vado in stanza.

Il topo mi manda un whatsapp per sapere che faccio ma non mi va di chattare. Entro in stanza: niente di speciale, per il prezzo mi aspettavo una jacuzzi piena di sciampagna, ma vabbè.

L’unico particolare è che ci sono tipo -4 gradi. E a Londra fa già freddo, nonostante sia giugno. Basta accendere il riscaldamento: sul muro c’è un pannello super moderno con una manopola tipo quella dell’i-Pod con un display che continua a dire OFF, spingo tutto ma non succede un cazzo.

Prima telefonata:

– Hallo, the room is very very cold and I cannot use the AC…
– Ok, we’ll switch it on for you.
– Thank you.
– Sorry about that.
– Don’t worry.

Magicamente la manopola si accende e regolo la temperatura al massimo: rimane il gelo. Ho sonno e ritelefono.

– Hallo, the AC is ON but there’s only cold air coming out…
– So the room is too cold?
– Yes, that’s why I called before…
– Ok, we switch off the AC for you.
– Yes, but it’s the same situation as before…
– Yeah. In case we’ll send you a guy with a heater.
– Ok.
– Sorry about that.
– Uhm.

La manopola si spegne, l’aria gelida continua ad uscire dalla grata. Guardo in bagno se ci sono topi sotto la doccia ma ci trovo un pinguino che fa i gargarismi coi cubetti di ghiaccio. Indosso una pelliccia e telefono ancora.

– Hallooo… I’m freezing, where’s the heater?
– I send the guy!
– Don’t you have any topless oiled Sweden girl?
– Sorry sir?
– Nothing…
– Sorry about that.
– Eh pur’io.

Passano cinque interminabili minuti, perché col freddo il tempo scorre molto più lentamente, poi bussano. È un ragazzotto con una sorta di caldobagno in mano, me lo passa e si scusa per il disagio. Gli dico di entrare per rendersi conto e appena passa sotto la grata rimane congelato. Devo tirargli una secchiata di acqua bollente per sbloccarlo. Si scusa ancora e se ne va tutto zuppo, dicendo che c’è un problema al condizionatore. Ma dai?

Accendo il caldobagno.
Muovo le manopole del caldobagno.
Faccio una danza indiana mentre bestemmio le principali divinità monoteiste.
Il cazzo di caldobagno manda solo aria fredda.

Mi avvolgo nel piumone e accendo un fuoco con le assi del letto mentre ritelefono.

– Hallo, are we on “jokes a part”?
– Sorry sir?
– The fuckin heater doesn’t heat. Here is the fuckin’ Alaska. I paid 350 fuckin’ euros for this fuckin’ shit! For this price if you say you send me a heater, I want a topless oiled Sweden girl called Heater.
– Sorry sir?
– Sorry un cazzo, give me another room, another hotel, bring me at my place, I miss my country and my people…
– Sorry sir?
– AAAAAAHHHHH EVERYTHING IS ICED HERE!!!
– Yeah, it’s the famous “London Ice”… Ah ah ah… Got it? Ok, sorry for my British Humor, I’ll send you another guy. Sorry about that.
– Sorry tua mother!

Mi trasferisco in corridoio dove si sta benissimo, per riprendere l’uso delle estremità, ormai bluastre.

Arriva l’other guy con un sorriso, un sacchetto in mano, trascinando un termosifone elettrico. Controlla che effettivamente l’aria è sottozero nonostante l’AC sia su OFF e che il caldobagno non scalda. Mi abbraccia, mi porge il sacchetto che contiene un cookie gigante caldo, e mi dice che se arrivo a domattina posso avere la colazione gratis (22,50 sterline, otherwise).

Il termosifone si scalda, mi rilasso e mi stendo sul letto.

A sinistra c’è il termosifone a palla e a destra la grata frigorifera: mezzo corpo è cotto e mezzo è congelato. Ho paura che le correnti fredda e calda scontrandosi possano dar luogo al ciclone Heater. Poi mi ricordo che sono cresciuto con Meggaiver e risolvo brillantemente la situazione: fischio la sigletta mentre prendo un asciugamano grande, faccio tre buchi lungo il lato lungo con un paio di forbicine e lo appunto alla grata con due bic e le forbicine stesse, bloccando l’aria fredda respingendola verso la porta.

Il genio italico cova in ognuno di noi (Meggaiver in realtà era di Velletri).

Volevo andare in bagno ma li davvero era il polo sud, ho dovuto fare la cacca nell’armadio. Poi ho mandato un uozzap di buonanotte al mio amico topo e sono finalmente crollato. Passando la notte a sudare come un maialino al forno, senza le forze per spegnere quel dannato termosifone elettrico, sognando svedesi oliate in topless cosparse di rosmarino.

La mattina dopo sono sceso con due ore di anticipo per poter estinguere tutto il buffet della colazione e adesso che sto scrivendo sono in un hotel a Zurigo, perché la trasferta non finisce qui.

La morale è che più paghi l’hotel, meno cose hai incluse nel prezzo, tipo colazione e internet, è assurdo. O forse la morale non c’è: siamo una civiltà amorale. O forse è solo uno dei post più lunghi del blog.

Buona settimana a chi ha letto davvero fino alla fine e se è così nei commenti deve scrivere il nome della svedese oliata in topless, una marca di termosifoni elettrici e a che gusto è il suo cookie preferito.

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4 Risposte to “Uk, again.”

  1. Stefano 11/06/2015 a 15:15 #

    Dunque: 1) Anja; 2) (per fare pubblicità al Made in Italy) De Longhi; 3) canna da zucchero e gocciole di cioccolato fondente.
    e viva Velletri, che ha dato i natali al MITO!

  2. Chiara (Appunti a Margine) 10/06/2015 a 15:18 #

    Siccome sono una new-entry del tuo blog, mi fai un riassuntino delle puntate precedenti, o mi dici dove posso trovare risposta alle domande “che fai di bello a Londra?”, “Chi è la giornalista bionda?” e “Perché sei finito solo in hotel-stalla?”
    A parte questo, gran bel blog! 🙂

    • CesKoZ 16/06/2015 a 08:18 #

      Mi hai ispirato la sezione chi sono sulla pagina home.
      Ora scriverò anche uno speciale “per chi si fosse collegato solo in questo momento”.
      (grazie!)

  3. Roberto Carotenuto 10/06/2015 a 11:07 #

    Anche se non ho capito bene perchè vuoi fare traffico, prendi la metro che a Londra ce ne sono molte… oppure cammina per i parchi…

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