Lattesa

16 Feb

La vita è una continua attesa.
Qualcuno ha scritto che la vita è quella cosa che succede mentre aspetti che succedano altre cose. Non era proprio così ma il senso era questo.
Qualcun altro ha scritto ti amo sulla sabbia, ma non c’entra niente e comunque per fortuna un’onda anomala se l’è portato via per sempre.

La vita è un’attesa.
Si aspetta una telefonata, si aspetta l’autobus, si aspetta il risultato di un esame, si aspetta sotto casa di lei che si sta facendo bella come se ne avesse bisogno e soprattutto come se noi non stessimo come dei coglioni a fumare settecento sigarette in doppia fila, si aspetta un ritorno, si aspetta la fortuna, si aspetta il cadavere del nemico seduti in riva al fiume anche se quelli che passano sono solo sorci giganti, si aspetta la morte, che sappiamo arriverà, ma neanche con tutta sta fretta di vederla.

La vita è l’attesa della morte.
Che se prendi le distanze, lo leggi in senso astratto sillogistico minimale, ti gratti le palle o il seno sinistro, e accetti una semplificazione hard-core estrema di uno dei più grandi misteri dell’umanità, ci può pure stare. Magari è un po’ riduttivo e vagamente cinico.

Qualcuno ha scritto che il criticare senza speranza è cinismo, e lo sperare senza spirito critico è ingenuità. Sarò ingenuo, ma in questo momento la mia vita è piena di speranza senza alcuno spirito critico, e stavolta senza l’ausilio di nessuna droga sintetica.

La vita è l’attesa della vita.
Mancano meno di venti giorni all’arrivo della nuova vita che mi cambierà completamente l’esistenza, e tutto il resto mi sembra sfocato. Piango i morti, bevo le birre, guardo i culi, rido, mangio, lavoro; insomma faccio tutto come sempre e tutto è sempre come sempre, ma un po’ più sfocato.
Forse i culi no, ma il resto si.

Tutta la rabbia, la tristezza, la noia, la nevrosi, l’angoscia sono sempre lì ma sono innocue, aspettano.
Come i cattivi dei cartoni anni ’80 che invece di attaccare nel momento di debolezza aspettavano che il robot completasse la trasformazione e alla fine gli facesse il culo.

So che non gli farò il culo, so che ci sono popoli sfruttati e gente bruttissima con troppo potere.
So che ogni mese arrivano le bollette e invece lo stipendio non si sa mai quando cazzo arriva.
So che tutto è sempre come sempre.

Ma io per ora aspetto solo di conoscere mio figlio, tutto il resto questa volta può aspettare.
Non sarà il mio salvatore né il salvatore del mondo, anzi proprio non si chiamerà Salvatore.
Ma questa attesa me la voglio godere senza interferenze.

Per una volta voglio focalizzarmi sulla vita.

Buona giornata a chi voleva fare giusto uno schizzo e si ritrova con un progetto già avviato, piuttosto impegnativo.

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5 Risposte to “Lattesa”

  1. Stefano 02/03/2015 a 15:12 #

    Il bello è capire cosa succede quando l’attesa finisce… e allora si spera siano solo soddisfazioni!

    • CesKoZ 02/03/2015 a 18:00 #

      Si ma st’attesa è estenuante. I primi 8 mesi e mezzo sono niente in confronto alle ultime settimane!

      • Stefano 02/03/2015 a 20:26 #

        dai che il bello è ormai ad un tiro di schioppo!!

  2. Viteapois 16/02/2015 a 17:34 #

    Sono iscritta al tuo blog da non so quanto, ma sarei bugiarda se dicessi che ti leggo sempre. Anche se poi quando ti leggo penso… “ma perchè delle volte lo ignoro?”
    A cominciare dal titolo, ogni parola mi ha indotto a leggere quella successiva e poi quella dopo ancora.
    E’ un bellissimo post, scritto con la maturità di un uomo di qualsiasi età (tanto voi non crescete mai), ma esprime una bellissima sensibilità. Era anche questo che volevi esprimere vero?
    Non ti conosco e non ricordo se ti ho mai commentato, ma oggi mi sento di farlo e soprattutto di … ah no, le congratulazioni dopo!
    p.s. il lupo è già sazio… se vuoi ti rimane la balena. 🙂

    • CesKoZ 16/02/2015 a 17:42 #

      Grazie! Non so quello che volevo esprimere, ma volevo esprimere qualcosa perché mi esprimo bene solo scrivendo e su questa cosa che mi sta intasando il cervello non ero ancora riuscito a scrivere niente e non so se sono riuscito ad esprimere quello che volevo o se avessi avuto qualcosa da esprimere, ma comunque dovevo fare qualcosa perché quest’attesa mi sta uccidendo!
      Grazie per il commento, mi inserisco nella balena e per le congratulazioni aspettiamo. Ti abbraccio pure se non ti conosco, che sto periodo so’ empatico.

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