Di 35 ce n’è uno.

12 Mag

L’anno scorso in questo stesso giorno avevo scritto un pezzo fichissimo basato sul numero 33.

Era leggero e profondo allo stesso tempo, come solo io e Muccino sappiamo fare, parlava degli anni di Cristo, dei giri degli LP e dei trentini che entrarono a Trento. Poco prima di “pubblicarlo” l’ho fatto leggere alla mia fidanzata che si è divertita un sacco ma poi mi ha detto “guarda che tu oggi compi 34 anni”. Lì ho capito che era l’inizio della fine.

Oggi è uno di quei compleanni con il 5, quelli del giro di boa.
Quando si scavalla il 5 ci si avvicina all’altra sponda, cioè in senso etero, anagrafico, e le cose cambiano.

Ad esempio dopo i 5 anni ho smesso di pensare che le bambine fossero una cosa inutile, intraprendendo il cammino verso la maturazione maschile che è quella che si raggiunge a 10 anni.
Dopo i 15 anni ho capito che oltre alle pippe esistevano altri tipi di sesso.
Dopo i 25 anni ho inziato a praticarli.

Il 5 è una tappa fondamentale del viaggio tra una decade e l’altra, ovvero la “decadenza”.

Ricordo benissimo che appena compiuti i 25 anni mi sono ubriacato per festeggiare e il giorno dopo i tempi di recupero sono raddoppiati rispetto a quando ne avevo 24, cioè due giorni prima. Ho buttato tutti i giocattoli e ho comprato un cellulare, ho buttato i Dylan Dog e ho comprato dei libri, ho buttato la marijuana e ho comprato della cocaina.

E’ una maturazione, un cambio di percezione, un mal di schiena più frequente, sentirsi dare del lei, essere diventato adulto e dover affrontare la vita a muso duro, prima di chiamare mamma per essere rassicurati.

Oggi sono 35.

Gli ENTA finora sono stati gli anni più belli, anche se a 18 non lo avrei mai creduto possibile e anzi pensavo che sarei morto prima, di vecchiaia. Sono gli anni della consapevolezza: ti conosci, ti piaci, ti stai simpatico e se non fossi etero ti daresti pure una bottarella. Sai quali sono i tuoi limiti, cerchi di superarli ma se non ci riesci te ne fai una ragione, sai quello che ti piace fare e soprattutto farti fare, si c’è della malizia in questa frase, non sai quello che vuoi perché quello non lo sa nessuno, ma sai quello che hai e quello che che sei e senti che te lo sei guadagnato. Anche se l’hai rubato, se nessuno t’ha beccato.

Insomma arrivati al 5 è sempre il caso di stringersi la mano, darsi una pacca sulle spalle e rimettersi in marcia, che comunque la decade è ancora lontana.

E’ un cambiamento soft, è tipo un trailer di quello che verrà.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri, anche se è facile perché c’è feisbuc che ve lo ricorda, o che mi hanno solo pensato, o che mi penseranno stasera facendo all’amore (va bene anche se maschi, mentalmente sono aperto).
E approfitto per ringraziare anche chi mi legge, da tanto o da poco tempo, e mi fa sentire che quello che scrivo ha un senso: è anche grazie a voi se oggi sono la testadicazzo che sono.

cescobambino

Buona giornata a chi mi e/o si vuole bene e tanti auguri a tutti noi.

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