Teichitisi

14 Ott

Lussemburgo, hotel, interno notte.
(tradotto dal lussemburghese)
– buonasera, ci dev’essere una prenotazione a nome Ceskoz…

Flashback.
Bruxelles, ufficio, interno giorno.

– oh Ceskoz sei riuscito a trovare posto a Lussemburgo? È un casino, è tutto pieno! O spendi 400 euri per una notte o devi andare fuori città! Ho prenotato due mesi fa e ho speso 200 euri.
– ma che dici? Io ho trovato una stanza in centro a 120, è che voi altri, intesi come resto del mondo, vi agitate troppo, il segreto è il “teichitisi”.
– quanto sei fico Ceskoz.
– lo so, (scrollo i capelli, prima di ricordarmi che sono quasi calvo) ci vediamo a Lussemburgo.

Flashback (ma più forward dell’altro).
Lussemburgo, ristorante, interno sera.

– ma come hai fatto a trovare un hotel a così poco in centro? Io spendo meno ma ci metto almeno 10 minuti in macchina.
– ah ah, no io in 3 sono arrivato! È il “teichitisi” che mi salva, funziona tipo il karma.
– sei proprio fico Ceskoz.
– eh lo so (mi sfrego le unghie sul petto, prima di ricordare che ho la mano mozza. no, scherzo).

Fine Flashback, che non so come dice. “Tempo della narrazione”, per capirci. Continua la prima scena insomma. Le altre due immaginatele in bianco e nero. Sto interrompendo l’atmosfera, lo so, è un mio problema. Devo parlarne al mio analista immaginario.

Lussemburgo, hotel, interno notte.

(tradotto dal lussemburghese)
– mi spiace qui non risulta niente…
– ma come, l’ho prenotata con buchin.com
– mi facci controllare… ceskoz… eccolo qua, ha ragione, ha prenotato una notte a 120 euri. Tra un mese: a novembre. E calcoli che è tutto pieno, ma non solo il nostro hotel: tutta la città. Quindi o spende 400 euri o va lontanissimo. Non pianga, segua la filosofia del “teichitisi” mantenga la karma.

Conclusione.
35 minuti di macchina, tra boschi, nebbia e paesetti di quattro case, per arrivare ad un hotel a conduzione familiare, col portiere che ti accompagna in camera e poi lo ritrovi che prepara la colazione.

La mattina mi accorgo di essere immerso nella natura, i cigni mi salutano mentre mangio pane e marmellata e scopro che l’altra sponda del fiume è la Germania. E alla fine “teichitisi” e mi godo il viaggio per tornare verso la civiltà, con karma, e con la musica a palla.

Buona giornata a chi fa le prenotazioni a cazzo di cane sentendosi una cifra fico e poi scrive status bucolici per salvare la faccia.

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