Un saluto

4 Nov

Ci sono periodi di estroversismo e periodi di introspiticità, in cui l’universo che hai dentro subisce un cambiamento tipo l’era glaciale o la migrazione dimensionale dei dinosauri (si, i dinosauri sono ancora vivi, in un’altra dimensione, ma ve ne parlerò nel mio prossimo libro, intitolato “i dinosauri sono ancora vivi ma in un’altra dimensione”, che potete già prenotare inviandomi dieci sacchi per posta ordinaria) e tutto il percorso dal dentro al fuori si arresta per dare tempo al processo di stabilizzarsi per poi riprendere il flusso.

Un po’ come quando stai viaggiando in un paese esotico e tutto quello che vedi è assolutamente nuovo; conosci una cultura diversa, devi abituarti ad odori sconosciuti, ma soprattutto senza il tuo bagnetto pulito di casa hai problemi di stitichezza finché arriva il giorno in cui bevi un orribile caffè e devi cercare di corsa una tualèt, o perlomeno una metafora più decente.

Ecco, mi trovo nel momento del viaggio, o forse all’aeroporto, o forse a dorso di un dinosauro, ma insomma in un momento in cui sto cercando bagni e metafore e tesori sepolti e un parcheggio gratuito vicino casa quindi niente, volevo fa’ un saluto.

Buona giornata a chi ha sempre sognato di fare l’astronauta poi ha visto Gravity in 3D ed è svenuto.

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