Thalys e Qualys

3 Giu

Mettendo la sveglia alle 06:35, se vivi a Bruxelles hai la possibilità di arrivare alle 08:30 in centro a Parigi, dormendo pure un’oretta sul treno.

Cioè, devi andare al letto vestito,  saltare dal materasso alle scarpe senza lavarti o pettinarti, calarti dalla finestra e fare il bidé con i frescenclìn in taxi, ma comunque è una delle possibilità che solo questa città può darti. Insieme al freddo e alla pioggia mentre i tuoi connazionali vanno al mare, o l’odore di strutto delle patate fritte al posto del pane caldo per strada, ma insomma mica si può avere tutto.

Fresco come una rosa alle 08:30 scendo dal Thalys, il treno veloce, a Paris Nord, carico come un mulo per l’attrezzatura grazie alla quale potete lobotomizzarvi davanti alla TV mentre la vita vi scivola tra le dita sui tasti del telecomando. Mi sto specchiando su un finestrino dicendomi che vabbè che sono un neo padre, ma posso pure dare un minimo di attenzione al look, quando vengo fermato da due poliziotti.

– Lei ha 10.000 euro contanti in borsa?
– Ma scusi, non pensa che avrei un sorrisone in quel caso?
– E per caso ha stupefacenti con sé?
– NON PENSA CHE AVREI UN SORRISONE IN QUEL CASO?

Dopo una blanda perquisizione alle borse stanno per infilarmi una mano guantata nell’ano ma arriva la giornalista bionda che lavora con me e grazie ad un sorriso di quelli che solo le bionde sanno fare mi salva dalla situazione, anche se ormai mi ero incuriosito, che uno deve provare tutto nella vita.

Rifletto che decisamente devo farmi la barba e darmi un’aggiustata ai capelli, ma insomma fermare uno solo perché è un po’ trasandato e un altro con la faccia da sfigato solo perché indossa una felpa di Amsterdam, indica che la polizia francese non è tanto intelligente. Poi mi chiedo perché mai dovrebbe esserlo, visto che sempre de guardie si tratta. Cioè basterebbe mettere un cane, così magari superano gli stereotipi, evitano figuracce e soprattutto non rompono i coglioni a chi lavora e si è svegliato alle 06:35, ma in fondo i cani meritano di correre nei prati, non di fare un mestiere del cazzo (senza neanche lo stipendio).

Comunque, alla fine arriviamo al palazzo dell’OCSE dove una hostess che pare una topmodel mi invita ad un sondaggio che l’Organizzazione sta facendo per una vita migliore.

– Quali sono 3 cose grazie alle quali la tua vita migliorerebbe?
– Diecimila euro contanti e lo zaino pieno di stupefacenti.
– E la terza?
(sorriso magico, sapiente alzata di sopracciglio)
– La terza sei tu.
Faccio un fischio ed il mio cavallo bianco arriva galoppando sulle scale mobili ma quando sto per prenderla in braccio per saltare in sella e portarla  sulla spiaggia (che da Parigi mi sa che ci vuole una cifra, forse è meglio fermarsi a comprare un paio di panini) mi dice:
– E’ incredibile, rispondete tutti le stesse tre cose. E datti una pettinata che sembri uno spacciatore.

Sarà una lunga giornata.

Vado a prendere un secchio di caffè per me ed uno di biada per il mio destriero, che tra l’altro è un Pony.
Cioè trasporta lettere e pacchi su tutto il territorio nazionale, isole comprese.
Anche pacchi di stupefacenti o denaro contante.

Buona giornata a chi sogna ad occhi aperti perché dorme troppo poco.
E ai cani poliziotti, non nel senso di animale.

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