Il cielo su Testaccio (ciao nonno)

26 Apr

Quando se ne va un nonno si porta via un pezzo di storia di tutti.

Nato durante una guerra, la seconda l’ha combattuta. Prigioniero in Germania, paraculo con una ufficiale tedesca, è scappato in bicicletta. Era bello come un attore del bianco e nero e lo sapeva. E anche pora nonna lo sapeva, ma erano altri tempi.

Era della Lazio, ma quando ha iniziato a tifare la Roma non c’era ancora, che je vai a di’?

Ha lavorato da sempre, partendo dal paesino nelle Marche fino ai mercati di Trastevere. Per poi diventare il calzolaio di Testaccio. Quello bello e anche possibile. Pora nonna.

Due figli e poi due nipoti, amati con tutto il cuore, con quella dolcezza che solo i nonni sanno avere.

Gli piacevano le donne, in primis quella che ha sposato, con la quale ha lavorato e che l’ha accompagnato per una vita intera. E quant’era bella pure lei.

E poi si, gli sono piaciute altre. Me lo raccontava come unico rimpianto, lacrime di coccodrillo, facendo uno strano gesto che poi ho capito essere corna, con l’artrite alle dita.

Gli piaceva il vino, ma non da intenditore con la puzza sotto al naso: era contento col suo bicchiere colmo di Tavernello, che qualcuno gli versava.

Gli piacevano gli animali, gli piaceva viaggiare, gli piaceva sdraiarsi a prendere il sole tutto nudo.

Amava la vita, non si è mai dovuto preoccupare di niente perché ha sempre avuto intorno chi si preoccupava per lui. Che era un paraculo l’ho già detto?

Mio nonno ha sempre cercato di insegnarmi a non rimandare le cose (“chi fu sollecito non fu mai povero”, come diceva il suo maestro all’ unica scuola che ha fatto), con scarso successo.

Ma da lui ho imparato una lezione fondamentale: finché hai la vita, la vita continua.

L’ho visto spegnersi dopo la morte di mia nonna. Chiudersi, piangere e lasciarsi andare.

Poi l’ho visto rinascere. Andare al centro anziani all’ex mattatoio, dove nonna non voleva andare perché i vecchi le facevano tristezza, farsi nuovi amici e scoprirsi bravo al biliardo.

E poi conoscere una donna. Imparare da capo a voler bene a qualcuno, ad essere amato, a condividere le giornate, le notti e altre cose che non avrei mai voluto sapere.

Mio nonno, il più anziano del centro anziani, si era fidanzato. Ha convissuto per anni, continuato a viaggiare e a litigare per i derby (ché a Testaccio una laziale mica la trovi).

Ieri se n’è andato. Dopo averci salutato tutti insieme a Pasqua dal letto in cui era costretto gli ultimi giorni. A 98 anni.

Lo ricorderò sempre abbronzato, col sorriso sugli occhi e quella voce che lo rendeva unico. Chi lo conosce lo sa.

Oggi piangiamo, ma sono sicuro che lui è da qualche parte sereno, a cercare di far pace con nonna, e sicuramente ci riuscirà, perché è paraculo come pochi.

E si daranno un bacio e guarderanno insieme il cielo su Testaccio, che li ricorderà per sempre.

Annunci

Una Risposta to “Il cielo su Testaccio (ciao nonno)”

  1. valentinacatoni 26/04/2014 a 20:52 #

    L’ha ribloggato su Cat_Zonee ha commentato:
    Facile da ricordare. Sempre unico da leggere. Seguite Cescoz, ti adoro pisè!

Apri il tuo cuore:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: