CRISMAS TEIL (Istuàr de Noèl)

24 Dic

L’unica via di salvezza della società consumistica è il riciclo.
Per l’ennesimo anno consecutivo riciclo una vecchia fiaba di Natale, da leggere ai bambini
intorno al caminetto, fumando il Kalumè della pace.

CRISMAS TEIL (Istuàr de Noèl)

I soffici fiocchi di neve cadono lentamente sul manto erboso della foresta incantata, fino a formare un freddo ma morbidissimo tappetone bianco. Sembra ovatta, e gli animali vi saltellano felici insieme ai folletti giocherelloni, che fanno tintinnare i loro simpatici campanelli cantando le classiche canzoni natalizie dei folletti. Si respira un’atmosfera di allegria ed emozione per l’arrivo della festa più bella del mondo, sembra di essere in un cartone della Disney, e in effetti è proprio da questo magico luogo che nascono le creature della fantasia.

C’è fermento, tutti fanno qualcosa per rendere la festa ancora più bella.

Pinko e Pinky sono saliti sull’albero più grande di tutti e si sono calati giù con un festone argentato lungo lungo lungo, roteando intorno al tronco, facendosi da contrappeso l’uno con l’altro… E il risultato è incredibile, l’enorme abete sembra brillare, agghindato a festa, e sorride tronfio in seguito all’ “oooooooohhhhhhh” degli altri alberi più giovani. Poco prima di toccare terra Pinky ha preso male le distanze, ha fatto una doppia piroetta intorno ad un ramo ed è rimasto impiccato al festone, ma c’è talmente tanta allegria che nessuno se ne accorge. Tutti sono incantati dalle tre fatine dallo stivale bianco che hanno appena posato sulla cima dell’albero il puntale più bello e più luminoso che mente umana possa solo lontanamente immaginare, quindi è inutile che perda tempo a descriverlo.

(Ci scriverò una raccolta di tre volumi a parte.)

Ma adesso è l’ora del concerto dei Puccettini Tossiconi che, con le loro arpe elettriche e le tenere casse gabberine, fanno aprire le danze agli Orsacchiotti Morbidosi. Tutte le creature sono lì intorno a ridere e a battere le mani a tempo. Poi i Cagnululoni attaccano con un coro mozzafiato e gli occhi diventano lucidi e le pelli d’oca. Sono tutti abbracciati commossi quando arrivano gli Zampognotti che riportano l’euforia con le loro melodie balcanico-partenopee. Si stappano le bottiglie di ambrosia lucana e in men che non si dica sono tutti ciucchi e felici, tralasciando la violenza di gruppo che si sta perpretando ai danni della più giovine delle fatine dallo stivale bianco. Ma fa parte del giuoco, è sempre la festa più bella del mondo.

Il monte Panettone e la Muraglia Nocciolata vengono presi d’assalto, poi tutti insieme si tuffano nel Lago Spumante, ignudi e felici, troppo ubriachi per sentire freddo, tra risate, canti e sonori rutti. Un minipony gioca a fare il Delfino Curioso ma gli prende una congestione e non riemerge più… Ma gli altri continuano a schizzarsi e schiamazzare felici, perchè questa festa viene solo una volta l’anno e non ci si può perdere in quisquilie.

Babbo Natale ha fronteggiato la crisi economica prendendo a lavorare i nuovi aiutanti con gli occhi a mandorla, alcuni dei quali minorenni, e tutto sembra andare per il meglio. Ogni tanto qualche videogioco esplode, e un centinaio di bambole hanno preso fuoco da sole, ma nel complesso non si può lamentare. Ha risposto a quasi tutte le letterine mandategli dai centri commerciali e si sta preparando per il lungo viaggio intorno al mondo (occidentale e benestante) che in una notte renderà felici milioni di bambini, capricciosi e viziati.

Ma c’è un bambino che piange.

La musica è alta e anche il tasso alcolico non scherza, eppure questo lamento riesce ad interferire con l’atmosfera goliardica che si è creata. Biancaneve non riesce più ad acchittare le strisce per i nanetti, i Trolls escono dalle tane, i New Trolls escono dalle classifiche, le fatine dallo stivale bianco raccattano la collega esausta, i due unicorni smettono di ingropparsi, i fantastici 4 interrompono la partita a Strip Poker, l’uomo invisibile esce dal bagno delle donne. Pian piano tutti gli animali e le creature della foresta incantata si radunano nella radura. La musica cessa e tutti fanno silenzio, per capire da dove provenga questo strazio.

La foresta viene illuminata dal passaggio di una luminosissima stella cadente, la cui scia indica chiaramente un cespuglio di rose dal quale escono i singhiozzi. Wonder Woman si riallaccia il reggiseno e va in perlustrazione, per tornare poco dopo tenendo tra le braccia un bellissimo neonato piangente.

Nessuno sa chi sia o da dove venga, tutti guardano Puffetta che ha diversi aborti alle spalle, ma lei giura di aver iniziato a prendere la pillola. Il Grillo Parlante propone di fare tutti il test del DNA e già che ci sono pure dell’HIV che ultimamente ha visto un po’ di facce smunte e insomma lui ci tiene alla salute, ma nessuno se lo fila. L’Orco blatera la solita storia dell’ “ucci ucci” e vorrebbe mangiare il piccolo ma rischia il linciaggio da parte degli altri. La Piccola Fiammiferaia vorrebbe portarlo con sè all’istituto, ma i Power Rangers sostengono che bisogna prima andare in questura.

Poi il bambino emette un suono che sembra un latrato, si stacca dal petto di Wonder Woman e rimane sospeso in aria, cominciando ad illuminarsi di luce propria.

Prima un contorno giallognolo, poi dei veri e propri raggi, sempre più chiari, sempre piu’ potenti… finchè una sorta di immenso flash bianco acceca tutti i presenti. Ma è una luce talmente abbagliante che ci si puo’ guardare attraverso, è un insieme di immagini che si susseguono vorticosamente penetrando nei cervelli, è una luce che porta visioni, suoni e odori; emozioni vere e proprie. E’ qualcosa di incredibile anche per le creature di fantasia della foresta incantata.

Si sentono e si vedono macchine che si scontrano, clacson che suonano, gente che si insulta, esplosioni, grida, aerei che passano, forzieri che si riempiono, tasche che si svuotano, esecuzioni capitali, schiavi al lavoro, bambini senza infanzia, capi di governo che giocano con un Risiko reale, ghiacci che si sciolgono, mari che si innalzano, nubi tossiche, atomi impazziti, animali massacrati, pesci avvelenati, umani denutriti…

Fabbriche fumanti, frutta e verdure sintetiche, foreste rase al suolo, incendi e alluvioni, cemento e asfalto, montagne di soldi, fiumi di sangue, traffici di organi, donne umiliate, uomini deumanizzati, bambini sfruttati…

E ancora, aumentando la velocità e l’intensità delle sensazioni, indici di borsa in su e in giù, ville sfarzose, oggetti preziosi, capi firmati, macchine immense, facce di plastica, tette di plastica, fighe di plastica, cibo di plastica, montagne di plastica, montagne di rifiuti, montagne di oggetti inutili, immensi centri commerciali, offerte e promozioni, gente frenetica, televisioni accese, rumore perpetuo, ansia, angoscia, insoddisfazione, invidia, indifferenza, intolleranza, razzismo, violenza, odio reciproco…

Rapidissmo: carte di credito, bancomat, transazioni, versamenti, assegni, mutui, prestiti, lusso, povertà, spreco, fame, consumismo, inquinamento, consumismo, traffico, consumismo, stress, consumismo, guerre, consumismo…

Poi una grande luce bianca nella quale appare un crocefisso.

Poi il bambino si spegne.

Buio.

Per un luuungo momento nessuno capisce bene cosa sia successo. A fatica ricominciano ad acquistare la vista strizzando gli occhi, a schiarirsi le gole secche, a sgranchirsi i muscoli e a riprendere coscienza. Al posto del neonato c’è un bel cristone, un po’ hippy, capello e barba lunghi, tunica con disegno lisergico, che li guarda con un sorrisetto sornione.

– E allora?

Braccio di Ferro:- Gesù, ogni anno te ne inventi una, ma ‘sta volta ci sei andato giù pesante, corpo di mille balene!
– In verità vi chiedo, non vi siete divertiti?
Tippete:- Divertiti un cazzo, ma che robba era? M’ha messo un’ansia…
– Pero’ dovete ammettere che era un effettone, no?
Goldrake:- Si si, niente da dire, ma è come se mi avessero massacrato di botte la psiche.
Clarabella:- Ma cos’era? Un film dell’orrore?
– Ma no, è quello che chiamano il mondo reale, ho fatto una sorta di greatest hits…
Barbapapà:- BarbaMadonna, mi stavo sentendo male, ma perchè hai voluto fare ‘sta cosa?
Gargamella:- Davvero, l’anno scorso i gavettoni di piscio sono stati molto più simpatici.
– Ragazzi mica si puo’ stare sempre a cazzeggiare. Sapete quanto sono sensibile, mi sembrava giusto fermarsi un attimo a pensare a quello che c’è là fuori. Per me è importante.
Doraemon:- Si vabbè, ma perchè romperci i coglioni proprio oggi che è festa?
– Ma come perchè? E’ il mio compleanno Cristoddio!
Gli Exogini:- Che figura, è vero, ce l’eravamo dimenticato…
– Come ogni anno, se lo scordano sempre tutti. Ma allora non capisco che cosa festeggiate.
Dan Harrow:- Eddai, si sta insieme, si fa un po’ di casino…
Braccobaldo:- Poi è la festa tua, stiamo tutti qui con te, che è sta faccia?
Diabolik:- Pensa a quei poveracci che ci hai fatto vedere in quella specie di video…
– Si, forse avete ragione, in effetti noi creature della fantasia perchè mai non dovremmo festeggiare?
Ceskoz:- Appunto, dai tutti insieme… Perchè è un bravo ragazzoooo, perchè è un bravo ragazzoooo…

Gesù comincia a ridere commosso, tra gli abbracci e gli scapaccioni degli amici.

Poi ripartono la musica, le danze e l’allegria, riportando la foresta incantata in quella magica euforia che si merita.

E la festa più bella del mondo torna ad essere tale, per le meravigliose creature della fantasia.
—————————

Buon Natale alle anime belle e anche a quelle brutte, ma solo se racchiuse in bei corpi.
Non dimenticate mai cosa c’è intorno a voi, anche se è brutto da vedere.
Guardarlo vi darà più forza per andare avanti, per brindare e per sognare.
E chissà che a un certo punto il sogno non si avveri?
Continuiamo a sperare senza vergogna e a diffondere questa nostra speranza.
I sogni sono contagiosi come l’influenza stagionale.
Le idee possono intaccare un sistema come fanno i batteri con quello immunitario.
Tanto i vaccini sono solo un pretesto per fare soldi.
Sognate ad occhi aperti ma coi piedi per terra.
Amate piu’ che potete, pensate con la vostra testa, prendetevi il vostro tempo, il vostro spazio… e difendetelo anche coi denti.

Mangiate, bevete, ridete, e fate all’amore.
…tutto il resto è bizness!

Buone feste consapevoli,
facciamo del prossimo anno un anno migliore, a cominciare da noi.
Anzi da voi, che io vado già bene cosi’.

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