Polemiche, Guerre e Risate

10 Gen

Leggo tutte le polemiche, i complottismi, chi a priori è “contro”, chi identifica i musulumani coi terroristi, chi dice che i vignettisti “offendevano” l’Islam (gli stessi che poi mettono le fotine simpatiche che “offendono” la religione cattolica, ma quello si può fare) e che in qualche modo se la sono cercata.

Leggo che è un’operazione della CIA, che è l’inizio di una guerra tra civiltà, che è tutto organizzato dalle banche e dalle industrie belliche.

Chi dice “non sono Charlie” non si rende conto che quel “je suis Charlie” è stato lo slogan spontaneo nato da un popolo ferito che al freddo e sotto la pioggia, di qualunque fede e colore fosse, è andato in piazza a dimostrare la propria unità contro l’orrore, qualunque esso fosse. Anarchici, musulumani, cristiani, ebrei, frontisti, vecchi, giovani, famiglie, bianchi, neri, olivastri, donne velate, ragazzine ubriache… tutti insieme sotto la statua della Repubblica a far vedere l’unità contro la paura. Je suis Charlie è per dire “io sono francese”; e quindi laico e libero di esprimere quello che voglio (la LePen può dire che rivuole la pena di morte, ad esempio). Ve la vedete una scena così in Italia? Io no, ma ho visto tanti italiani spuntare tante sentenze.

“Io non sono Charlie”, se foste stati lì in piazza in mezzo alle lacrime di gente tutta diversa, unita dallo stesso dolore e dalla stessa rabbia, non l’avresto detto. Mentre voi scrivevate nella solitudine, loro gridavano stretti l’uno all’altro.

E chi dice che è tutta una conseguenza del neoliberismo basato sul petrolio e sul denaro e che siamo noi ad aver armato e addestrato quelli che poi ci si rivoltano contro, ha perfettamente ragione.

Ora però spiegatemi cosa fate esattamente per non alimentare il mostro che dite di odiare. Andate in bici o prendete la macchina? Tenete i soldi in una banca etica o in una che da interessi più alti? Comprate le cose dagli artigiani che costano tanto o cercate di risparmiare e di avere comunque cose alla moda anche se sono fatte sfruttando paesi lontani? Comprate le offerte al supermercato senza chiedervi perché costino poco? Ecco allora avete già scelto da che parte stare in questa guerra e anzi l’attizzate ogni giorno. Smettete di parlarne almeno.

I social netuorc mi hanno rotto il cazzo. Dicevano che avrebbero salvato il mondo, invece non fanno che dividerlo ancor di più. Tutti a scrivere tutto e il contrario di tutto, a fare i paladini della giustizia, o del complotto, o della jihad o dell’anarchia, mentre Zuckemberg guadagna palate di miliardi.

Tutto diventa “hashtag”, “meme”, “commento”, facendoci dimenticare che si tratta di vita reale. Quella fuori dai social, sempre più difficile da ricordare e da vivere.

Penso che a volte sia meglio tacere. E agire.

Comunque io sto dalla parte di chi vuole avere il diritto di ridere su tutto, perché se ci facciamo togliere anche la risata perdiamo il senso della vita.

L’ironia è quella cosa che fai una strage nella redazione di un giornale e poi muori in una tipografia, dove i giornali nascono.

Buon anno nuovo.

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2 Risposte to “Polemiche, Guerre e Risate”

  1. Stefano 12/01/2015 a 12:06 #

    Bel post davvero.
    Io ho riflettuto per un po’se scrivere sul mio blog qualcosa sull’accaduto. Ma ho pensato che sarei stato banale o forse demagogo o populista o chi più ne ha più ne metta.
    Su una cosa però sento di dire la mia: non so se esprimere solidarietà sui Social Network (cambiando la propria immagine, scrivendo #iosonocharlie o qualunque altra cosa) sia veramente un modo per essere a fianco di un popolo ferito. Io ho preferito tacere, non esprimere apertamente solidarietà. Soprattutto perchè è difficile sapere cosa si provi in quelle situazioni. Ho sentito due amici a Parigi, per sapere come stessero: mi hanno scritto che Parigi ha reagito in maniera eccellente, nessun piagnisteo o lamentela, per l’appunto ha reagito con orgoglio e forza. Per far capire che il terrorismo non può e non deve vincere. Perchè loro sono comunque troppo pochi, rispetto alla brava gente. O almeno io voglio credere che sia così.

  2. giovanna 10/01/2015 a 12:49 #

    bellissimo post. w le penne libere!

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